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Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
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Il Governo delinea la strategia di politica economica per il prossimo anno. E lo fa, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «tenuto conto del nuovo quadro di regole europee e del contesto economico, negativamente influenzato dall’incertezza globale connessa alla prosecuzione del conflitto russo-ucraino e al peggioramento della crisi in Medio Oriente. Martedì 15 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra 2025 che, secondo le indicazioni fornite dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in termini lordi pesa circa 30 miliardi nel 2025, più 35 miliardi nel 2026 e oltre 40 miliardi nel 2027. La riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, attesa per le 20:00 di martedì 15 ottobre, è iniziata dopo una mezz’ora e si è chiusa alle 22:00. Alle ore 11,00 di mercoledì 16 ottobre il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, terrà una conferenza stampa sui provvedimenti assunti in Cdm.
Il Consiglio dei ministri, oltre al disegno di legge di bilancio, a quanto si apprende, ha approvato un decreto legge con misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali, e un decreto legislativo con la revisione delle disposizioni in materia di accise. Giorgetti ha illustrato il Documento programmatico di bilancio (Dpb): il documento è arrivato alla Commissione europea. Il piano strutturale di bilancio a medio termine (Psb) italiano non risulta invece ancora tra i documenti ricevuti e pubblicati.
«Nello scenario programmatico, il deficit/Pil è previsto scendere dal 3,8% di quest’anno al 3,3% nel 2025, al 2,8% nel 2026, per poi attestarsi al 2,6% nel 2027. Lo scenario a legislazione vigente presenta un profilo di crescita della spesa netta inferiore alla spesa netta obiettivo, in particolare nel triennio 2025-2027. I margini di bilancio che emergono, unitamente a misure correttive dal lato spesa ed entrata, verranno utilizzati per finanziare gli interventi volti a realizzare gli obiettivi di politica economica nei prossimi anni. La Manovra di bilancio per il prossimo triennio garantirà l’impegno a mantenere la spesa netta sul sentiero di crescita programmato, ma allo stesso tempo destinerà le risorse necessarie all’attuazione del Piano e a sostenere il sistema economico. Le tendenze di fondo dello scenario tendenziale, che suggeriscono una gestione prudente e più efficiente della spesa pubblica, sarebbero sostenute e ulteriormente rafforzate». Si legge nel Dpb approvato dall’esecutivo e inviato a Bruxelles.
Il disegno di legge di bilancio è giunto a sorpresa sul tavolo del Consiglio dei ministri, con una settimana d’anticipo rispetto al previsto la terza manovra del governo Meloni. Il Governo ha giocato la carta del blitz e con uno scatto inatteso ha chiuso anzitempo il cantiere di quella che una volta veniva chiamata “Finanziaria”. Un’accelerazione, secondo alcune fonti, dettata dalla necessità di rispettare i tempi Ue e anche dall’intenzione di rispettare la scadenza interna che vorrebbe la manovra inviata al parlamento entro il 20 ottobre. Le ore che hanno preceduto il vertice a Palazzo Chigi sono state caratterizzate da trattative febbrili, alla ricerca di una quadra sulle coperture.
«Oggi, in Consiglio dei Ministri, abbiamo varato la legge di bilancio, un intervento che mette al centro i cittadini, le famiglie e il rilancio della nostra Nazione». È quanto ha affermato sui social la premier Giorgia Meloni. «Come avevamo promesso - ha aggiunto -, non ci saranno nuove tasse per i cittadini».