Consiglio dei ministri

Manovra 2025: bonus bebé, casa, pensioni e contributi bancari, tutte le novità approvate dal Consiglio dei ministri

Tagli del 5% alle spese dei ministeri. Da banche e assicurazioni 3,5 miliardi

di Redazione Roma

Aggiornato il 15 ottobre 2024 alle 17:00

Casa, fisco, lavoro: ecco la manovra 2025

8' di lettura

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Il Governo delinea la strategia di politica economica per il prossimo anno. E lo fa, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «tenuto conto del nuovo quadro di regole europee e del contesto economico, negativamente influenzato dall’incertezza globale connessa alla prosecuzione del conflitto russo-ucraino e al peggioramento della crisi in Medio Oriente. Martedì 15 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra 2025 che, secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in termini lordi pesa circa 30 miliardi nel 2025, più 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027. La riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, attesa per le 20:00 di martedì 15 ottobre, è iniziata dopo una mezz’ora e si è chiusa alle 22:00. Alle ore 11,00 di mercoledì 16 ottobre il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, terrà una conferenza stampa sui provvedimenti assunti in Cdm.

Il Consiglio dei ministri, oltre al disegno di legge di bilancio, a quanto si apprende, ha approvato un decreto legge con misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali, e un decreto legislativo con la revisione delle disposizioni in materia di accise. Giorgetti ha illustrato il Documento programmatico di bilancio (Dpb): il documento è arrivato alla Commissione europea. Il piano strutturale di bilancio a medio termine (Psb) italiano non risulta invece ancora tra i documenti ricevuti e pubblicati.

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Dpb: conferma deficit/Pil in calo dal 3,8% in 2025 a 2,6% in 2027

«Nello scenario programmatico, il deficit/Pil è previsto scendere dal 3,8% di quest’anno al 3,3% nel 2025, al 2,8% nel 2026, per poi attestarsi al 2,6% nel 2027. Lo scenario a legislazione vigente presenta un profilo di crescita della spesa netta inferiore alla spesa netta obiettivo, in particolare nel triennio 2025-2027. I margini di bilancio che emergono, unitamente a misure correttive dal lato spesa ed entrata, verranno utilizzati per finanziare gli interventi volti a realizzare gli obiettivi di politica economica nei prossimi anni. La Manovra di bilancio per il prossimo triennio garantirà l’impegno a mantenere la spesa netta sul sentiero di crescita programmato, ma allo stesso tempo destinerà le risorse necessarie all’attuazione del Piano e a sostenere il sistema economico. Le tendenze di fondo dello scenario tendenziale, che suggeriscono una gestione prudente e più efficiente della spesa pubblica, sarebbero sostenute e ulteriormente rafforzate». Si legge nel Dpb approvato dall’esecutivo e inviato a Bruxelles.

Il disegno di legge di bilancio è giunto a sorpresa sul tavolo del Consiglio dei ministri, con una settimana d’anticipo rispetto al previsto la terza manovra del governo Meloni. Il Governo ha giocato la carta del blitz e con uno scatto inatteso ha chiuso anzitempo il cantiere di quella che una volta veniva chiamata “Finanziaria”. Un’accelerazione, secondo alcune fonti, dettata dalla necessità di rispettare i tempi Ue e anche dall’intenzione di rispettare la scadenza interna che vorrebbe la manovra inviata al parlamento entro il 20 ottobre. Le ore che hanno preceduto il vertice a Palazzo Chigi sono state caratterizzate da trattative febbrili, alla ricerca di una quadra sulle coperture.

Meloni: come promesso non ci sono nuove tasse in manovra

«Oggi, in Consiglio dei Ministri, abbiamo varato la legge di bilancio, un intervento che mette al centro i cittadini, le famiglie e il rilancio della nostra Nazione». È quanto ha affermato sui social la premier Giorgia Meloni. «Come avevamo promesso - ha aggiunto -, non ci saranno nuove tasse per i cittadini».

«Alla Sanità i 3,5 miliardi da banche-assicurazioni»

«Rendiamo strutturale il taglio delle tasse sui lavoratori - ha continuato la premier - , e 3,5 miliardi provenienti da banche e assicurazioni saranno destinati alla Sanità e ai più fragili per garantire servizi migliori e più vicini alle esigenze di tutti».

