Compagnie aeree

Eberhart (Ita Airways): «Biglietti più cari del 5-10% per colpa del jet fuel»

Il vettore è coperto all’80% contro il costo carburante. Se lo Stretto non apre ricadute pesanti dal prossimo anno. Il piano per il Sud America

di Mara Monti (Rio de Janeiro)

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Prezzi dei biglietti aerei in aumento tra il 5% e il 10% quest’anno per Ita Airways a causa del caro carburante senza escludere una revisione della capacità offerta a partire dal 2027 se la situazione nello Stretto di Hormuz non dovesse risolversi nel breve periodo. Intanto la compagnia si prepara ad ampliare l’operativo del lungo raggio verso il Sud America, Giappone e Medio Oriente.

La crisi del Golfo e il conseguente aumento del prezzo del carburante rischiano di fare deragliare i piani della compagnia dopo il primo anno di ritorno all’utile. Tuttavia il ceo del vettore italiano Joerg Eberhart si mostra fiducioso e si allinea alle valutazioni della IATA, l’associazione internazionale delle compagnie aeree: secondo il manager, i contratti di copertura sul carburante limiteranno l’impatto nel corso del 2026, mentre gli effetti più pesanti potrebbero manifestarsi dal prossimo anno.

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«Fino a dicembre siamo coperti all’80% dagli aumenti del prezzo del carburante. L’impatto del rincaro del jet fuel riguarda quindi il restante 20% unhedged che può essere compensato con un aumento delle tariffe compreso tra il 5% e il 10%. In generale, resto positivo sul fatto che riusciremo a raggiungere gli obiettivi di budget anche quest’anno. Le conseguenze più rilevanti sono attese nel 2027 e nel 2028», ha spiegato Eberhart nel corso di un incontro con la stampa a margine del congresso della Iata.

Poco distante, il ceo di Air France-KLM, Ben Smith, ha riconosciuto la complessità della situazione, pur definendola al momento gestibile: «L’Europa è relativamente protetta dagli aumenti del costo del carburante rispetto ad altre aree del mondo. Per questa estate la situazione è sotto controllo e i passeggeri possono continuare a prenotare senza preoccupazione. Tuttavia, se il prezzo del carburante dovesse continuare a salire, non si può escludere un aumento dei prezzi dei biglietti».

La crisi in Medio Oriente e il conseguente aumento del costo del carburante hanno spinto la IATA a dimezzare le previsioni di crescita degli utili del settore, nonostante domanda e ricavi continuino a registrare un andamento positivo.

Mentre il comparto cerca di valutare gli effetti della crisi, ITA Airways si prepara a completare l’ingresso di Lufthansa nel proprio capitale. La compagnia tedesca ha, infatti, esercitato il 1° giugno l’opzione che le consentirà di salire dal 41% fino al 90% del capitale di ITA, con efficacia prevista nel primo trimestre del 2027.

Successivamente si lavorerà alla joint venture con United Airlines e Air Canada, subordinata all’approvazione del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti probabilmente entro la summer 2027. Nel frattempo, Ita Airways è entrata nell’alleanza Europa Giappone con Lufthansa e All Nippon.

Il restante 10% del capitale è legato a una “final call option” esercitabile tra il 2028 e il 2033. «Mi auguro che questa quota rimanga nelle mani dello Stato italiano, ma sarà Lufthansa a decidere se salire fino al 100%», ha affermato Eberhart.

Nel frattempo la compagnia deve gestire le sfide operative, a partire dall’incertezza sull’andamento del prezzo del jet fuel e della domanda. «Non abbiamo ancora preso decisioni perché siamo coperti fino alla fine dell’anno. Sono altri vettori a dover intervenire subito. Se la situazione non dovesse migliorare, con prezzi in crescita e Hormuz ancora chiuso, dal gennaio 2027 potremmo dover valutare una riduzione della capacità. Molto dipenderà anche dalle strategie di hedging per il 2027, che saranno inevitabilmente più costose».

Alle difficoltà congiunturali si sommano quelle strutturali legate ai motori Pratt & Whitney. Il problema costringe ITA Airways a mantenere a terra circa 20 Airbus A320neo, con un danno economico stimato in 150 milioni di dollari. Una situazione che sta pesando e per la quale non si vede la fine ed è per questo che la compagnia deciderà entro le prossime settimane se avviare un’azione legale contro P&W a causa dei lunghi tempi di attesa per ispezioni e riparazioni. «Siamo in trattativa con Pratt & Whitney, ma quanto ci è stato proposto finora non è sufficiente a compensare i danni subiti».

La carenza di aeromobili sta creando difficoltà anche nel feederaggio del traffico verso i voli di lungo raggio. Da mesi ITA Airways è alla ricerca di accordi con altri vettori e ha recentemente raggiunto intese con Volotea e Aeroitalia.

Con la compagnia guidata da Gaetano Intrieri è stato siglato un accordo di interlinea che consentirà ai due vettori di commercializzare, all’interno dello stesso itinerario, voli operati dall’altra compagnia ad esempio dalla Sicilia e dalla Sardegna con un unico biglietto e in prospettiva non è escluso un accordo di codeshare.

Quanto alla controversia sul marchio, dopo che Aeroitalia aveva manifestato interesse per il logo dell’ex Alitalia, Eberhart ha commentato: «La vicenda resta nelle mani dei legali. Nel frattempo la livrea è stata modificata e noi proseguiamo con l’accordo commerciale. Sono convinto che prima o poi si troverà una soluzione. Preferisco concentrarmi sul futuro piuttosto che sugli oneri del passato».

Nel futuro di ITA Airways c’è la crescita del network a lungo raggio. Entro ottobre o novembre potrebbero partire i collegamenti con Caracas, in Venezuela, mentre il consolidamento dell’espansione in Sud America sarà legato all’arrivo in flotta di due nuovi Airbus A350 previsto a partire dal 2028. In questo scenario potrebbero prendere forma i progetti per nuove destinazioni come Lima e Santiago del Cile, insieme a un potenziamento delle rotte già operative come Rio de Janeiro, attualmente servita con un volo giornaliero, San Paolo e Buenos Aires. Lo sguardo della compagnia resta però rivolto anche ad altri mercati strategici come il Giappone e gli Stati Uniti. Sul fronte del Medio Oriente, invece, dal 1° luglio riprenderà il collegamento con Tel Aviv, che sarà servito con due voli al giorno.

Sul fronte sindacale, il rinnovo del contratto collettivo appare vicino. «Spero che nel giro di qualche settimana si possa arrivare a un accordo per il rinnovo del contratto per tutte le categorie: piloti, assistenti di volo e personale di terra. Molto dipenderà dalla ragionevolezza delle parti. Quando i costi aumentano, è necessario che tutti agiscano con responsabilità».

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