Le iniziative milanesi

Distribuzioni dirette e acquisti in bottega a tutela del diritto al cibo

Dalla Onlus Pane Quotidiano e da Caritas Ambrosiana servizi per i più fragili

Code da Pane Quotidiano in viale Toscana (GIOVANNI GUSSONI, FOTOGRAMMA)

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Sono passati 10 anni dall’Expo di Milano e un’eredità positiva si può rintracciare nell’esperienza di Caritas Ambrosiana che all’Expo 2015 era presente con un padiglione. «Abbiamo riflettuto su due temi: il diritto al ciboe il contrasto allo spreco alimentare che hanno dato forma al refettorio ambrosiano, nato con lo chef Massimo Bottura, e agli empori della solidarietà, un modello di promozione della persona che evita l’assistenzialismo», spiega Andrea Fanzago, responsabile dell’area povertà alimentare di Caritas Ambrosiana.

Le merci disponibili provengono da tre canali: i fondi europei, con il ministero dell’Agricoltura che acquista i beni e li dà agli enti accreditati; gli acquisti di prodotti d’igiene – «Difficilmente vengono donati e difficilmente scadono: per noi è una voce di spesa importante mantenerli nel paniere. Sarebbe bello poter trovare un accordo con i produttori », auspica Fanzago - ; le donazioni dall’industria e dalla ristorazione alimentare con il recupero del fresco. «Facciamo un lavoro quotidiano di raccolta delle eccedenze da tre catene della Gdo per creare pasti di qualità al refettorio», conclude Fanzago.

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D’altronde, «l’aumento delle richieste di alimentari è un campanello d’allarme che noi registriamo dopo una crisi», aggiunge Elisabetta Larovere, responsabile dell’Osservatorio delle povertà e le risorse di Caritas Ambrosiana che sottolinea come gli stranieri under 35 e gli italiani over 65, i segmenti storicamente meno rappresentati nel loro campione, siano quelli che più crescono nell’accesso ai servizi.

Sinergie virtuose con le aziende

Stranieri e anziani sono i target che più si ritrovano anche nelle lunghe code all’esterno delle due sedi di Pane Quotidiano, l’Onlus milanese che, dal 1898, offre un pasto a chi ne ha bisogno. «Operiamo in due modi: il primo, la consegna diretta delle razioni di cibo a chi viene a ritirarle di persona dal lunedì al sabato in viale Monza e in viale Toscana», illustra Maurizio Ferrario, consigliere della non profit. «Il secondo, invece, la distribuzione settimanale e a domicilio dei pacchi per i soggetti affetti da invalidità fisica al 100%».

A impattare in maniera significativa sull’attività e sui flussi di distribuzione è, sicuramente, la sinergia con oltre 200 realtà imprenditoriali, tra cui Danone, Beretta e Biffi. «La collaborazione con le aziende fa la differenza: se nel 2024 ci hanno consegnato circa 2,8 milioni di chilogrammi di cibo, nel 2025 siamo arrivati a 3,8 milioni e questo ci ha consentito di assicurare quantità più abbondanti di beni di prima necessità». A fornire pane, frutta, verdura, dolci, riso, pasta, latte, scatolame e surgelati sono perlopiù imprese con cui la collaborazione si è consolidata nel tempo ma non manca la ricerca di fornitori nuovi per diversificare l’offerta. Implementata, ovviamente, dalla generosità di privati cittadini, che spesso portano anche abiti e giocattoli.

«Lavoriamo in prima linea da oltre 120 anni e speriamo di poter continuare a dare un contributo sempre più efficace», chiude Ferrario. «Negli ultimi 15 anni abbiamo raddoppiato gli utenti ma per fortuna anche i benefattori, con imprese della grande distribuzione che ci portano spesso alimenti anche a scadenza ravvicinata. Ci diamo una mano a vicenda: loro smaltiscono senza sprechi e noi riusciamo a donare più cibo».

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