Di cosa si muore in Europa? Le differenze tra l’Italia e altri Paesi e il ruolo dello stile di vita
L'Italia ha il secondo tasso di mortalità evitabile in Europa grazie a uno stile di vita più sano e buona prevenzione
di Marzio Bartoloni (Il Sole 24 Ore), Justė Ancevičiūtė (Delfi, Lituania), Krassen Nikolov (Mediapool.bg, Bulgaria), Katarzyna Staszak (Gazeta Wyborcza, Polonia), Petr Jedlička (Deník Referendum, Repubblica Ceca), Sebastian Pricop (Romania), Kostas Zafeiropoulos (Εfsyn, Grecia)
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In cima ci sono le malattie legate al cuore e al sistema circolatorio come infarti e ischemie e i tumori che da soli causano oltre metà delle morti in Italia e poi pesano di più le malattie respiratorie. A debita distanza l’Alzheimer e le altre demenze, le morti violente o da cause esterne (incidenti, cadute e suicidi tra tutti) e infine il diabete. Eccole le principali cause di decesso tra gli italiani secondo le ultime statistiche ufficiale dell’Istat pubblicate da poco ma che risalgono al 2022, secondo anno della pandemia da Covid che infatti lascia un deciso segno tra le statistiche di mortalità italiane.
Come uno tsunami la pandemia ha stravolto i numeri: se le morti in Italia prima del Covid si aggiravano sulle 640mila all’anno (637.198 la media tra il 2018 e il 2019) nel 2020 sono schizzare a 746.324, per scendere di poco a 706.969 nel 2021 e poi a 721.974. Cifre che testimoniano, oltre ogni possibile dubbio, il pesantissimo tributo pagato a causa del virus del Covid.
Al di là dei freddi numeri nel confronto con gli altri Paesi europei l’Italia mostra comunque una buona performance sulle cosiddette “morti evitabili” grazie a prevenzione e soprattutto agli stili di vita più sani legati in particolare alla dieta mediterranea che nonostante non abbia più il lustro di una volta continua a “proteggere” gli italiani. Nel 2022, l’Italia si è confermata infatti tra i Paesi europei con il più basso tasso di mortalità evitabile tra le persone di età inferiore ai 75 anni. Secondo i dati Eurostat, nel nostro Paese si sono registrati 176,7 decessi evitabili ogni 100mila abitanti, un dato significativamente inferiore alla media UE (257,8) che mette l’Italia al secondo posto in Europa in questa invidiabile classifica solo dopo la Svezia (169,3).
Le cause di morte più frequenti nella popolazione italiana continuano a essere, come detto, le malattie del sistema circolatorio (222.717 decessi) e i tumori (174.566), che insieme causano più del 55% dei decessi totali. Il numero di decessi per Covid-19 è stato significativo – ben 51.630 – anche se in forte riduzione rispetto al 2020 (-19%) e al 2021 (-34%), ma il Covid-19 rimane per tre anni consecutivi – dal 2020 al 2022 - la terza causa più diffusa dopo le malattie circolatorie e i tumori, seguita a breve distanza dalle malattie del sistema respiratorio (50.686). Dopo Alzheimer e altre demenze (37.127) seguono i morti per cause esterne, diminuite nel 2020 – anche per effetto del Covid - per poi aumentare nel 2021 e nel 2022: da un tasso medio di 3,3 decessi per 10mila registrato nel 2018-19, si è saliti a 3,2 nel 2020, a 3,4 nel 2021 e a 3,6 nel 2022. L’andamento delle morti violente è determinato in gran parte dall’andamento degli incidenti, soprattutto nelle classi di età più giovani, nelle quali causano una quota molto rilevante di decessi (8,3% dei decessi totali al di sotto dei 50 anni nel 2022). La mortalità per questi eventi si è ridotta del 23% nel 2020, ma nel 2021 è quasi tornata ai livelli del 2019, poi superati nel 2022.
I giorni con più mortalità in Francia
Il 30 ottobre 2024, l’INSEE ha pubblicato uno studio sulle cause di morte in Francia tra il 2004 e il 2023. In media, circa 1.600 persone sono morte ogni giorno durante il periodo coperto dallo studio. Tra le persone di età compresa tra 30 e 59 anni, i decessi variavano poco a seconda del mese dell’anno. Per le altre fasce d’età invece sì: gli over 60 avevano più probabilità di morire in inverno che in estate. Per questa fascia c’è quindi un aumento della mortalità del 9% a dicembre, del 14% a gennaio e del 12% a febbraio.



