Difesa, ecco la riforma Crosetto. L’Italia gioca la carta della riserva
Lo schema di disegno di legge per la revisione dello strumento militare. Viene previsto entro il 31 dicembre 2033 un progressivo incremento dell’organico complessivo non superiore a 40.000 unità dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, dell’Aeronautica militare e del Corpo unico della Sanità militare in servizio permanente e in ferma prefissata
di Andrea Carli
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
La Difesa cambia volto per rispondere alle minacce alla sicurezza, che richiedono tempi di reazione veloci. Sul piano del potenziamento degli oranici delle forze armate, la riforma delineata dal ministro Guido Crosetto gioca la carta della riserva. Le indicazioni sono contenute nello schema di disegno di legge recante “Disposizioni per la costituzione di Forze di riserva, in materia di personale militare nonché delega al Governo per la revisione dello strumento militare”, che il Sole 24 Ore ha consultato. E che è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri martedì 16 giugno.
In sintesi, vengono delineate tre soluzioni. La prima: una riserva operativa di mobilitazione, che si compone di personale richiamabile in servizio fino a 5 anni (prorogabili annualmente su domanda volontaria) dopo il congedo. L’obiettivo è «disporre di un adeguato bacino di personale addestrato e prontamente impiegabile, in grado di supportare e integrare le Forze armate e il Corpo unico della Sanità militare, anche in tempo di pace». La seconda soluzione: una riserva volontaria specialistica, che ha l’obiettivo di integrare la componente in servizio con funzioni ad hoc. Terza e ultima delle soluzioni previste dalla riforma della difesa: una riserva territoriale, che viene impiegata nelle operazioni che scattano dopo calamità naturali e per emergenze sul territorio.
Delega al Governo per la revisione dello strumento militare
Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione dello strumento militare nazionale. Viene previsto entro il 31 dicembre 2033 un progressivo incremento dell’organico complessivo non superiore a 40.000 unità dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, dell’Aeronautica militare e del Corpo unico della Sanità militare in servizio permanente e in ferma prefissata, al fine di assicurare i necessari livelli di operatività e la piena integrabilità dello strumento militare nei contesti internazionali e nell’ottica di una politica di difesa comune europea, per l’assolvimento dei compiti istituzionali delle Forze armate.
L’aumento, non superiore a 40.000 unità, è determinato, sulla base delle risorse disponibili e delle effettive capacità di reclutamento, ogni anno, in sede di legge di bilancio, nel limite di 5.071 unità per il 2028, 5.321 per il 2029, 7.001 per il 2030, 7.444 per il 2031, 7.500 per il 2032 e 7.663 unità per il 2033.
Riserva operativa
Il personale della riserva operativa può essere richiamato in servizio annualmente per lo svolgimento delle attività di addestramento finalizzate allo sviluppo e al mantenimento della prontezza operativa.








