La stretta del governo

Via libera al Dl scuola in Cdm: fino a mille euro di multa per burqa e niqab, tetto del 30% per le prime classi

Ok del Consiglio dei ministri alla stretta del governo: salta l’allontanamento dalla famiglia se i genitori non studiano l’italiano

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Aggiornato il 24 settembre 2026, ore 18:11

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Il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. (Ansa)

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Stretta sull’uso del velo integrale nelle scuole. Per effetto di un Dl approvato in Cdm - lo stesso provvedimento che darà forza di legge al tetto del 30% nelle classi prime per gli studenti stranieri che non conoscono ancora la nostra lingua - sia il niqab che il burqa saranno vietati. E la sanzione elevabile dal prefetto su segnalazione dei dirigente scolastico potrebbe arrivare a 1.000 euro. A prevederlo è una bozza del provvedimento circolata poco prima dell’inizio della riunione a Palazzo Chigi.

Il tetto del 30%

Il testo che Il Sole 24 Ore ha avuto modo di visionare conferma quanto anticipato anticipato nei giorni scorsi su questo giornale. A partire dalla soglia del 30% di alunni stranieri nella formazione delle classi che si baserà sulla conoscenza o meno dell’italiano; riguarderà gli studenti provenienti dall’estero (senza distinguere tra Ue ed extra-Ue) che si iscriveranno in prima nel 2027/28 e anche i nuovi arrivi di quest’anno senza però disarticolare le classi già formate. Una previsione che, insieme alle risorse aggiuntive già per il 2027 (3,5 milioni più 14 per il 2028, per un totale di 17,5), serve a garantire i requisiti di necessità e urgenza indispensabili per un Dl e andare così incontro ai rilievi del Quirinale emersi durante i numerosi incontri dei giorni scorsi tra i tecnici del Mim, di Palazzo Chigi e del Colle.

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Le deroghe

Insieme al tetto il Dl introdurrà anche alcune deroghe. A partire dai due anni già trascorsi nella scuola dell’infanzia per chi si iscrive alla primaria, che diventano tre negli altri gradi d’istruzione (medie o superiori) diventano tre. Non solo. Lo stesso meccanismo per applicare il tetto prevede un’altra deroga. Se la scuola, in prima battuta, o l’Usr, in seconda, non riusciranno a trovare un istituto di prossimità (come già avviene per iscrizioni in esubero) oppure non si potranno mettere in campo soluzioni organizzative compatibili con l’esercizio del diritto di istruzione, le nuove norme non varranno. Qui c’è un’aggiunta in più: per aiutare proprio queste scuole il Dl stanzia come abbiamo visto 17,5 milioni di euro per far scattare i corsi di potenziamento linguistico o un aumento dei docenti di italiano in organico.

La scelta ricalca la misura già in vigore dal 2025/26 che prevede l’affiancamento di un migliaio (di cui oltre 750 al primo ciclo) di docenti dedicati al potenziamento dell’italiano per stranieri nelle classi dove i nuovi arrivati in Italia siano il 20% o più (o che non sono in possesso delle competenze linguistiche di base, almeno pari al livello A2).

Le due misure, di fatto, si incrociano. Se si supera il limite già in vigore del 20% di stranieri nuovi arrivati già oggi scatta l’insegnante in più; se si supera invece la soglia aggiuntiva del 30% di non italiano con scarsa conoscenza della nostra lingua (e non sono praticabili smistamenti in altre classi o scuole, ndr) partiranno le attività di potenziamento linguistico finanziate dalle risorse in arrivo.

Le altre misure

La bozza di Dl conferma poi i corsi di italiano per i genitori con figli in situazioni di ritardo educativo grave, coinvolgendo servizi sociali e centri di istruzione per adulti (i Cpia). Mentre sarebbe uscito dal testo l’allontanamento del minore dalla famiglia su decisione del Tribunale per i minorenni prevista in una versione intermedia del testo.

Confermato infine anche il cambio di denominazione per istituti tecnici e professionali, che diventerebbero «licei». Così come una serie di rifinanziamenti per circa 170 milioni per rafforzare alcuni ambiti in sofferenza (ispettori, segreterie scolastiche eccetera) e gratificare i docenti. Prorogando compiti e retribuzioni aggiuntive per i docenti tutor e orientatori. Tra questi spiccano anche 4 milioni per le iniziative di contrasto al cyberbullismo.

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