Automotive

Dimissioni Tavares, i temi sul tavolo del prossimo ceo di Stellantis: competitività, piattaforme e airbus dell’auto

Il successore del manager portoghese dovrà affrontare la gravissima crisi dell’automotive e fare scelte coraggiose sui marchi del gruppo

di Mario Cianflone

Un modello di stile prova colore della Peugeot 3008 su piattaforma STLA Medium

3' di lettura

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E ora? Cosa succederà in Stellantis? Quale strategia industriale e di prodotto sceglierà il successore di Carlos Tavares? E soprattutto: c’è davvero spazio per 15 marchi, alcuni dei quali con vendite omeopatiche? Sono queste le domande che ci si pone oggi, nell’aftermath delle dimissioni di Carlos Tavares. Il manager portoghese lascia il mega gruppo italo-transalpino, ma a trazione francese, in un momento mai così drammatico e delicato della storia dell’automotive. Un’industria che affronta, in Europa, una crisi epocale di vendite e di identità, tra elettriche che non si vendono e termiche che non saranno prodotte il prossimo anno dai costruttori per non soccombere sotto il peso delle multe CAFE per le emissioni di CO2.

L’airbus dell’auto e il toto nomine

In primis, è partito il toto nomine, ma non pare esserci sulla carta nulla di concreto.Si fanno voci di un avvicendamento interno con Olivier Francois, oppure con Jean-Philippe Imparato e addirittura una nomina di grande peso: Luca de Meo, CEO di Renault e artefice del rilancio del gruppo francese, l’unico a non aver dichiarato un profit warning. Di certo, il successore di Tavares potrebbe portare più vicina la nascita dell’Airbus dell’automotive, cavallo di battaglia di Luca de Meo anche in veste di presidente di ACEA Ipotesi però avversata apertis verbis da Carlos Tavares.

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E che un consorzio (non una super fusione, si badi bene) sia necessario sembra ormai palese. L’industria europea dell’auto sta affrontando la sua ora più buia e di certo, con i colossi cinesi che battono alle frontiere, incuranti dei dazi, i grandi costruttori non possono andare più in ordine sparso. Occorrono strategie nette, assenza di tentennamenti (elettrico subito o elettrico dopo), visioni tecnologiche e capacità di contrastare quelle scelte ecologiche insostenibili che hanno contribuito a generare un disastro industriale di immani proporzioni. E soprattutto l’industria dell’auto europea deve trovare idee e slancio tecnologico rimettendo il prodotto al centro, ma servono sinergie e costi sotto controllo. Questo si può fare solo mettendo insieme le risorse (lo si legge nell’ormai famoso rapporto Draghi). E questo vuol dire condividere tra gruppi piattaforme e sistemi digitali, powertrain e batterie. Il tutto senza fare brutte auto in fotocopia o modelli che il mercato rifiuta. Già perché la competitività di un determinato modello di auto resta sempre un punto chiave (a Bruxelles Audi ha chiuso la fabbrica dove costruiva la Q8 e-tron, non di certo un esempio di elettrica competitiva con Tesla).

L’agenda del futuro ceo

Ma torniamo a Stellantis. Il nuovo CEO avrà sicuramente in agenda il tema della crisi, quello dell’Airbus dell’automotive europeo e, soprattutto, il rilancio delle vendite, con la decisione di quali marchi portare avanti e quali invece decidere di spegnere. È palese, infatti, che che la Abarth elettrica è un flop (piccoli numeri, ma è un simbolo, che la Fiat 500 elettrica si è fermata che DS non funziona a livello europeo e che Lancia Ypsilon è in bilico.

Sono solo alcuni esempi, ma quello più grande è Maserati che forse il nuovo CEO potrebbe decidere di vendere. Brand come Alfa Romeo, ma soprattutto Peugeot, Jeep e Fiat hanno invece un solido piano prodotto con una serie di nuovi modelli (anche made in Italy) in arrivo.

Sul fronte delle piattaforme invece, il successore di Tavares si trova un bel lavoro: tre architetture modulari multi energia (STLA Medium, Large, e Frame) pronte, una in arrivo (la Small). E in più ci sono le piattaforme e le tecnologie che arrivano dai cinesi di Leapmotor e fra queste spiccano quelle per i powertrain REEV (extended range Electric vehicle), soluzione ibrida plug-in molto utile in questa difficile fase di transizione.

Il 2025 dell’auto si annuncia davvero cruciale e foriero di grandi, se non grandissimi, cambiamenti. E la poltrona vacante di Tavares è già un segnale. Da sottolineare che per il 2025 molti analisti si attendono che ci sarà un rimbalzo di stellantis il motivo è semplice in rampa di lancio ci sono due modelli di grande volume che si chiamano Citroën C3 (già in vendita e finalista del car of the year) e Fiat Panda, in ritardo, ma pronta. Queste due vetture basate sulla piattaforma Smartcar (alchimia voluta da Taveres) e disponibili anche in versione elettrica sono considerate un successo annunciato del gruppo perché si collocano nella fascia di prezzo più abbordabile.


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