La novità dell’ultimo minuto è un bonus “nuovi nati” da 1.000 euro. La manovra ha in pancia, tra le misure, l’accorpamento delle aliquote Irpef, fringe benefit per neoassunti che si allontano più di 100 chilometri dalla residenza originale per favorire l’occupazione. È un percorso di soluzioni che si snoda dalla proroga del bonus ristrutturazioni sulla prima casa alle pensioni passando per le misure a sostegno di famiglie e imprese e da una severa spending review.

Ecco nel dettaglio, e in estrema sintesi, le soluzioni messe in campo.

Mille euro per i neonati

Viene introdotta, ha spiegato il Mef in una nota pubblicata al termine della riunione del Consiglio dei ministri, una “Carta per i nuovi nati” che riconosce 1000 euro ai genitori entro la soglia Isee di 40 mila euro per far fronte alle numerose prime spese per ogni nuovo nato. Si rafforza anche il bonus asili e l’assegno unico esce fuori dal calcolo dell’Isee,

Tagli del 5% per i ministeri, salvi i Comuni

Per poter portare in dote alla manovra risorse fresche i ministeri dovranno tagliare le spese del 5%. Dovrebbero ’salvarsi’, invece dalla dieta dimagrante gli enti locali e i Comuni.

Salva la sanità

Non sarà, in ogni caso, tagliata la spesa sanitaria. Il ministro Schillaci si è detto fiducioso che rispetto ai 5 miliardi stanziati nella scorsa legge di bilancio potrebbe esserci un aumento fino a 3 miliardi.

Contributo delle banche e delle assicurazioni

Non solo banche ma anche assicurazioni: circa 3,5 miliardi di fondi freschi dovrebbero arrivare da un contributo da parte degli istituti bancari più grandi. Sul tappeto ci sarebbe un anticipo sulle Dta (le imposte differite attive) per tre miliardi. Sembra escluso, invece, un aumento dell’Ires e dell’Irap.

Cuneo fiscale e scaglioni Irpef

La conferma del taglio del cuneo fiscale e dei tre scaglioni dell’Irpef valgono da sole oltre la metà della manovra, intorno ai 14 miliardi. Per quanto riguarda il taglio del cuneo dovrebbero essere superati alcuni difetti con una doppia azione. Dal prossimo anno potrebbe, infatti, rimanere contributivo per i redditi fino a 20mila euro, per poi trasformarsi in fiscale, con un aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente fino a 35mila euro. A quel punto partirebbe un decalage, piuttosto rapido, fino a 40mila euro. Se i fondi in arrivo dal concordato preventivo e dal ravvedimento collegato saranno sufficienti, il governo potrebbe poi ridurre l’aliquota intermedia, fino a 50mila euro di reddito, dal 35 al 33%.

Detrazioni fiscali, arriva il quoziente familiare

Le detrazioni saranno parametrate al numero dei componenti di una famiglia. L’ipotesi sarebbe quella dell’introduzione di un importo massimo che si potrà detrarre, che dovrebbe essere a sua volta modulato in base al nucleo familiare. Introducendo di fatto, viene spiegato, un primo assaggio di “quoziente familiare”. Tra le ipotesi anche quella di rivedere al ribasso la soglia di reddito oltre il quale scatta il decalage degli sconti fiscali al 19% (oggi parte da 120mila euro) ma ancora si starebbe lavorando sull’intero pacchetto. Tra le misure che vengono date per scontate l’estensione alle autonome della decontribuzione per le mamme lavoratrici con due o tre figli.

Incentivi per lavoro di giovani e donne

Nel Mezzogiorno si confermano gli incentivi all’occupazione di giovani e donne, anche ai rapporti di lavoro attivati nel biennio 2026-2027. Confermati inoltre la decontribuzione in favore delle imprese localizzate nella Zes e gli incentivi all’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie, la transizione digitale ed ecologica. Si confermano i fringe benefits, con importi maggiorati per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri. Si conferma, anche per il triennio 2025-2027, la tassazione agevolata al 5% dei premi di produttività ai lavoratori.

Fringe benefit

Si punta ad una conferma, ma con qualche ritocco, anche per la misura sui sostegni aziendali. L’ultima legge di bilancio ha portato la soglia di esenzione dei fringe benefit a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico e a 1.000 euro per tutti gli altri (aprendo alla possibilità di usarli anche per pagare l’affitto o il mutuo prima casa).

Bonus ristrutturazioni

Si va verso la proroga nel 2025 del bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa evitando così che da gennaio l’agevolazione fiscale scenda al 36% da gennaio.

