Garlasco

Omicidio Poggi, ex procuratore Venditti indagato a Brescia per corruzione nel caso Sempio. Proroga di 70 giorni per incidente probatorio

L’ex procuratore Mario Venditti è indagato per corruzione nell’inchiesta per l’omicidio di Garlasco nel 2007. Le perquisizioni coinvolgono anche la famiglia di un sospettato. Per i pem, le indagini di allora presentano anomalie. Il magistrato sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio

di Davide Madeddu

L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti in una immagine di archivio. I Carabinieri e i finanzieri all'opera da stamani a Garlasco nelle abitazioni della famiglia Sempio sono coordinati dalla Procura della Repubblica di Brescia, che ha emesso i provvedimenti nell'ambito di un fascicolo che vede indagato l'ex procuratore. Pavia, 26 settembre 2025. ANSA / PAOLO TORRES

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La gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha concesso una proroga di 70 giorni per l’incidente probatorio disposto nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. A chiedere più tempo per gli accertamenti erano stati gli stessi periti della giudice, ossia la genetista Denise Albani e l’esperto dattiloscopico Domenico Marchigiani. La decisione arriva al termine dell’udienza di questa mattina 26 settembre e le parti sono state nuovamente convocate per il prossimo 18 dicembre.

Intanto c’è una svolta in merito alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. Le perquisizioni nelle case sono iniziate di buon mattino e l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, è stato iscritto dalla Procura di Brescia nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari nell’inchiesta di Garlasco.

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Secondo la pubblico ministero Claudia Moregola e il procuratore capo Francesco Prete, il magistrato sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio. Delle perquisizioni di questa mattina (nove le persone raggiunte dal provvedimento) alcune hanno interessato le abitazioni di Venditti, che per due volte archiviò Sempio. Altre perquisizioni hanno interessato la casa dei genitori e degli zii dello stesso Sempio. All’ex procuratore, secondo quanto ricostruito dall’Ansa, sarebbe “stata proposta o comunque ipotizzata la corresponsione di una somma di denaro”.

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Secondo la Procura di Brescia, «le indagini condotte nel 2017 a carico di Andrea Sempio sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini della trasmissione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali».

«Ipotesi accusatoria talmente grave...»

«L’ipotesi accusatoria è talmente grave che credo non debba essere commentata da un semplice avvocato. I magistrati dimostreranno la fondatezza di queste indagine, ma la gravità dei fatti contestati è inaudita». Così l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, sulla nuova indagine sul caso Garlasco che vede indagato l’ex procuratore Mario Venditti. «L’indagine che ha portato Stasi in carcere è stata costellata da errori e orrori, come cancellare un alibi. L’indagine di oggi di Pavia e quella di Brescia sono costellate di approfondimenti. Qui si aggiunge, non si toglie. E quando si aggiunge di solito si sbaglia meno».

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«Cifre troppo esigue per...»

«Sono sereni e stanno collaborando, stanno guardando PC e telefonini e verbalizzando». Ha detto così l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, entrando nella villetta di Garlasco dove abita la famiglia Sempio, coinvolta in un’inchiesta su una presunta corruzione in atti giudiziari che vede indagato l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti. «Onestamente le cifre di cui si parla nell’appunto che sarebbe stato trovato - 20 o 30 mila euro - mi sembrano una base troppo esigua per un’ipotesi corruttiva di un professionista del genere». Le cifre individuate nelle indagini del Gico della gdf su alcuni prelievi sono però più alte.

Il decreto

Il sospetto è che Venditti abbia «ricevuto una somma indebita di denaro, nell’ordine di 20/30 mila euro - si legge nel decreto - per favorire Andrea Sempio, nell’ambito del procedimento penale” in cui rispondeva della morte della sorella dell’amico Marco Poggi, assassinata il 13 agosto 2007.

L’appunto manoscritto, secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri guidati da Francesco Prete che ha portato al blitz di stamane della Gdf, risale agli inizi del febbraio 2017, prima che Andrea Sempio ricevesse la convocazione per l’interrogatorio, di cui, avrebbe saputo in anticipo le “domande che gli sarebbero state rivolte”».

Secondo i pm di Brescia, dalle intercettazioni ambientali in auto dopo l’interrogatorio di quel 10 febbraio 2017, Andrea Sempio e il padre Giuseppe si sarebbero confrontati sull’interrogatorio affermando di aver “’cannato’” la risposta in merito allo scontrino che fornirebbe l’alibi e sulla “sensazione” che avrebbero avuto in merito agli inquirenti, definiti da padre e figlio in quella intercettazione “dalla nostra” dopo le domande sulla localizzazione del cellulare di Sempio.

L’indagine sarebbe partita da un appunto con scritto “Venditti gip archivia x 20.30 Euro”, sequestrato lo scorso maggio a casa dei genitori di Andrea Sempio e dai loro movimenti bancari dell’epoca della prima indagine della Procura di Pavia, incrociati con quelli degli zii, i prelievi in contanti, e le intercettazioni da cui emergerebbe la «necessita ’di pagare quei signori lì’ con modalità non tracciabili». Intanto è terminata la perquisizione nella casa della famiglia Sempio a Garlasco. I carabinieri e i finanzieri, di Milano e Pavia, delegati nel decreto di perquisizione, hanno acquisito diverso materiale che è stato portato via all’interno di scatoloni.

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«Per me quello era un preventivo di spese legali». Lo ha spiegato Massimo Lovati, uno dei difensori di Andrea Sempio, interpretando l’appunto sequestrato a casa del suo assistito con la scritta «Venditti gip archivia x 20.30 Euro».

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