Omicidio Poggi, ex procuratore Venditti indagato a Brescia per corruzione nel caso Sempio. Proroga di 70 giorni per incidente probatorio
L’ex procuratore Mario Venditti è indagato per corruzione nell’inchiesta per l’omicidio di Garlasco nel 2007. Le perquisizioni coinvolgono anche la famiglia di un sospettato. Per i pem, le indagini di allora presentano anomalie. Il magistrato sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio
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La gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha concesso una proroga di 70 giorni per l’incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. A chiedere più tempo per gli accertamenti erano stati gli stessi periti della giudice, ossia la genetista Denise Albani e l’esperto dattiloscopico Domenico Marchigiani. La decisione arriva al termine dell’udienza di questa mattina 26 settembre e le parti sono state nuovamente convocate per il prossimo 18 dicembre.
Intanto c’è una svolta in merito alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. Le perquisizioni nelle case sono iniziate di buon mattino e l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, è stato iscritto dalla Procura di Brescia nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari nell’inchiesta di Garlasco.
Secondo la pubblico ministero Claudia Moregola e il procuratore capo Francesco Prete, il magistrato sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio. Delle perquisizioni di questa mattina (nove le persone raggiunte dal provvedimento) alcune hanno interessato le abitazioni di Venditti, che per due volte archiviò Sempio. Altre perquisizioni hanno interessato la casa dei genitori e degli zii dello stesso Sempio. All’ex procuratore, secondo quanto ricostruito dall’Ansa, sarebbe “stata proposta o comunque ipotizzata la corresponsione di una somma di denaro”.
Secondo la Procura di Brescia, «le indagini condotte nel 2017 a carico di Andrea Sempio sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini della trasmissione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali».
«Ipotesi accusatoria talmente grave...»
«L’ipotesi accusatoria è talmente grave che credo non debba essere commentata da un semplice avvocato. I magistrati dimostreranno la fondatezza di queste indagine, ma la gravità dei fatti contestati è inaudita». Così l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, sulla nuova indagine sul caso Garlasco che vede indagato l’ex procuratore Mario Venditti. «L’indagine che ha portato Stasi in carcere è stata costellata da errori e orrori, come cancellare un alibi. L’indagine di oggi di Pavia e quella di Brescia sono costellate di approfondimenti. Qui si aggiunge, non si toglie. E quando si aggiunge di solito si sbaglia meno».








