Food&beverage

Danone punta sull’health food: acquisita l’australiana Made Group

L’operazione avrebbe un valore prossimo ai 2 miliardi di dollari australiani, pari a circa 1,4 miliardi di dollari, secondo le indiscrezioni di stampa

di Monica D'Ascenzo

REUTERS/Stephanie Lecocq/File Photo

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Danone rafforza la propria presenza nel mercato globale degli alimenti funzionali e ad alto contenuto proteico con l’acquisizione di Made Group, società australiana specializzata nella produzione di bevande salutistiche e latticini, rilevata dal fondo di private equity TPG Capital. L’operazione, secondo quanto riportato dall’Australian Financial Review, avrebbe un valore prossimo ai 2 miliardi di dollari australiani, pari a circa 1,4 miliardi di dollari statunitensi. Il gruppo francese non ha tuttavia comunicato i dettagli finanziari dell’accordo nel comunicato diffuso oggi.

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Al contempo Danone ha annunciato l’acquisizione del restante 49% della joint venture attiva nei prodotti lattiero-caseari freschi detenuta insieme a Saputo Dairy Australia. Entrambe le operazioni dovrebbero essere perfezionate nella seconda metà dell’anno, consolidando ulteriormente la posizione del gruppo nel mercato australiano.

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L’investimento si inserisce nella strategia di crescita di Danone nei segmenti a maggiore valore aggiunto del comparto alimentare. Il gruppo è infatti tra i pochi grandi operatori internazionali ad aver beneficiato in modo significativo dell’espansione della domanda globale di prodotti salutistici e ricchi di proteine. In particolare, il mercato degli yogurt ad alto contenuto proteico ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita tali da mettere sotto pressione la capacità produttiva dell’azienda.

L’operazione segue inoltre l’accordo annunciato a inizio anno per l’acquisizione di Huel, marchio britannico specializzato nei meal replacement e sostenuto da diversi investitori e testimonial di primo piano. Il perfezionamento dell’operazione resta subordinato alle necessarie autorizzazioni regolamentari.

Sulla piazza di Parigi il titolo Danone sale di oltre l’1%, ma il saldo da inizio anno resta negativo per oltre il 13%.

La società target

Made Group è uno dei principali operatori australiani nel comparto delle bevande orientate al benessere e controlla alcuni dei marchi più noti del settore, tra cui l’acqua di cocco Cocobella, gli shake proteici Rokeby, i succhi spremuti a freddo Impressed e le bevande arricchite NutrientWater.

Fondata nei primi anni Duemila da un gruppo di imprenditori con l’obiettivo di offrire alternative più salutari alle tradizionali bevande zuccherate, Made Group ha costruito nel tempo un portafoglio di marchi fortemente orientati al benessere e alla nutrizione funzionale. Il primo brand sviluppato dall’azienda, NutrientWater, è stato il primo prodotto di acqua arricchita con vitamine a essere commercializzato in Australia.

Negli anni successivi il gruppo ha ampliato la propria offerta con il lancio dell’acqua di cocco Cocobella nel 2010, l’espansione di Rokeby Farms nel segmento degli yogurt probiotici e degli smoothie proteici e, successivamente, con i succhi spremuti a freddo a marchio Impressed.

Sul fronte dell’azionariato, nel 2018 Coca-Cola aveva acquisito una partecipazione di minoranza nella società. La quota è stata poi ceduta in occasione dell’ingresso di TPG Capital, che nel 2021 ha rilevato il 60% del capitale, accompagnando la crescita del gruppo fino all’attuale cessione a Danone.

L’attivismo del settore

Il settore globale Food & Beverage sta vivendo una ripresa dell’attività di M&A, con gli operatori tornati attivamente sul mercato delle operazioni straordinarie. Il valore complessivo delle transazioni è aumentato del 9% nel 2025, raggiungendo 110,9 miliardi di dollari, in un trend di crescita rispetto ai 59,4 miliardi del 2022. Le prospettive per il 2026 e il 2027, secondo gli analisti, restano cautamente positive, sostenute da un contesto di tassi d’interesse più favorevoli e dalla necessità delle aziende di ottimizzare i portafogli. La convergenza tra food, salute e tecnologia, inclusi nuovi modelli nutrizionali e supply chain guidate dall’intelligenza artificiale, sta inoltre ampliando le opportunità di investimento nel settore.

Dai numeri emergono segnali incoraggianti. Nel primo trimestre del 2026 sono state annunciate 60 operazioni nel settore Food & Beverage, in aumento del 5% rispetto al quarto trimestre 2025 e del 20% su base annua rispetto al primo trimestre 2025. La crescita conferma il ritorno della fiducia nel settore dopo il minimo decennale registrato nel 2025, con una ripresa progressiva dell’attività di M&A.

