Debito pubblico e risparmio: perché all’Italia serve il modello dei Money Market Fund
L’acquisto dei titoli del debito pubblico da parte dei nostri risparmiatori appare una prospettiva ottimale che consentirebbe di ridurre le ansie sul tema da parte dei responsabili della gestione di esso
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Gentile direttore,
ho letto con molto interesse l’articolo di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, pubblicato dal vostro quotidiano il 28 aprile 2026 sulla gestione del debito pubblico.
In esso si suggerisce di imitare, anche in Italia, il modello americano di raccolta del risparmio – da parte di un ente finanziario, il Money Market Fund (MMF) – per convogliarlo su titoli pubblici a breve e brevissimo termine; ovviamente l’MMF ci acquista titoli a medio e lungo termine con più alto tasso di rendimento.
Così tutti e tre i soggetti coinvolti rimangono soddisfatti: i risparmiatori hanno una remunerazione “sicura” e superiore al rendimento dei depositi o dei conti correnti (ma possono recuperare liquidità quando vogliono); lo Stato piazza i suoi titoli agli interessi correnti; l’intermediario guadagna la differenza tra i rendimenti a breve e a lungo termine.
Una cosa del genere sarebbe possibile ed auspicabile anche in Italia, dove gli operatori che già possono agire in tal senso esistono e sono le banche stesse che, storicamente, fin dal lontano Medioevo, si giostrano tra esaudire le richieste di liquidità immediata dei loro clienti e garantire fiducia nella futura realizzazione dei crediti a più lungo termine.








