Europa

Morte di Re Harald V: fine di un’era e ascesa di Re Haakon in Norvegia

Il sovrano norvegese si è spento a 89 anni; il figlio Haakon e la moglie Mette-Marit assumono il trono in un momento di sfide per la monarchia

 Il re Harald V partecipa alla cerimonia di apertura della 169ª legislatura dello Storting a Oslo, in Norvegia, il 2 ottobre 2024. Il Palazzo Reale di Norvegia ha annunciato che il re Harald V è deceduto all’Ospedale Universitario di Oslo all’età di 89 anni il 28 agosto 2026.     (EPA/Ole Berg-Rusten)

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Il Re Harald V di Norvegia è morto, lo rende noto la casa reale norvegese. Il sovrano si è spento alle 6:35 di questa mattina all’età di 89 anni. Il monarca più anziano in Europa era stato ricoverato al Rikshospitalet, l’ospedale nazionale ad Oslo, il 17 agosto per una malattia del sangue in seguito a un controllo regolare in ospedale.

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La situazione è poi peggiorata per via di un’infezione batterica nel sangue. Il principe Haakon, 53enne, e la moglie Mette-Marit saranno i nuovi regnanti a Oslo. Già da ieri prima dell’annuncio ufficiale di pochi minuti fa in molti ad Oslo si erano avvicinati al palazzo reale per mettere fiori.

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Il monarca soffriva di anemia emolitica, una malattia del sangue che provoca la distruzione anormalmente rapida dei globuli rossi. Insieme a sua moglie, la regina Sonja, la coppia reale aveva in programma di visitare diversi comuni in giro per la Norvegia nel corso dell’autunno. Nonostante l’età, con l’aiuto di un bastone, il re di Norvegia era riuscito a mantenere molti dei suoi incarichi ufficiali, tra cui l’incontro con la Nazionale di calcio al suo ritorno in patria, dopo la qualificazione ai quarti di finale ai Mondiali.

Addio al re Harald V di Norvegia

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Il re marinaio dal volto umano che sposò una borghese

Harald V è stato il primo monarca nato nel Paese dopo oltre 500 anni (dal 1380 al 1905 il paese non ebbe una monarchia completamente indipendente); ascese al trono il 17 gennaio del 1991 in seguito alla morte di suo padre Olav V; nei suoi oltre 35 anni di regno è stato molto amato dai norvegesi, come leader ma anche per le sue qualità umane.

Alla cerimonia per il ricordo delle 77 vittime dell’attacco terroristico di Utoya nel 2011, Re Harald si sciolse in lacrime pubblicamente e più volte ha mostrato il suo lato emotivo, oltre a quello istituzionale.

Come il suo amore per la regina Sonja, sua coetanea ma non una principessa, come avrebbe voluto il padre. Il loro primo incontro fu a 15 anni, durante un viaggio in barca della famiglia reale, poi nuovamente a 22 anni a una festa e da lì nacque una relazione d’amore.

In un’intervista del 2015 alla Nrk, l’emittente di servizio pubblico norvegese, il monarca ammise che si sentiva travagliato tra la scelta di seguire il cuore e quella di rispettare il volere del padre e gli oneri istituzionali.

La stampa norvegese al tempo scriveva che se il principe erede si fosse sposato con una donna borghese sarebbe stata la fine per la monarchia. “Dissi che se non potevo sposarla, sarei rimasto celibe”, raccontò, al che il Re consultò i ministri e infine diede l’ok al matrimonio, dopo nove anni assieme.

La coppia ebbe due figli: Marthe-Louise e poi Haakon. Sarà però il secondogenito a succedere al trono, secondo la legge che vigeva allora. I figli della “coppia proibita” fecero a loro volta delle scelte d’amore che suscitarono scandalo nella stampa norvegese.

Il principe Haakon incontrò sua moglie Mette-Marit a un festival di musica e lei, oltre a non essere nobile, era separata e con un figlio di tre anni a carico, Marius Borg Hoiby. Al tempo la questione destò scandalo in Norvegia soprattutto tra i vescovi della chiesa luterana norvegese.

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Prima della riforma costituzionale nel 2012, il Re di Norvegia era anche il capo della Chiesa norvegese, come il re britannico lo è tuttora della Chiesa anglicana.

La principessa Martha-Louise - 54 anni - divorziò dal suo primo marito per poi risposarsi, questa volta con uno sciamano statunitense, Durek Verret, che durante la pandemia suscitò scandalo quando cercò di vendere amuleti anti-Covid.

Anche recentemente la casa reale ha subito scandali, tra cui la scoperta del rapporto di amicizia tra Mette-Marit e Jeffrey Epstein, emersa grazie agli Epstein files, e alle vicende giudiziarie di Marius Borg Hoiby, condannato in primo grado per due casi di stupro.

Le recenti crisi hanno portato il livello di supporto per la monarchia in Norvegia a minimi storici, ma secondo una statistica presentata da Nrk il 60% dei norvegesi la sostiene ancora.

Re Harald, scomparso oggi, verrà ricordato come un monarca sportivo, con una forte passione per la vela (la stampa canadese lo soprannominò il re-marinaio) che coltivò sin da giovane e che lo portò a competere con la nazionale norvegese nelle Olimpiadi di Tokyo del 1964, di Città del Messico del 1968 e di Monaco di Baviera del 1972. A quelle di Tokyo del 1964 fu portabandiera nella cerimonia di apertura. Nel campionato del mondo con il suo equipaggio di vela vinse le medaglie di bronzo nel 1988, d’argento nel 1982 e d’oro nel 1987. Il suo ultimo mondiale fu nel 2022, a 85 anni.

Mondiali 2026, il principe ereditario Haakon partecipa alla 'viking row' a Oslo

Dopo il successo della squadra di calcio norvegese ai mondiali, arrivata sino ai quarti di finale, re Harald ha accolto i giocatori uno a uno al palazzo reale e il figlio Haakon si è poi unito alla compagine davanti alla reggia per fare un’ultima remata corale. Ora il trono di Norvegia spetta al re Haakon e alla regina Mette-Marit, entrambi di 53 anni.

La loro primogenita Ingrid-Alexandra, 22 anni, è ora principessa erede.

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