Pensioni

Nulla da fare per riforme strutturali su questo fronte ma si lavora, comunque, per confermare la piena indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione. E a un aumento delle pensioni minime. Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di un perfezionamento del cosiddetto bonus Maroni, con incentivi a chi sceglie di rimanere al lavoro anche avendo i requisiti per il pensionamento. Non esclusa anche una spinta alla previdenza complementare con l’introduzione di un semestre di silenzio assenso.

Contratti della P.A.

Come ha confermato il ministro Giancarlo Giorgetti la manovra stanzierà anche le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici per il 2025-27.

Mef: taglio cuneo strutturale e aliquote Irpef su 3 scaglioni

La manovra, ha comunicato il Mef al termine del Consiglio dei ministri, «proroga gli effetti della riforma fiscale e del taglio del cuneo fiscale, rendendoli strutturali, con l’accorpamento delle aliquote Irpef articolato su tre scaglioni già in vigore nell’anno in corso». Previsto inoltre il rinnovo dei contratti «mettendo da subito le risorse destinate a finanziare le procedure di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con particolare riferimento al triennio 2025-2027».

Assegno unico fuori dal calcolo dell’Isee

La manovra, ha spiegato il Mef, «rafforza il bonus destinato a supportare la frequenza di asili nido, anche prevedendo l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale dal computo dell’Isee».

Potenziati gli investimenti nel settore della Difesa

Il Mef ha chiarito che «il disegno di legge di bilancio stanzia anche risorse per assicurare che, successivamente al termine del Pnrr, l’andamento della spesa per investimenti pubblici sia coerente con i requisiti della nuova governance europea. In particolare, è previsto anche il potenziamento degli investimenti nel settore della difesa».

Tetto ai compensi per enti e fondazioni pubbliche

È in arrivo una stretta sui compensi dei manager di enti pubblici, fondazioni, società non quotate: secondo fonti di governo la misura è stata inserita in manovra. Questi manager non potranno guadagnare più del presidente del Consiglio, quindi all’incirca 80 mila euro. Si tratterebbe di un intervento, viene spiegato, introdotto su forte input del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali

Per quanto riguarda il decreto economico fiscale, quello che ha ottenuto il via libera dell’esecutivo è un decreto legge che introduce misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali. Secondo le indicazioni fornite dal Governo nella nota emessa al termine del vertice, tra le soluzioni rientra la modifica dell’imposta sostitutiva, per le annualità ancora accertabili, dei soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale. I soggetti che hanno applicato gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) e che aderiscono nel termine del 31 ottobre 2024, possono adottare un regime di ravvedimento, versando l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive. Il decreto adegua la normativa in materia di ravvedimento per i soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale e che per le annualità 2020 e 2021 abbiano dichiarato la presenza di una causa di esclusione dalla applicazione degli ISA in relazione alla diffusione della pandemia Covid.

Le novità sulle accise

Infine, il provvedimento sulle accise. Il Governo ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di revisione delle disposizioni in materia. Tra le soluzioni previste, la revisione delle modalità di accertamento, liquidazione e versamento dell’accisa sul gas naturale, superando l’attuale sistema basato su di un meccanismo di acconto storico. Il nuovo sistema si baserà su acconti mensili commisurati a quanto fatturato ai consumatori finali mese per mese. Ciò, ha spiegato l’esecutivo, eviterà irragionevoli esposizioni economiche per gli operatori del settore e renderà più difficili le frodi. Inoltre, al fine di razionalizzare il sistema di tassazione e ridurre il contenzioso, l’attuale distinzione tra usi “civili” (per i quali vi è un’accisa più elevata) e usi “industriali” del gas naturale viene sostituita da quella tra “usi domestici” e “usi non domestici”.

Semplificazioni in materia di vendita di prodotti alcolici

Nel provvedimento anche una semplificazione per gli esercizi di vendita al minuto di alcolici (per esempio, i bar) per i quali la denuncia all’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) sarà assorbita dalla (già prevista) comunicazione di avvio delle attività di vendita di prodotti alcolici assoggettati, da presentare allo Sportello unico per le attività produttive. Il rilascio della licenza sarà richiesto solo per alcune tipologie di deposito di prodotti alcolici e solo al di sopra di prestabiliti volumi minimi.

Prodotti da fumo

Novità anche per i prodotti da fumo. Viene prevista l’estensione, da 2 a 4 anni, della durata delle autorizzazioni per la vendita dei prodotti liquidi da inalazione e dei tabacchi lavorati.

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