Commissione Ue

Dazi, pronta la lista Ue di contromisure per 100 mld se non ci sarà intesa con gli Usa

Nella lista compaiono industria aeronautica, veicoli a motore e componentistica, agro-alimentare, chimica e plastiche ed equipaggiamenti elettrici

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Se i negoziati con gli Stati Uniti non produrranno un risultato «reciprocamente benefico» e «la rimozione dei dazi americani» la Commissione europea intende rispondere con contromisure che colpiscono importazioni dagli Usa di beni industriali e agricoli per 95 miliardi di euro oltre a restrizioni su certe esportazioni Ue verso gli Usa di rottami di acciaio e prodotti chimici per 4,4 miliardi di euro.

Bruxelles ha avviato la consultazione pubblica sulla lista dei beni che potrebbero essere sottoposti alle contromisure, consultazione rivolta a reagire sia ai dazi «universali» americani che alle tariffe commerciali su auto e componentistica. Nel 2024 gli Usa hanno raccolto circa 7 miliardi di tariffe sulle esportazioni della Ue; la Commissione stima che gli Usa possono incassare cento miliardi di euro se tutte le indagini americane in corso risultassero in dazi.

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Lista definitiva ancora in cantiere

Nella lista compaiono industria aeronautica, veicoli a motore e componentistica, agro-alimentare, chimica e plastiche, equipaggiamenti elettrici. Non compaiono i servizi, nei quali gli Usa hanno un netto vantaggio commerciale e sui quali ci sono divergenze tra i governi europei.

Più in dettaglio, spulciando nelle 217 pagine della lista sottoposta a consultazione pubblica, partendo dall’inizio, si va dai cavalli ai bovini e ai bufali, ai tagli di manzo disossati congelati, di spalla e di petto, al pesce congelato, alle verdure conservate, alle frutta fresca, conservata e secca, ai semi di cereali, al riso, alla farina e semolino di soia, frutta e agrumi preparati e conservati, succhi vari, birra, vino, liquori, whisky.

Per quanto riguarda il settore industriale nella lista appaiono per esempio materiale fotografico, erbicidi, disinfettanti, reagenti per diagnostica da laboratorio, polipropilene e copolimeri di propilene in forme primarie, polimeri acrilici. Poi bauli, valigie, beauty-case, cartelle portadocumenti, carta e cartone, cotone, articoli in marmo, vetro, forni per la produzione di materiali semiconduttori, prodotti laminati piatti di ferro o di acciaio non legato, barre e vergella laminati a caldo, del tipo utilizzato per l’armatura del calcestruzzo, lamiere stirate, di ferro o di acciaio, catene di protezione per autoveicoli, rottami di alluminio, utensili di metallo, tipi di tubi in ferro e acciaio, turbine a gas, componenti motori, gru di carico e autocarri semoventi, tipi di presse e altri macchinari necessari per industria meccanica, tessile e agroalimentare, unità di memorizzazione su disco rigido per macchine automatiche per l’elaborazione dell’informazione, valvole, eliche di navi, motoristica, pile e batterie al litio, veicoli a motore (compresi i trattori), componentistica auto, aeroplani ed elicotteri, navi da crociera, imbarcazioni da escursione.

Anche smartphone tra possibili contro-dazi Ue

A rischio controdazi anche gli smartphone, come l’iPhone della Apple. Il relativo codice doganale (8517.13.00) compare nella lista di migliaia di prodotti pubblicata sul sito della Commissione europea.

La lunga lista pubblicata da Bruxelles non corrisponderà automaticamente alla lista definitiva che sarà formalizzata e poi decisa dagli Stati nel caso in cui non ci sarà un accordo commerciale.

Von der Leyen: «Vogliamo intesa con Usa ma pronti a tutto»

«I dazi stanno già avendo un impatto negativo sulle economie globali. L’Ue rimane pienamente impegnata a trovare soluzioni negoziate con gli Stati Uniti. Riteniamo che si possano concludere buoni accordi a vantaggio dei consumatori e delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. Allo stesso tempo, continuiamo a prepararci a tutte le possibilità e la consultazione avviata oggi ci aiuterà a orientarci in questo lavoro necessario». Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo la presentazione della nuova lista di controdazi da 100 miliardi di euro nei confronti degli Stati Uniti.

In arrivo ricorso Ue al Wto contro i dazi reciproci di Trump

Oltre al pacchetto dei controdazi, l’Ue percorrerà anche la strada del contenzioso. Per questo a breve presenterà “presto” un ricorso formale all’Organizzazione mondiale del commercio contro gli Stati Uniti, contestando i dazi annunciati da Trump. “L’Ue è fermamente convinta che questi dazi rappresentino una violazione palese delle regole fondamentali del Wto”, si legge in una nota della Commissione. “L’obiettivo è riaffermare che le norme concordate a livello internazionale sono importanti e non possono essere ignorate unilateralmente da alcun membro del Wto, compresi gli Usa”.

Wp, Usa promuovono accesso a Starlink per allentare misure

Mentre i dazi di Donald Trump impongono ai Paesi colpiti di trovare soluzioni e contromisure, diversi governi sembrano intenzionati a rispondere aprendo le porte a Starlink, il servizio satellitare di Elon Musk. Secondo un’inchiesta del Washington Post, il Lesotho, l’India, la Cambogia e altri Paesi avrebbero concesso licenze e agevolazioni al colosso di SpaceX nel tentativo di alleggerire la pressione tariffaria e migliorare i rapporti con Washington. I documenti ottenuti dal quotidiano rivelano come il Dipartimento di Stato stia attivamente promuovendo Starlink all’estero, anche su impulso del segretario Marco Rubio. A meno di due settimane dall’annuncio di dazi del 50% su beni provenienti dal Lesotho, il governo del piccolo Stato africano ha concesso a Starlink la sua prima licenza per servizi internet, valida dieci anni. Una scelta che, secondo un memo del Dipartimento di Stato, rappresenterebbe un segnale di “buona volontà” da parte del Paese nei negoziati per un accordo commerciale con gli Stati Uniti.

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