Tariffe commerciali

Dazi, Bessent: «Oltre 50 Paesi vogliono negoziare con Usa». Von der Leyen a Starmer: «Trattiamo, pronti a rispondere»

La presidente della Commissione Ue e il primo ministro Uk hanno discusso i preparativi per il prossimo vertice Ue-Regno Unito del 19 maggio, che offrirà un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione Ue-Regno Unito in settori chiave, tra cui la sicurezza e la difesa, il commercio e l’economia

 Donald Trump con il documento "Foreign Trade Barriers"

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Colloquio telefonico tra la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il primo ministro britannico Keir Starmer sul dossier tariffe. Von der Leyen ha espresso la propria “profonda preoccupazione” per i dazi che - ha sottolineato - “rappresentano un punto di svolta importante per gli Stati Uniti”. Von der Leyen “ha ribadito l’impegno dell’Ue nei negoziati con gli Stati Uniti, chiarendo al contempo che l’Ue è pronta a difendere i propri interessi attraverso contromisure proporzionate, se necessario.”

“Allo stesso tempo, ha sottolineato la sua determinazione a collaborare con i partner per rispondere a questa nuova realtà dell’economia globale, riconoscendo che ogni partner commerciale agirà secondo le proprie priorità”, si legge in una nota della Commissione. La presidente e il primo ministro hanno discusso i preparativi per il prossimo vertice Ue-Regno Unito del 19 maggio, che offrirà un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione Ue-Regno Unito in settori chiave, tra cui la sicurezza e la difesa, il commercio e l’economia.

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La Presidente ha confermato che incontrerà il primo ministro a Londra il 24 aprile, in occasione del Vertice internazionale sul futuro della sicurezza energetica a Lancaster House.

Vietnam: chiede rinvio di “almeno 45 giorni” dei super dazi Usa

Intanto, il Vietnam ha chiesto un rinvio dell’ultimo minuto dell’applicazione dei super dazi doganali voluti da Washington. Gli Stati Uniti hanno infatti imposto nuove tariffe del 46% al Paese del sud-est asiatico che entreranno in vigore il 9 aprile e che potrebbero minacciare la sua economia. Secondo quanto riportato dall’Afp, che cita una lettera ufficiale, il leader del Vietnam, il segretario generale del Partito Comunista To Lam, ha chiesto a Trump “almeno 45 giorni” per applicare la nuova tariffa del 46%.

Nella lettera, To Lam ha dichiarato di aver nominato il vice primo ministro Ho Duc Phoc come principale contatto con gli Stati Uniti sulla questione, “con l’obiettivo di raggiungere un accordo il prima possibile”. Il leader ha inoltre dichiarato di sperare di incontrare Trump a Washington entro la fine di maggio per finalizzare l’accordo. Nonostante la sfida posta dai dazi statunitensi e il rallentamento della crescita nel primo trimestre dell’anno (+6,93% contro +7,55% dell’ultimo trimestre 2024) il primo ministro vietnamita Pham Minh Chinh ha dichiarato che l’obiettivo del Paese di una crescita di “almeno l’8%” quest’anno rimane sulla buona strada.

Casa Bianca: Russia esclusa da dazi per trattative su Ucraina

La Russia non è stata inclusa nella lista dei Paesi contro cui gli Stati Uniti stanno imponendo dazi, visto che Washington è attualmente impegnata in negoziati con Mosca per risolvere il conflitto in Ucraina. Lo ha affermato Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca.

“Ovviamente, c’è una negoziazione in corso con la Russia e l’Ucraina e penso che il presidente [Donald Trump] abbia preso la decisione di non confondere le due questioni. Questo non significa che la Russia sarà trattata in modo completamente diverso rispetto a qualsiasi altro Paese”, ha detto Hassett.

Bessent, nessuna ragione per temere una recessione

Il presidente Donald Trump e la sua amministrazione stanno “costruendo i fondamenti economici a lungo termine per la prosperità”, “non vedo alcun motivo per cui si debba prezzare una recessione”. Così il segretario al Tesoro americano Scott Bessent durante un’intervista a Nbc News ha liquidato le preoccupazioni degli americani riguardo una possibile imminente recessione e allo stato dei loro piani pensionistici. Bessent ha definito una “falsa narrazione” quella secondo cui gli americani prossimi alla pensione potrebbero essere reticenti a farlo dopo che i loro risparmi pensionistici potrebbero essere diminuiti questa settimana a causa del crollo del mercato azionario.

“Gli americani che vogliono andare in pensione adesso, gli americani che hanno messo da parte per anni nei loro conti di risparmio, penso che non guardino alle fluttuazioni quotidiane”, ha detto, sottolineando che ”le persone hanno una visione a lungo termine”. Ieri su alcune testate americane erano circolate voci di possibili imminenti dimissioni di Bessent, a causa di opinioni divergenti in materia economica con il presidente Trump. Voci che finora non hanno avuto alcun riscontro, al contrario, il Segretario del Tesoro sembra allineato con la visione del presidente.

Bessent: «Accordi su dazi? Deciderà Trump ma non saranno rapidi»

Bessent ha detto che spetta a Donald Trump decidere se negoziare o meno sui dazi, ma ha messo in guardia dall’aspettarsi accordi rapidi. “Beh, penso che sarà una decisione del presidente Trump a posso dirvi che, come solo lui sa fare in questo momento, ha creato la massima leva per se stesso. E più di 50 paesi hanno contattato l’amministrazione per abbassare le loro barriere commerciali non tariffarie, abbassare le loro tariffe, fermare la manipolazione valutaria. E... sapete, sono stati cattivi attori per molto tempo. E non è il genere di cose che si possono negoziare in giorni o settimane”. Bessent ha anche minimizzato la potenzialità delle tariffe di causare inflazione, dicendo che c’è una differenza tra un “adeguamento dei prezzi una tantum” come risultato di tasse di importazione più elevate e aumenti dei prezzi “costanti”. Ha anche definito il calo del mercato azionario un “adeguamento” che non significa necessariamente ci si stia avvicinando ad una recessione. “Chissa’ come reagirà il mercato tra un giorno, tra una settimana? Ciò a cui stiamo guardando è la costruzione dei fondamentali economici a lungo termine per la prosperità”, ha affermato.

Dazi: funzionario Trump, «oltre 50 Paesi vogliono negoziare con Usa»

Oltre 50 Paesi hanno contattato la Casa Bianca per trattare sul piano commerciale dopo l’annuncio dei dazi da parte del presidente, Donald Trump. Lo ha annunciato il direttore del National Economic Council della Casa Bianca, Kevin Hassett, in dichiarazioni rilasciate ad Abc News. Questi Paesi stanno cercando di farsi avanti “perché capiscono che sono loro che devono farsi carico di gran parte delle tariffe”, ha spiegato.

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