Dopo il via libera in Cdm

Decreto Scuola: tetto al 30% di stranieri, stop al burqa e nuovi licei

Nel provvedimento anche più fondi ai libri di testi e alla filiera 4+2. Cambio di denominazione per istituti tecnici e professionali. Dal 2027/28 latino (facoltativo) dalla seconda media.

Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del merito.

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Dall’anno scolastico 2027/28 i presidi chiamati a formare le classi iniziali avranno un parametro in più da tenere presente: il tetto del 30% per gli studenti con cittadinanza non italiana, che finora era previsto in una vecchia circolare del 2010 e che adesso acquista forza di legge. Insieme, da un lato, ad alcune deroghe codificate alla stessa soglia e, dall’altro, alla previsione che, per il sottogruppo dei neo-arrivati nel nostro Paese, sarà il collegio docenti a decidere la classe di destinazione senza più il range fisso un anno sopra o uno in alternativa a quello corrispondente all’età anagrafica, come previsto finora da un Dpr attuativo della legge Bossi-Fini. A prevederlo è il decreto scuola che è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri e che introduce anche una stretta su chi entra in un istituto scolastico con il volto travisato da un burqa, un niqab o anche un casco.

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Stop a burqa e niqab

Per gli eventuali trasgressori è prevista una multa da 200 a 1.000 euro che verrà irrogata dal prefetto su segnalazione dei dirigente. Le uniche eccezioni ammesse riguardano «specifiche ragioni sanitarie o «inerenti alle attività didattiche e formative». L’alt dunque vale sia per i genitori che per gli studenti. Con l’aggravante che se qualcuno dovesse decidere di non mandare più i figli a scuola per aggirare il divieto scatterebbe la reclusione come previsto dal decreto Caivano e come ricordato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nella conferenza stampa post-Cdm.

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Tetto del 30% degli alunni stranieri

In quella sede il titolare del Mim si è soffermato su un’altra misura qualificante del Dl: il tetto del 30% per gli studenti stranieri valido dal 2027/28 per le classi iniziali. Dopo aver citato una serie di finanziamenti attivati (tra cui i 21 milioni in più per i libri di testo con contestuale innalzamento dell’Isee da 30mila a 40mila euro ai 14 milioni per il fascicolo elettronico del docente che rientra in un più ampio piano di digitalizzazione per famiglie e insegnanti), Valditara ha ribadito che la soglia riguarda «i ragazzi stranieri che non conoscono adeguatamente la nostra lingua». In realtà, l’articolo 12 del provvedimento, stando almeno alle bozze circolate ieri, questo requisito non lo esplicita, ma lo lascia dedurre. Quando specifica che si applica agli alunni della primaria che non sono italiani né nati in Italia e che non hanno due anni di scuola dell’infanzia alle spalle e a quelli di medie e superiori che ne hanno invece seguiti tre e sono anche stati promossi.

Corsi d’italiano

Per i nuovi arrivi la norma vale già da quest’anno, ma vengono stanziati 3,4 milioni per il 2027 e 14,1 per il 2028 che serviranno a finanziare eventuali attività extracurriculari di recupero in italiano. Come avviene già per oggi nelle classi dove si supera il 20% di alunni neoarrivati in Italia. In caso di overbooking saranno i presidi e gli Uffici scolastici territoriali, che dovranno anche nominare un referente delle iscrizioni, a trovare una scuola di prossimità.

La stretta sui genitori

Il requisito della conoscenza dell’italiano viene invece esplicitato a proposito dell’intervento per i casi in cui le barriere linguistiche dei genitori stranieri costituiscano un ostacolo al dialogo con la scuola, con ricadute negative sul percorso di crescita e di apprendimento dei minori. Qui in particolare, si prevede che l’istituzione scolastica segnali ai servizi sociali territorialmente competenti tali situazioni in modo che venga prescritta ai genitori la frequenza di un percorso di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, erogato gratuitamente dai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia). In caso di rifiuto scatta anche qui la sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro. E non l’allontanamento dalla famiglia, come circolato nelle prime bozze, eppoi stralciato dopo le interlocuzioni con il Colle.

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Latino dalla seconda media

Completa il pacchetto di novità, l’arrivo, dall’anno scolastico 2027/28, del latino (facoltativo) a partire dalla seconda media, come previsto dalle nuove indicazioni nazionali: si tratta di un’ora aggiuntiva di insegnamento per un totale di 33 ore annue.

Cambio nome per istituti tecnici e professionali

E ancora: dopo averne discusso a lungo, e accogliendo una storica richiesta di Confindustria, arriva la nuova denominazione degli istituti tecnici e professionali: i primi si chiameranno «Licei tecnologici», i secondi «Licei professionali», sancendo così «pari dignità culturale ed educativa» tra tutti i saperi. Si stanziano anche 10 milioni in più per rafforzare la nuova formativa filiera tecnologico-professionale (il cosiddetto modello 4+2).

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