Sicurezza

Difesa, l’Italia sarebbe in grado di difendersi da droni? Ecco cosa sappiamo

L’entrata in servizio del Samp/T NG è prevista per il 2026

di Andrea Carli

5' di lettura

5' di lettura

L’ultimo episodio è recentissimo. «Questa mattina, alcuni jet russi hanno violato lo spazio aereo estone. La Nato ha risposto immediatamente e intercettato l’aereo russo. Questo è l’ennesimo esempio del comportamento sconsiderato della Russia e della capacità di risposta della Nato», ha scritto su X la portavoce della Nato Allison Hart. Innquesto contesto, sono due gli F35 italiani che si sono alzati in volo dalla base di Amari, dopo la segnalazione dei sistemi radar dell’Alleanza atlantica che hanno rilevato la presenza degli aerei russi, per uno “scramble”, l’ordine di decollo su allarme. Con il sorvolo degli F35 italiani, decollati in modalità “Qra” (quick reaction alert), i velivoli russi si sono poi allontanati. Il distaccamento italiano, composto dai F35 del 13esimo gruppo del 32esimo stormo di Amendola e costantemente in stato di allerta rapida, è schierato in Estonia per garantire la sorveglianza dello spazio aereo baltico nell’ambito delle attività di Air policing della Nato sul fianco Est.

Il precedente

L’ennesimo caso di sconfinamento, che segue a distanza quello di una dozzina di droni russi nei cieli polacchi, e quindi nello spazio aereo di un paese Nato, colloca sempre più in primo piano la necessità di mettere in campo soluzioni che consentano di prevenire, intercettare e distruggere le minacce che provengono dall’alto. All’operazione di difesa aerea scattata dopo quell’episodio, interpretato dagli Alleati come una pericolosa escalation da parte di Mosca, anche se per altri si è trattato più che altro di una provocazione, ha partecipato anche un G-550 CAEW dell’Aeronautica Italiana, decollato dalla base aerea di Amari (Estonia).

Loading...

Si è anche fatto ricorso in quella circostanza a una batteria SAMP-T dell’Esercito Italiano, operativa nell’ambito della missione NATO Baltic Air Policing. «Non siamo pronti né ad un attacco russo né ad un attacco di un’altra nazione, lo dico da più tempo. Penso che abbiamo il compito di mettere questo Paese nella condizione di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci: non dico Putin, dico chiunque», ha confidato, a poche ore da quell’episodio, il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Crosetto: l’Italia sarà in grado di difendersi in maniera autonoma nel 2031

Intervistato da Repubblica, Crosetto ha poi spiegato: «Quanto tempo ci vuole per mettere l’Italia nelle condizioni di difenderci da un eventuale attacco estero? La mia previsione è questa: se, come stiamo facendo, ci attiviamo subito, prevedo ci vogliano sei anni. Dunque immagino nel 2031». Crosetto ha fatto riferimento alla difesa autonoma del Paese, non al sistema Nato. «Questo ovviamente - ha chiarito, riferendosi alla data del 2031 - se non consideriamo la Nato e ipotizziamo, cosa che non è, che l’Italia debba difendersi da sola».

Portolano: sviluppo e l’acquisizione di nuovi radar in grado di rilevare le minacce balistiche e ipersoniche

La partita si gioca soprattutto (ma non solo) nei cieli. Da dove partiamo? Come ci stiamo muovendo? In occasione dell’audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera sulle linee generali dell’incarico ricoperto che si è svolta il 21 maggio, il Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha detto che «relativamente al dominio aereo, si continuerà a sostenere i programmi Eurofighter 2000 e Joint Strike Fighter attraverso l’acquisizione di ulteriori 24 Eurofighter in sostituzione dei primi aerei entrati in linea, la cui vita operativa terminerà nel 2029, e con l’incremento di ulteriori 25 F35, portando il totale degli assetti italiani da 90 a 115, di cui 75 Alfa e 40 Bravo. Parallelamente - ha aggiunto in quell’occasione - , proseguirà lo sviluppo del Global Combat Air Programme (GCAP), insieme a Regno Unito e Giappone, e del delicato settore della difesa aerea missilistica integrata attraverso l’adeguamento della rete radar a esso dedicata, inclusi lo sviluppo e l’acquisizione di nuovi radar in grado di rilevare le minacce balistiche e ipersoniche. In ultimo, si proseguirà con il programma JAMMS (Joint Airborne Multi-mission, Multi-sensor System) per la realizzazione di una piattaforma aerea multi-missione e multi-sensore, necessaria a elevare significativamente il controllo, l’analisi, il supporto delle operazioni nello spettro elettromagnetico».

