Usa

«Due soli generi» così vengono cancellati i diritti Lgbtq+

A seguito degli ordini esecutivi del presidente Trump, minacciato l’equo accesso a servizi sanitari e abitativi

di Maria Paola Mosca

(Aggiornato il 6 febbraio 2025 ore 10:50)

«Due soli generi» così vengono cancellati i diritti Lgbtq+

3' di lettura

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«Da oggi la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti prevederà l’esistenza di due soli generi, maschile e femminile». Con la firma di una serie di ordini esecutivi, la seconda era Trump minaccia molti diritti Lgbtq+ conquistati negli anni: si va dal taglio dei fondi ai programmi di assistenza medica all’accoglienza nei rifugi per le vittime di abusi; dalla modifica ai documenti di identità alla sospensione dei fondi per le terapie, fino a nuove regole per il servizio nelle forze armate.

Tra le altre, con la direttiva che mira a «proteggere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e riportare la verità biologica», la Casa Bianca proclama il riconoscimento di «solo due sessi, maschio e femmina» e vieta a tutte le agenzie federali l’utilizzo del termine “genere” nelle politiche interne e nei documenti rilasciati ai cittadini, come, per esempio, i passaporti. Inoltre richiede l’introduzione di linee guida che permettano di non usare pronomi diversi con le persone transgender e non binarie, cancellando così una serie di disposizioni precedenti.

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L’accesso ai servizi

Il cambio di rotta della nuova amministrazione non si ferma a questioni terminologiche, ma minaccia anche l’accesso equo ai servizi di supporto abitativo e a certi percorsi sanitari per persone Lgbtq+. Nel primo caso, con il ritiro della “Equal Access Rule”, il Dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano abrogherà la norma contro le discriminazioni nell’assegnazioni delle abitazioni, basate sull’orientamento sessuale (reale o percepito), all’identità di genere o allo stato civile. E potrà impedire l’accesso alle donne transgender alle case di accoglienza per le vittime di violenza domestica.

Nel secondo caso, un ordine esecutivo afferma che «la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o sostenere la cosiddetta “transizione”» di minori di 19 anni. I tagli previsti da questa azione includono la rimozione delle coperture per l’assistenza alle terapie di affermazione di genere inclusi nei piani Medicare, Medicaid o dall’Affordable Care, i programmi sanitaria federali per le famiglie a basso reddito.

Inoltre le agenzie «dovranno revocare o modificare tutte le politiche che si basano sulle linee guida del Wpath», l’associazione internazionale per la promozione della salute delle persone transgender e non binarie. Altre novità riguardano poi la scuola: il governo monitorerà i programmi di studio, promuovendo «l’educazione patriottica» ed eliminando le spese di promozione «dell’indottrinamento» basato «sull’ideologia di genere e sull’ideologia discriminatoria dell’equità».

Carceri e servizio militare

Nuove regole interesseranno le carceri, dove i detenuti transgender che oggi si trovano in strutture femminili, dovranno essere spostati altrove, in base al sesso di nascita. Se nati maschi, quindi, verranno trasferiti in strutture maschili. Agli interventi indirizzati verso la società civile, si sommano quelli relativi alle forze militari del Paese.

Uno specifico ordine esecutivo «sull’eccellenza militare», per quanto non vieti immediatamente ai membri transgender di prestare servizio, afferma che gli «alti standard di prontezza, letalità, coesione, unità» delle truppe «sono incompatibili con i vincoli medici, chirurgici e la salute mentale delle persone affette da disforia di genere».

Le reazioni delle associazioni

Se è vero che le azioni esecutive non hanno autorità di scavalcare la Costituzione degli Stati Uniti, gli statuti federali o i precedenti legali, come spiegava la scorsa settimana l’organizzazione Human Right Campaign (HRC), appare chiara la direzione presa in materia Lgbtq+. «Ci rifiutiamo di ritirarci o cedere alle intimidazioni. Combatteremo queste disposizioni pericolose» scrive Hrc.

Contro le iniziative anti-Lgbtq+ si sono espressi anche Ilga World, International Planned Parenthood Federation ad Amesty International che, con una dichiarazione congiunta, chiedono «l’unità dei movimenti progressisti per combattere questa visione sociale distruttiva». E confermano l’impegno contro il piano del presidente Usa «per smantellare il progresso e realizzare una società violenta e discriminatoria, il tutto progettato per invertire le conquiste dei diritti umani».

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