Ambiente

Economia circolare, sei consigli per ridurre l’impatto dei rifiuti tessili

Il vademecum del consorzio Ecotessili per migliorare il riciclo. Ogni anno compriamo 19 chili di indumenti e ne buttiamo via 12

di Davide Madeddu

(Adobe Stock)

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Sei strategie per far durare più a lungo abiti e scarpe, migliorando l’impatto ambientale e ridurre il volume di rifiuti tessili. Sono i punti evidenziati da Ecotessili, Consorzio italiano nato nel 2021 per la raccolta e il recupero dei rifiuti provenienti da abbigliamento, accessori, biancheria, calzature.

Punto di partenza il fatto che ogni anno compriamo 19 chili di indumenti e ne buttiamo via 12. Non a caso il consumo pro capite è aumentato di 2 chili all’anno tra il 2019 e il 2022, mentre il numero medio di utilizzi per capo è diminuito del 36%.

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«La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature - è la riflessione di Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili-. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire».

I sei suggerimenti

E poi i suggerimenti. Sei punti in cui si passa dalla scelta della qualità e durabilità «e privilegiare prodotti realizzati con materiali resistenti e progettati per durare nel tempo».

Poi attenzione alla composizione complessa: «I capi che presentano un mix di fibre sintetiche, difficili da separare, rendono il riciclo costoso e complicato, quando non impossibile».

C’è poi la cura della manutenzione: «Seguire le indicazioni di lavaggio riportate in etichetta, limitare i trattamenti aggressivi e intervenire quanto prima su macchie e piccoli danni».

Non meno importante la possibilità di riparare prima di sostituire: «Sistemare bottoni, cerniere o suole può evitare la dismissione anticipata».

Poi riutilizzare e condividere: «Donare, scambiare o acquistare usato consente di estendere la vita dei prodotti e ridurre la domanda di nuovi articoli».

Ultimo accorgimento è quello di conferire correttamente a fine vita:«Quando un capo non è più riutilizzabile, è fondamentale destinarlo alla raccolta differenziata tessile per favorirne il recupero dei materiali».

Comportamenti virtuosi

«L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi – sottolinea Dezio –. Fare acquisti pensando alla durata dei capi, utilizzarli il più possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza di azioni che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili».

Interventi indispensabili per operare in un settore, come quello tessile considerato tra quelli a maggiore intensità di materie prime, acqua ed energia. «Accorciare il ciclo di vita dei prodotti moltiplica gli impatti ambientali legati alla produzione, al trasporto e allo smaltimento - sottolineano da Ecotessili -. Per questo motivo la durata effettiva di un capo è uno dei fattori chiave per migliorarne l’impatto ambientale e che scelte di consumo sostenibile possono allungarne la vita utile».

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