Difesa

Caccia di sesta generazione, oltre 4mila ingegneri rischiano di essere spostati su altri progetti

Il Regno Unito ha tempo fino al 30 giugno per approvare il Defense Investment Plan (6 miliardi sterline). Se ciò non dovesse accadere, il rischio è che si vada verso una frammentazione a livello gestionale, che attualmente vede coinvolti anche Italia e Giappone. Secondo alcune fonti tuttavia allo stato attuale Londra sarebbe orientata ad approvare il piano nei tempi previsti, insomma il rischio sarebbe rientrato

di Andrea Carli

Difesa, Italia verso il caccia di sesta generazione

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Il progetto del caccia di sesta generazione - nome in codice: “Gcap” - che allo stato attuale coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone, potrebbe registrare nei prossimi giorni novità sostanziali. Giugno si delinea come un mese determinante. Il programma Gcap, lanciato nel 2022, punta all’entrata in servizio del nuovo velivolo da combattimento, con pilota a bordo, entro il 2035.

Occhi puntati su Londra

L’attenzione è tutta su Londra. Il Regno Unito ha infatti tempo fino al 30 giugno per approvare il Defense Investment Plan (6 miliardi sterline), un programma predisposto a febbraio dal Tesoro britannico. Se ciò non dovesse accadere, e il via libera non dovesse arrivare in questi tempi, il rischio è che si vada verso una frammentazione del programma.

Loading...

Stando alle indicazioni emerse da alcune verifiche effettuate nelle ultime ore, sembra che la posizione del Regno Unito sia, allo stato attuale, più vicina a un via libera al piano nei tempi previsti, ossia entro giugno. L’allarme, stando alle fonti consultate, sarebbe dunque destinato a rientrare, e il rischio a venir meno.

Il finanziamento ponte scadrà il 30 giugno

Il termine di fine giugno nasce dal fatto che il 2 aprile l’agenzia GCAP, che gestisce il programma per i tre paesi, ha assegnato a Edgewing, ovvero la joint venture paritetica tra BAE Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement, un contratto da 686 milioni di sterline (circa 905 milioni di dollari) per la fase di progettazione e ingegneria del caccia di sesta generazione. Il problema è che questo contratto copre solo un “finanziamento ponte”, appunto fino al 30 giugno 2026.

Lo scenario

Negli ultimi tempi Polonia e India hanno manifestato interesse a entrare in GCAP come “ancora di salvataggio”. La Germania potrebbe entrare se la rottura con la Francia sul FCAS - il Future Combat Air System franco-tedesco-spagnolo è attualmente in una fase di stallo a causa dei conflitti industriali irrisolti tra Airbus Defence e Dassault - diventasse definitiva. Alcune fonti segnalano anche un interessamento del Canada. Al di là di quello che accadrà, un eventuale coinvolgimento di nuovi paesi nel progetto implicherebbe comunque un restyling della governance trilaterale, con riduzione del workshare italiano e possibile perdita di leadership tecnica di Leonardo.

Le mosse dell’Italia

Il governo italiano ha già messo sul tavolo circa 8,7 miliardi di euro per finanziare le fasi di progettazione e sviluppo preliminare. Eventuali risorse aggiuntive dovranno ottenere il via libera del parlamento, in un contesto in cui il paese non è uscito dalla procedura di deficit eccessivo, e nel quale il governo tratta con la Commissione europea per estendere la National Escape Clause alle spese per l’energia. La guerra in Medio Oriente, con il blocco dello stretto di Hormuz, ha interrotto le forniture globali di energia e materie prime, indebolito le prospettive di crescita, fatto salire i prezzi energetici e l’inflazione. La National Escape Clause europea già prevista per le spese in difesa potrebbe permettere all’Italia di escludere i finanziamenti per il GCAP dal calcolo del deficit.

Oltre 4mila ingegneri potrebbero essere ricollocati su altri progetti

Le aziende partner non possono mantenere team specializzati in una situazione di standby indefinito: gli ingegneri che lavorano a sistemi di sesta generazione (stealth, AI integration, directed energy) sono risorse scarse e ampiamente contese da programmi concorrenti (F-47 USA, FCAS franco-tedesco, Tempest legacy contracts).

Di qui l’allarme lanciato il 25 maggio dal presidente di Edgewing e amministratore delegato della divisione Future Combat Air Systems del settore aeronautico di BAE Systems Herman Claesen. Oltre 4.000 ingegneri attualmente impiegati da BAE Systems, Rolls-Royce e Leonardo sul programma, ha chiarito, potrebbero essere ricollocati su altri progetti se il contratto a lungo termine non viene finalizzato entro la scadenza. Leonardo conta circa 3.000 addetti sui 9.000 totali impegnati nel programma (il 33% della forza lavoro complessiva). Stando le indicazioni emerse dalle verifiche effettuate nelle ultime ore, sembrerebbe che questo scenario venga alla fine superato.

Rischio fallimento per la cooperazione europea

Il progetto del Gcap è una cartina di tornasole della capacità dell’industria europea della difesa di rendersi più autonoma dagli Usa. A livelo di mera ipotesi, uno stallo del progetto metterebbe in evidenza il fallimento della cooperazione europea sui sistemi d’arma di sesta generazione. Da una parte il FCAS, il progetto da circa 100 miliardi di euro, già in bilico: il costruttore francese Dassault rivendica l’80% workshare sulla motoristica contro la posizione della tedesca Mtu Aero Engines e della francese Safran). Tutto questo mentre il programma F-47 americano accelera con 5 miliardi di dollari nella proposta di bilancio federale degli Stati Uniti per l’anno fiscale 2027. Con la conseguenza che si accentuerebbe la dipendenza della difesa europea dalla filiera statunitense, a cominciare dai caccia di quinta generazione, gli F-35.

Gli effetti sulla strategia Nato

Sul piano della Nato, un rallentamento del Gcap potrebbe indebolire la credibilità del modello di cooperazione industriale “aperta” che l’Alleanza atlantica ha tentato di promuovere nei confronti dei partner asiatici, soprattutto Corea del Sud e Australia, nell’ambito della strategia di sicurezza nell’Indo Pacifico.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti