Dazi, Orsini: «Mantenere calma, non possiamo compromettere mercati finanziari»
Impatti dei dazi e svalutazione del dollaro rischiano di colpire duramente l'export italiano. Per l’Unione italiana vini i dazi del 30% equivalgono a un embargo dell’80% sul vino italiano
di Redazione online
13' di lettura
I punti chiave
- Confindustria Moda, minaccia seria per industria italiana della moda
- Cattani (Farmindustria): «Oltre 4 mld di costi con tariffe al 30%, fiducia in negoziati»
- Federalimentare: intollerabile il 30%
- Frescobaldi (Uiv), da dazi al 30% un embargo per 80% vino Italia
- Ponti (Federvini), misura gravissima e ingiustificata, risposta immediata
- Dazi: Confartigianato, a rischio 17,8 miliardi export Pmi verso gli Usa
- Confagricoltura: 30% inaccettabile, l’Europa agisca unita
- Coldiretti, 30% dazi colpo mortale che costerà oltre 2,3 miliardi
- Confcommercio: «Su dazi ora negoziare, negoziare, negoziare»
- Confcooperative, 30% è colpo da ko tecnico per export e distretti produttivi
- Legacoop agroalimentare, 30% inaccettabile, occorre risposta adeguata da Ue
- FederlegnoArredo: «Allarmati da dazi ma evitare uno scontro»
- Berni (Grana Padano), speriamo che Meloni faccia fare passi indietro a Trump
- Cgia: costo fino 12 mld, Milano-Firenze territori più esposti
- Dazi: Gay (UiTo), ‘nervi saldi e unità, serve posizione europea unanime’
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Sull’imposizione di dazi del 30% sulle esportazioni dell’Ue verso gli Usa “ora serve mantenere tutti la calma e avere i nervi saldi. Non possiamo compromettere i nostri mercati finanziari. E’ ovvio che la lettera arrivata dagli Stati Uniti è una sgradevole volontà di trattare”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commenta in una nota la decisione degli Usa di applicare dazi al 30% per i prodotti importati dall’Ue dal primo agosto, annunciata in una lettera del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Per Confindustria Veneto, “se non ci sono le condizioni per trattare ulteriormente, questi dazi al 30% sommati alla situazione del dollaro saranno difficilmente sostenibili da molti comparti della nostra industria. Ue e Governo italiano dovranno intervenire con misure concrete per sostenere la competitività delle nostre imprese: investimenti e accesso al credito, alleggerimento burocratico e fiscale oltre alla definizione della politica energetica”. Lo afferma Raffaele Boscaini, presidente Confindustria Veneto commentando la lettera del presidente degli Usa, Donald Trump alla Ue che prevede l’imposizione di dazi al 30% a partire dal primo agosto.
Confindustria Moda, minaccia seria per industria italiana della moda
“I dazi imposti dagli Stati Uniti rappresentano una minaccia seria per l’industria italiana della moda, già colpita da tariffe elevate sui prodotti. Un ulteriore aumento metterebbe in difficoltà l’intera filiera, dai materiali alla produzione e distribuzione, con effetti globali sui costi e sui consumi sia diretti che indiretti. Tuttavia, questa sfida può diventare anche un’opportunità per rafforzare filiere innovative e sostenibili e per spingere sul nearshoring, ricostruendo produzioni più vicine in Italia e nel Mediterraneo e creando nuovi legami commerciali come quello con il Mercosur”. Ad affermarlo in una nota è Luca Sburlati, Presidente Confindustria Moda, su dazi Usa al 30% per Ue. “Condividiamo pienamente quanto affermato dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, sulla necessità di mantenere la calma e i nervi saldi. Ora serve un’azione decisa: l’Europa deve muoversi unita, e l’Italia dotarsi finalmente di una politica industriale chiara per difendere il primato del Made in Italy”, sottolinea ricordando che nel 2024 “il settore Tessile & Abbigliamento ha esportato verso gli Stati Uniti beni tessili e di abbigliamento per oltre 2,75 miliardi di euro. È il terzo mercato di sbocco per l’export del comparto”.
Cattani (Farmindustria): «Oltre 4 mld di costi con tariffe al 30%, fiducia in negoziati»
I dazi al 30% annunciati da Donald Trump dal 1 agosto, “potrebbero pesare per oltre 4 mld per il settore farmaceutico italiano, considerando la svalutazione attuale del dollaro”. Così all’Adnkronos Salute il presidente di Farmindustria Marcello Cattani che però rimane fiducioso rispetto al lavoro diplomatico dell’Europa e del Governo italiano, “siamo convinti che la negoziazione del commissario Maros Sefcovic arriverà ad un risultato positivo rispetto a smentite, annunci, controannunci che - prosegue - abbiamo registrato in questi mesi arrivare dagli Usa”. I dazi rispetto all’export europeo di farmaci e vaccini in Usa, “sono un danno economico immediato per i cittadini americani - ricorda Cattani - con un aumento dei prezzi e dei costi delle assicurazioni e l’effetto dello spostamento della ricerca e dello sviluppo di nuove molecole in Cina”. “Il buon senso deve prevalere perché il settore farmaceutico è centrale per l’economia europea, rappresenta il primo per saldo positivo e difenderlo deve essere l’obiettivo numero uno della Commissione Ue - rimarca Cattani - si deve puntate ad arrivare ad uno 0-0 rispetto alle richieste che arrivano dagli Usa.
Federalimentare: intollerabile il 30%
“Ogni dazio fa male al commercio e avremmo preferito un’area di libero scambio euroatlantica, a dazi zero: l’imposizione di un dazio al 30% supera ogni soglia di tollerabilità per le imprese, aumentando il rischio di un calo significativo delle esportazioni, anche alla luce dell’attuale svalutazione del dollaro”. Così il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, sulla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di dazi al 30% su tutti i prodotti europei in entrata negli Stati Uniti dal primo agosto.








