Dichiarazione dei redditi, ricevute e documenti digitali blindano i bonus nel 730
La precompilata fa i conti con la diffusione dei sistemi di pagamento elettronici: la modalità di versamento può essere annotata sul giustificativo o provata a parte
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
3' di lettura
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La dichiarazione dei redditi fa i conti con la crescente diffusione dei sistemi di pagamento elettronico e la digitalizzazione dei documenti contabili. Va letta in questo senso anche la novità del Dl 19/26, il decreto Pnrr convertito in legge la scorsa settimana: stop all’obbligo di conservare le ricevute generate dai Pos; bastano gli estratti conto bancari.
Le prove dei pagamenti
Con l’arrivo online della precompilata 2026– attesa giovedì 30 aprile – molti dipendenti e pensionati si porranno il tema dei documenti necessari a far valere le detrazioni fiscali: fatture, quietanze, ricevute. Quando sono necessari? Per quanto tempo e come vanno conservati? Spesso i documenti chiesti dal Fisco non riguardano solo la spesa sostenuta, ma anche la modalità di pagamento.
Le varie agevolazioni, però, tendono ad avere regole diverse. Per i bonus casaserve da sempre il bonifico “tracciabile”. Per i mobili il bonifico ordinario o le carte. Per le spese detraibili al 19%, dal 2020 occorre un qualsiasi mezzo di pagamento tracciabile (ma i contanti sono ancora ammessi per i medicinali e le prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o private accreditate al Ssn). E ancora: il canone degli inquilini a basso reddito può essere pagato in contanti, quello degli studenti fuori sede no.
Nelle schede, che si trovano più avanti nell’articolo, sono indicati i documenti necessari in dieci esempi riferiti ad alcune delle detrazioni più diffuse nelle dichiarazioni presentate nel 2025. Dalle spese sanitarie, presenti nel 70,8% dei modelli 730 e Redditi, alle spese per le assicurazioni su vita e invalidità permanente, riportate nel 17,5% dei casi.
Per le spese detraibili al 19%, il fatto che il pagamento sia avvenuto con mezzi tracciabili può essere annotato sul giustificativo – anche in formato pdf inviato via email – da chi ha ricevuto la somma. In alternativa, il contribuente può conservare il documento specifico: la ricevuta del pagamento con la carta, l’estratto conto, la copia del bollettino postale o PagoPa e così via.








