Economia circolare, le 253 buone pratiche della Piattaforma Icesp
È un database promosso dall’Enea che mappa le best practice nei settori dell’agroalimentare, edilizia, tessile. Il ruolo delle biotecnologie
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L’economia circolare inizia dalle buone pratiche. Che passano dalla gestione dei rifiuti all’innovazione sino ad arrivare al consumo. Il tutto in un sistema a cui partecipano le imprese, le associazioni e le istituzioni. A delineare questo scenario, che tra il settore agroalimentare, quello dell’edilizia e del tessile raccoglie 253 (245 realizzate in Italia) buone pratiche per l’economia circolare, è il database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp.
Il percorso
Una sfida per un cammino che segna una evoluzione in cui giocano un ruolo importante le imprese e le istituzioni. Percorso che è stato illustrato nel corso dell’ottava Conferenza annuale Icesp, a cui hanno partecipato l’Enea, oltre che i rappresentanti del Cetma e della Piattaforma Icesp, Mimit, Mase, Città Metropolitana di Roma Capitale, Erion, Rion, Conai, Kyoto Club, Fondazione Ecosistemi, Fondazione articolo 49, Symbola e Fondazione Sviluppo Sostenibile.
«L’Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità - è il commento della presidente di Enea, Francesca Mariotti -. I numeri della partecipazione e la qualità dei risultati raggiunti testimoniano la solidità del percorso intrapreso e ci confermano in prima linea nella diffusione di modelli e soluzioni di economia circolare, anche grazie a iniziative come la Piattaforma Italiana del Fosforo e a un’intensa attività di trasferimento tecnologico, in particolare verso le Pmi».
Il rapporto sulle buone pratiche
Il rapporto rilascia una fotografia aggiornata su tutte le buone pratiche che contribuiscono alla transizione verso l’economia circolare e che riguardano l’agroalimentare, il tessile e l’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione con 66 buone pratiche mappate e della gestione dei rifiuti con 60, «dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali». In questo scenario assume un’importanza significativa anche la fornitura di materie prime seconde, l’innovazione e il consumo. A livello territoriale, sono particolarmente attive Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.
«Il report – aggiunge il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp, Roberto Morabito – analizza la distribuzione delle pratiche per settore economico, fase del ciclo di vita del prodotto, tipologia di organizzazione e area geografica, offrendo una fotografia delle dinamiche in atto nella transizione circolare in Italia. Allo stesso tempo consente di individuare modelli replicabili e rappresenta uno strumento utile per rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese, ricerca e società civile».


