Data center, dal procedimento unico ai tempi più celeri: così il governo punta a spingere il settore
L’accelerazione è contenuta nel nuovo decreto Energia al quale sta lavorando il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
3' di lettura
I punti chiave
- 1) Quale iter sarà previsto per i data center?
- 2) Chi rilascerà l’autorizzazione?
- 3) La funzione di autorità competente potrà essere delegata?
- 4) Quale documentazione dovrà essere presentata dagli operatori?
- 5) Quanto durerà il procedimento unico?
- 6) Quando viene rilasciata l’autorizzazione?
- 7) Per i progetti considerati strategici sarà fissato un iter più rapido?
- 8) Cosa succede ai progetti con le autorizzazioni ambientali quando entrerà in vigore il Dl?
- 9) Cosa si verifica in assenza dei titoli abilitativi necessari?
- 10) Qual è la regione competente se le opere di connessione ricadono su più territori?
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In arrivo iter semplificati e tempi più celeri per autorizzare l’operatività dei centri di elaborazione dati (data center). Il cambio di passo è contenuto nel nuovo decreto Energia al quale sta lavorando il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e che punta ad assicurare una gestione più efficiente e coordinata delle pratiche autorizzative e, al contempo, a garantire il rispetto degli standard ambientali e di sicurezza. Ma che cosa prevedono nello specifico le nuove regole in arrivo? Ecco tutte le novità in dieci domande e risposte.
1) Quale iter sarà previsto per i data center?
Per accelerare le procedure di rilascio di tutte le autorizzazioni destinate a far funzionare un data center, viene introdotto un procedimento unico in linea con quanto previsto dalla normativa europea e con gli indirizzi in tema di sviluppo delle tecnologie digitali in un’ottica di competitività.
2) Chi rilascerà l’autorizzazione?
Secondo il provvedimento allo studio del Mase, l’autorizzazione per i data center e le relative reti di connessione di utenza al sistema elettrico nazionale, di qualunque tensione nominale esse siano (quindi elettrodotti di tensione nominale fino a 380 kV compreso), sarà rilasciata, all’interno di un procedimento unico, dall’autorità competente per l’autorizzazione integrata ambientale: fino a 300 megawatt la regione (o la provincia), al di sopra di tale soglia il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
3) La funzione di autorità competente potrà essere delegata?
Sì, ma entro certi confini. Il decreto stabilisce, infatti, che non potrà essere delegata a enti sub provinciali. L’obiettivo è chiaro: garantire una supervisione centralizzata e competente nel rispetto delle normative ambientali ed evitare che questa tipologia di procedimenti gravino sui Comuni, che possono avere difficoltà strutturali e tecniche e carenza di professionalità ambientali adeguate.
4) Quale documentazione dovrà essere presentata dagli operatori?
Il proponente dovrà presentare un’istanza completa di tutta la documentazione necessaria al rilascio dei permessi, delle autorizzazioni, delle intese e dei concerti previsti dalle normative settoriali. In questo modo, sarà possibile una valutazione complessiva del progetto all’interno del procedimento unico.








