Manovra 2025: bonus bebé, casa, pensioni e contributi bancari, tutte le novità approvate dal Consiglio dei ministri
Tagli del 5% alle spese dei ministeri. Da banche e assicurazioni 3,5 miliardi
8' di lettura
I punti chiave
- Dpb: conferma deficit/Pil in calo dal 3,8% in 2025 a 2,6% in 2027
- Meloni: come promesso non ci sono nuove tasse in manovra
- «Alla Sanità i 3,5 miliardi da banche-assicurazioni»
- Mille euro per i neonati
- Tagli del 5% per i ministeri, salvi i Comuni
- Salva la sanità
- Contributo delle banche e delle assicurazioni
- Cuneo fiscale e scaglioni Irpef
- Detrazioni fiscali, arriva il quoziente familiare
- Incentivi per lavoro di giovani e donne
- Fringe benefit
- Bonus ristrutturazioni
- Pensioni
- Mef: taglio cuneo strutturale e aliquote Irpef su 3 scaglioni
- Assegno unico fuori dal calcolo dell’Isee
- Potenziati gli investimenti nel settore della Difesa
- Tetto ai compensi per enti e fondazioni pubbliche
- Misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali
- Le novità sulle accise
- Semplificazioni in materia di vendita di prodotti alcolici
- Prodotti da fumo
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Il Governo delinea la strategia di politica economica per il prossimo anno. E lo fa, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «tenuto conto del nuovo quadro di regole europee e del contesto economico, negativamente influenzato dall’incertezza globale connessa alla prosecuzione del conflitto russo-ucraino e al peggioramento della crisi in Medio Oriente. Martedì 15 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra 2025 che, secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in termini lordi pesa circa 30 miliardi nel 2025, più 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027. La riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, attesa per le 20:00 di martedì 15 ottobre, è iniziata dopo una mezz’ora e si è chiusa alle 22:00. Alle ore 11,00 di mercoledì 16 ottobre il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, terrà una conferenza stampa sui provvedimenti assunti in Cdm.
Il Consiglio dei ministri, oltre al disegno di legge di bilancio, a quanto si apprende, ha approvato un decreto legge con misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali, e un decreto legislativo con la revisione delle disposizioni in materia di accise. Giorgetti ha illustrato il Documento programmatico di bilancio (Dpb): il documento è arrivato alla Commissione europea. Il piano strutturale di bilancio a medio termine (Psb) italiano non risulta invece ancora tra i documenti ricevuti e pubblicati.
Dpb: conferma deficit/Pil in calo dal 3,8% in 2025 a 2,6% in 2027
«Nello scenario programmatico, il deficit/Pil è previsto scendere dal 3,8% di quest’anno al 3,3% nel 2025, al 2,8% nel 2026, per poi attestarsi al 2,6% nel 2027. Lo scenario a legislazione vigente presenta un profilo di crescita della spesa netta inferiore alla spesa netta obiettivo, in particolare nel triennio 2025-2027. I margini di bilancio che emergono, unitamente a misure correttive dal lato spesa ed entrata, verranno utilizzati per finanziare gli interventi volti a realizzare gli obiettivi di politica economica nei prossimi anni. La Manovra di bilancio per il prossimo triennio garantirà l’impegno a mantenere la spesa netta sul sentiero di crescita programmato, ma allo stesso tempo destinerà le risorse necessarie all’attuazione del Piano e a sostenere il sistema economico. Le tendenze di fondo dello scenario tendenziale, che suggeriscono una gestione prudente e più efficiente della spesa pubblica, sarebbero sostenute e ulteriormente rafforzate». Si legge nel Dpb approvato dall’esecutivo e inviato a Bruxelles.
Il disegno di legge di bilancio è giunto a sorpresa sul tavolo del Consiglio dei ministri, con una settimana d’anticipo rispetto al previsto la terza manovra del governo Meloni. Il Governo ha giocato la carta del blitz e con uno scatto inatteso ha chiuso anzitempo il cantiere di quella che una volta veniva chiamata “Finanziaria”. Un’accelerazione, secondo alcune fonti, dettata dalla necessità di rispettare i tempi Ue e anche dall’intenzione di rispettare la scadenza interna che vorrebbe la manovra inviata al parlamento entro il 20 ottobre. Le ore che hanno preceduto il vertice a Palazzo Chigi sono state caratterizzate da trattative febbrili, alla ricerca di una quadra sulle coperture.
Meloni: come promesso non ci sono nuove tasse in manovra
«Oggi, in Consiglio dei Ministri, abbiamo varato la legge di bilancio, un intervento che mette al centro i cittadini, le famiglie e il rilancio della nostra Nazione». È quanto ha affermato sui social la premier Giorgia Meloni. «Come avevamo promesso - ha aggiunto -, non ci saranno nuove tasse per i cittadini».

