De Manincor, le cucine degli chef stellati: ecco come sono e come funzionano
L’azienda trentina nata nel 1828, 11 milioni di euro di ricavi, realizza oggetti in acciaio per ristoranti e alberghi di lusso in tutto il mondo
di Luca Orlando
3' di lettura
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«Provi a tenerla in mano, capirà perché non si rompe mai». L’anta che il manager ci porge, di dimensioni standard per un pannello di chiusura di un pensile, pesa in effetti svariati chili, rappresentando però solo un dettaglio all’interno del prodotto più ampio che l’azienda realizza.
Partita nel lontano 1828 con le cucine a legna, la trentina De Manincor si è spostata nel tempo sulla fascia altissima di gamma, sia per l’utilizzo domestico che per quello professionale.
Arrivata alla quinta generazione imprenditoriale, De Manincor esporta la metà del proprio business, che vale 11 milioni di euro, il massimo storico. Ricavi realizzati con gli oggetti che vediamo esposti davanti a noi nel Salone del Mobile a Milano, piani cottura in acciaio lavorato che possono contenere sia fuochi standard a gas che piani ad induzione elettrici.
Decine di chef stellati hanno scelto e continuano a selezionare questi impianti, come testimonia il lungo elenco di nomi visibile all’interno dello stand, ristoranti in Italia e all’estero che puntano su queste tecnologie, per progetti che possono arrivare a costare anche 300mila euro, mentre il segmento diretto al cliente domestico, comunque di fascia alta, vede isole cottura e impianti di costi variabili tra i 20 e i 70mila euro.
“Isole” personalizzate
Costi legati ai materiali utilizzati, dove regna incontrastato l’acciaio, ma che devono tenere conto anche di una progettazione customizzata, dove ogni isola prevede una personalizzazione specifica. Altra particolarità è quella di prevedere impianti tecnici costruiti ad hoc e accessibili in un unico “blocco”, rendendo più agevoli e rapidi gli interventi di manutenzione.