Conserva: fondamentale sviluppare una difesa nazionale solida e autonoma

«La capacità di difendere il nostro spazio aereo e di proiettare la nostra deterrenza non è più una questione tattica ma un insostituibile pilastro strategico della nostra libertà e prosperità del nostro Paese», ha sottolineato più di recente il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Antonio Conserva, intervenuto giovedì 11 settembre in audizione davanti alla Commissione Difesa della Camera. «Oggigiorno l’area di diretta competenza dell’Aeronautica militare si estende dal’atmosfera più bassa, dove operano gli aeromobili ed i droni, fino allo spazio esterno, dove orbitano i satelliti e transitano i missili ipersonici e quelli balistici intercontinentali», ha aggiunto.

«Pur beneficiando del garantito supporto dello scudo americano - ha avvertito il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica - è fondamentale sviluppare una difesa nazionale solida e autonoma per proteggere in maniera efficace il nostro territorio, affiancando e integrando detto supporto», ha sottolineato il Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare.

L’infrastruttura di comunicazione

Di qui l’importanza della sorveglianza e della difesa aerea. «Con radar terrestri, sensori avanzati, aerei radar e satelliti - ha spiegato il generale - monitoriamo costantemente ciò che avviene nel cielo: un tracciamento continuo, che permette di identificare ogni potenziale minaccia, a cui si affiancala capacità di risposta immediata, attraverso sistemi di intercettazione, difesa missilistica e allerta rapida. Elemento abilitante di questa fondamentale attività è il sistema di comando e controllo, o più precisamente il sistema C4ISR, acronimo inglese che sta per “Command, control, communications, computers, intelligence, surveillance and reconnaissance”, ovvero un’infrastruttura di comunicazione e informazione che collega in tempo reale i centri decisionali con chi opera sul campo o in cielo». «Questo sistema - ha continuato Conserva - è ciò che ci consente di trasformare i dati in azione e l’azione in superiorità».

«Va modernizzata la rete radar italiana»

Tra le priorità, ci sono «i sensori radar a lungo e corto raggio, necessari per una consapevolezza situazionale completa dell’ambiente aerospaziale. In questo ambito, è pertanto essenziale modernizzare la rete radar italiana, integrando sistemi a lungo raggio e raforzando la flotta di aerei radar come il Caew. A livello europeo, si prevede lo sviluppo di programmi comuni per la difesa antimissile con sensori orbitali e radar a lunga gittata. Mentre in ambito nazionale l’Italia deve potenziare la sorveglianza strategica e tattica su vaste aree e siti critici. L’integrazione di questi sistemi in una rete comune aumenta l’efficacia della difesa aerea».

Nato, Crosetto: "Disposti a lasciare più tempo Samp/T e Caew su Fronte Est"

Il sistema Samp/T

Quando si parla di difesa aerea, si parla (anche) del sistema Samp/T è in grado di ingaggiare e neutralizzare, a 360 gradi, una molteplicità di minacce aeree e missilistiche. Il sistema Samp/T, già operativo nell’Esercito italiano, nell’Aeronautica militare italiana e francese, garantisce una capacità di difesa superficie-aria a media gittata contro velivoli e missili balistici di teatro (theatre ballistic missiles, TBM). Il programma di ammodernamento Samp/T NG, avviato nel 2021, è stato concepito per rispondere a uno scenario caratterizzato da minacce sempre più rapide, elusive e complesse. La nuova configurazione prevede un sistema di ingaggio profondamente rinnovato e l’integrazione di un radar di ultima generazione, pensato per sfruttare appieno le potenzialità del futuro missile ASTER 30 B1 NT Extended Capability. L’entrata in servizio del Samp/T NG è prevista per il 2026.

 

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti