Gdpr

Diritto all’oblio dei motori di ricerca, le linee guida dei garanti privacy Ue

Restano tre criticità: la differenza fra eliminazione e cancellazione; l’onere della prova e il contrasto fra libertà d’espressione e tutela della privacy

di Redazione Norme e Tributi

Cyber internet security concept. GDPR and cybersecurity. Protection of private personal data. A person using internet on laptop on the background. Michael Traitov  - stock.adobe.com

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I fornitori di motori di ricerca svolgono un ruolo cruciale nella diffusione online dei dati personali. In base al Gdpr (General data protection regulation), le persone hanno il diritto di esercitare il cosiddetto diritto all’oblio, ovvero possono richiedere la rimozione dei risultati di ricerca associati al loro nome. La rimozione non significa eliminare il contenuto originale da internet, ma rimuovere il collegamento a tale contenuto dai risultati di ricerca associati al nome di una persona.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le linee guida europee

Le linee guida dell’Edpb (European data protection board) sul diritto all’oblio nei casi relativi ai motori di ricerca, in base al Gdpr, chiariscono i criteri da seguire quando i motori di ricerca gestiscono queste richieste di rimozione. Il diritto all’oblio non è assoluto: può essere esercitato solo se si applica uno dei sei motivi elencati nell’articolo 17 del Gdpr, ovvero:

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  • i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;
  • l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all’articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;
  • l’interessato si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2;
  • i dati personali sono stati trattati illecitamente;
  • i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; (1)
  • i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1.

Inoltre, è bene ricordare che esistono cinque eccezioni in base alle quali una richiesta di rimozione potrebbe essere respinta, ovvero:

a) per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;

b) per l’adempimento di un obbligo giuridico che richieda il trattamento previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;

c) per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica in conformità dell’articolo 9, paragrafo 2, lettere h) e i), e dell’articolo 9, paragrafo 3;

d) a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici conformemente all’articolo 89, paragrafo 1, nella misura in cui il diritto di cui al paragrafo 1 rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento degli obiettivi di tale trattamento;

e) per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Tre criticità

Orientarsi nel diritto all’oblio significa bilanciare diritti e interessi fondamentali contrastanti. Le linee guida evidenziano tre aspetti critici:

  • Eliminazione vs cancellazione: In qualità di fornitore di un motore di ricerca, se viene accolta la richiesta di diritto all’oblio, dovrò essere rimosso l’Url dall’elenco dei risultati visualizzati quando si cerca il nome della persona. Tuttavia, il contenuto a cui si faceva riferimento nell’elenco dei risultati non viene cancellato, rimane disponibile sul sito web dell’editore originale e potrebbe ancora apparire nel motore di ricerca se un utente effettua una ricerca utilizzando parole chiave diverse dal nome della persona;
  • Onere della prova: Secondo il «Diritto di opposizione» del Gdpr (articolo 21), l’onere della prova ricade sui motori di ricerca. Se un individuo si oppone alla visualizzazione dei propri dati nei risultati di ricerca in base alla sua situazione specifica, la presunzione è a suo favore. Il risultato deve essere rimosso a meno che il motore di ricerca non possa dimostrare attivamente di avere motivi legittimi e cogenti per opporsi. Ciò avverrebbe se il motore di ricerca potesse avvalersi di una delle cinque eccezioni elencate dal Gdpr per il diritto all’oblio (articolo 17.3);
  • Libertà di espressione e accesso alle informazioni vs privacy: L’eccezione più comune al diritto all’oblio si verifica quando il trattamento dei dati è necessario per la libertà di espressione e di informazione. I motori di ricerca dovrebbero valutare l’interesse pubblico ad accedere alle informazioni rispetto alla gravità dell’interferenza con la privacy dell’individuo, ad esempio in termini di reputazione. Un fattore chiave è il ruolo dell’individuo nella vita pubblica (ad esempio, politici rispetto a cittadini privati).

Esempi pratici

Le linee guida dell’Edpb mostrano anche qualche caso concreto e le modalità con cui affrontare le richieste di diritto all’oblio, ad esempio un adulto che chiede di rimuovere contenuti di quando era un minore o un dipendente che chiede di rimuovere i riferimenti di quando lavorava in un’azienda che ha ormai lasciato da anni.

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