Nei dodici mesi terminati al 31 marzo 2026, le operazioni sono state 249, con una forte prevalenza di acquirenti strategici (79% del totale), soprattutto guidati da obiettivi di diversificazione e ottimizzazione della supply chain. Il trend riflette un rinnovato interesse sia da parte di buyer strategici sia di investitori finanziari, con ulteriore accelerazione attesa nella seconda metà del 2026 e nel 2027.

Le operazioni nel mid-market

Lo scorso anno, il segmento mid-market del Food & Beverage ha raggiunto un valore complessivo di 20,4 miliardi di dollari, in crescita dell’1% su base annua, secondo i dati di un report di Bakertilly International. Il dato, pur contenuto, resta sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni, ma si colloca al di sotto della performance del mid-market globale (tutti i settori), dove il valore delle operazioni è aumentato del 7% nello stesso periodo.

M&A nel food and beverage

Dati relativi al 2025

Fonte: Bakertilly International

Sul fronte dei volumi, il comparto ha registrato una lieve contrazione dell’1%, in netta divergenza rispetto alla crescita del 4% osservata nel mid-market più ampio. Il quadro complessivo indica quindi una fase di ripresa ancora prudente, con il settore che procede in un percorso di normalizzazione più graduale rispetto al resto del mercato, caratterizzato da un miglioramento del valore degli investimenti ma da una dinamica ancora debole sul numero delle transazioni.

Le prime indicazioni relative al primo trimestre del 2026 suggeriscono tuttavia una prosecuzione di questo trend, con il mid-market F&B che mantiene un andamento stabile e una traiettoria di crescita moderata. Le prospettive per il resto dell’anno restano improntate a una cauta fiducia, in un contesto che continua a essere influenzato da incertezze geopolitiche ed economiche. Nonostante la complessità dello scenario macro, gli operatori di mercato evidenziano un interesse costante per gli asset Food & Beverage meglio posizionati, con una preferenza per target in grado di offrire leve di efficientamento operativo e una base clienti stabile e fidelizzata.

In Borsa multipli in compressione

Se si guarda all’andamento dei fondamentali in Borsa per il settore Food & Beverage, si evidenzia un progressivo processo di normalizzazione delle valutazioni, con una compressione diffusa dei multipli EV/Ebitda e un ritorno verso livelli più coerenti con le medie di lungo periodo. Il quadro che emerge dall’analisi dei principali sotto-segmenti evidenzia una crescente dispersione tra categorie difensive e comparti più ciclici o growth, in un contesto in cui il mercato sembra premiare sempre meno i temi e sempre più la qualità sostenibile dei flussi di cassa.

A livello aggregato, secondo il recente report di Kroll sul comparto, il multiplo mediano del settore si attesta a 9 volte il rapporto EV/Ebitda, ma con una significativa eterogeneità interna. In cima alla distribuzione fra i sotto-settori si colloca il comparto Confectionery/Snacks, che tratta a 19,4 volte, confermandosi il segmento a maggiore premio grazie alla resilienza della domanda, al pricing power strutturale e a un profilo difensivo che continua a essere altamente apprezzato dagli investitori.

Seguono i Non-alcoholic Beverages (12,9 volte) e il comparto Dairy (12,1 volte), entrambi caratterizzati da una natura relativamente difensiva ma con prospettive di crescita più contenute. Anche Ingredients (11,1 volte) e Specialty Pet (11,3 volte) mantengono multipli superiori alla media, sostenuti dalla crescente spesa nel segmento pet, che continua a beneficiare di dinamiche strutturali favorevoli.

Sotto la mediana si collocano invece i segmenti più maturi o esposti a dinamiche più cicliche. Il comparto Alcoholic Beverages è in linea con il settore a 9 volte, mentre General (8,6 volte), Produce (7,4 volte) e Better-for-You (7,1 volte) evidenziano una valutazione più contenuta. Particolarmente significativo il dato sul segmento “Better-for-You”, che pur rappresentando una delle narrative di crescita più forti degli ultimi anni mostra oggi una marcata compressione del multiplo, segnale di normalizzazione delle aspettative. Ancora più bassi i multipli di Protein Producers (6,6 volte) e Bakery (6,3 volte), comparti che scontano maggiore pressione sui margini e minore capacità di trasferimento dei costi.

Se si analizza l’evoluzione dei dati tra il 2022 e il 2026, emerge dallo studio una compressione generalizzata dei multipli in tutti i sotto-segmenti, con un ritorno progressivo verso livelli inferiori ai picchi post-inflazione. Il caso più evidente è proprio quello del segmento Better-for-You, passato da circa 17,2 volte a 7,1 volte, mentre il comparto Confectionery/Snacks, pur riducendo sensibilmente la propria valutazione da circa 21 volte a 12,5 volte, mantiene un premio relativo significativo rispetto al resto del settore. Anche Dairy e Bakery mostrano un percorso di normalizzazione più graduale ma strutturale, mentre il confronto con le medie storiche quinquennali suggerisce che diversi segmenti stiano oggi trattando in linea o al di sotto delle rispettive mediane, segnalando un contesto di mercato meno espansivo e più selettivo.

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