Difesa

Caccia sesta generazione, il progetto di Germania, Francia e Spagna ai titoli di coda. Giorni di incertezza per il Gcap

Marrone (Iai) sullo stop al Future Combat Air System: «L’intento di cooperare sui droni e sul cloud relativo al caccia lascia il tempo che trova. Se come sembra probabile Londra manterrà gli impegni presi nonostante le difficoltà politiche interne, il Gcap diventa più attrattivo per possibili partner come Canada e Germania»

di Andrea Carli

Un modello in scala del Future Combat Air System (FCAS / SCAF) franco-tedesco-spagnolo, il caccia di sesta generazione.  REUTERS

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Dopo anni di preparativi il progetto Fcas, il programma che coinvolge Francia, Germania e Spagna per i caccia di sesta generazione, è giunto ai titoli di coda. Secondo fonti governative tedesche, infatti, il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Cdu) e il presidente francese Emmanuel Macron sono giunti alla conclusione che le aziende Dassault e Airbus non riescono a trovare un accordo sulla costruzione di un aereo da combattimento congiunto. Venerdì i due leader hanno partecipato al vertice tra Ue e Balcani in Montenegro. È stata quella l’occasione di fare il punto, a questo punto definitivo, sul dossier. Macron e Merz hanno concordato sul fatto che i paesi coinvolti nel progetto noto come Future Combat Air System (o Scaf, “Système de combat aérien du futur”) continueranno a sviluppare un sistema di droni e una rete di dati correlati.

In realtà che il progetto fosse sull’orlo del collasso non è propriamente una novità. Da mesi il Fcas era in una fase di stallo, a causa dei conflitti industriali irrisolti tra Airbus Defence e Dassault. Queste tensioni hanno impedito il passaggio alla fase successiva dello sviluppo. Il programma è rimasto bloccato nella fase degli studi tecnologici. 

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Il naufragio del Future Combat Air System

Lanciato nel 2017 da Emmanuel Macron e Angela Merkel per rafforzare la difesa europea, con un costo stimato che si aggira sui cento miliardi di euro, nel 2019 ha registrato l’ingresso in squadra della Spagna. Poi si è fermato a più riprese a causa di controversie nella pianificazione e nella progettualità tra il costruttore francese Dassault e il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli. Da ufficioso, ora lo stop definitivo diventa “ufficiale”. Se realizzato, il Fcas sarebbe stato un “sistema di sistemi” in cui un caccia pilotato avrebbe operato con la copertura di sciami di droni e un cloud di combattimento.

... e le incertezze sul Gcap che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone

Per un progetto europeo sul caccia di sesta generazione che si chiude, un altro vive giorni di incertezza. È il caso del Gcap (Global Combat Air Programme), il programma che vede in campo Regno Unito, Italia e Giappone. È sviluppato dalla joint venture Edgewing tra BAE Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. Il 30 giugno scadrà il contratto ponte da 686 milioni di sterline assegnato ad aprile dall’Agenzia Gcap a Edgewing, la joint venture industriale creata per guidare progettazione e sviluppo del velivolo. Questo contratto ponte finanzia attività chiave di progettazione e ingegneria.

Entro quella data il Ministero della Difesa britannico deve approvare il Defence Investment Plan, documento di programmazione della spesa che autorizza i fondi pluriennali per il Gcap. BAE Systems ha avvertito che se il via libera al DIP non arriva entro la fine del mese, più di 4.000 ingegneri e tecnici — di cui circa 3.000 italiani presso i siti Leonardo di Torino, Roma e altre sedi — rischiano di essere assegnati ad altri programmi. Secondo fonti vicine al dossier, alla fine il via libera al piano da parte del Regno Unito arriverà in tempo.

Ministro della Difesa Gb si dimette: «poche risorse per le forze armate»

Intanto però giovedì 11 giugno il ministro della Difesa britannico, John Healey, ha rassegnato a sorpresa le sue dimissioni con una lettera indirizzata al premier laburista Keir Starmer, accusando il Tesoro di non voler stanziare le risorse necessarie a difendere il Paese «in questo momento di minacce crescenti». Si è trattato di un nuovo duro colpo per il primo ministro nel pieno di una crisi della sua leadership, che arriva dopo le recenti dimissioni del titolare della Sanità, Wes Streeting.

Marrone (Iai): ora il Gcap potrebbe attrarre possibili partner come Canada e Germania

«A questo punto è fondamentale che Londra ponga fine ai suoi ritardi nel finanziare la sua quota di investimenti sullo sviluppo tecnologico del GCAP, visto che Italia e Giappone hanno già fatto la loro parte», osserva Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, Istituto Affari Internazionali. «Se come sembra probabile Londra manterrà gli impegni presi nonostante le difficoltà politiche interne, il Gcap diventa più attrattivo per possibili partner come Canada e Germania, che non vogliono essere dipendenti in futuro da un velivolo made in USA e riconoscono i benefici della cooperazione con Paesi affini e affidabili».

Marrone non ha dubbi: «L’annuncio del divorzio tra Francia e Germania sul caccia di nuova generazione segna la fine del progetto FCAS», sottolinea. «L’intento di cooperare sui droni e sul cloud relativo al caccia lascia il tempo che trova - aggiunge - , considerato che nove anni di sforzi sulla piattaforma core hanno portato a questo fallimento. In un report IAI del 2025 sul GCAP già parlavamo della possibilità di un fallimento del progetto franco-tedesco, perché per gli esperti era chiara la divergenza tra Airbus e Dassault, quest’ultima senza alcuna esperienza positiva di cooperazione europea sui velivoli da combattimento».

Che cosa potrebbe accadere ora? Che cosa farà Berlino? E Parigi?

La Germania sembra voler sviluppare le proprie capacità di difesa in modo più autonomo. Questo orientamento si inserisce in un forte aumento della spesa militare tedesca, che dovrebbe superare i 100 miliardi di euro già nel 2026 e raggiungere circa 153 miliardi di euro all’anno entro il 2029.

«Berlino potrebbe considerare di aderire al Gcap vista la pluridecennale, positive cooperazione aeronautica con Italia e Regno Unito prima sui Tornado e poi sugli Eurofighter. Merz e Meloni ne hanno già parlato mesi fa- osserva Marrone - La Francia sicuramente andrà per un nuovo caccia nazionale prodotto da Dassault, come negli scorsi decenni».

Per alcuni analisti, la fine della cooperazione franco-tedesca sul caccia di nuova generazione non ha aperto un vuoto, ma ha accelerato una convergenza europea con caratteristiche diverse: si andrebbe infatti verso un consorzio Regno Unito, Italia Giappone con la Germania a svolgere un ruolo di pivot. L’esito di questa partita potrebbe ridisegnare la mappa industriale della difesa aerea europea fino al 2040.

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