La norma

Dallo scontrino alla pubblicazione entro 30 giorni: le false recensioni online nel mirino della legge sulle Pmi

La stretta verterà su applicazioni come Tripadvisor e The Fork. Escluso il settore dell’e-commerce

di Letizia Giostra

False recensioni on line, stretta in vista

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Chi non butta l’occhio sul proprio smartphone per leggere i commenti dei clienti prima di andare al ristorante o di prenotare una vacanza? I numeri confermano che sia diventata ormai una abitudine consolidata quella di informarsi su un locale, verificando i feedback degli altri piuttosto che leggere la scheda del sito.

Ora il Parlamento dichiara guerra alle false recensioni online, approvando delle norme proprio per tutelare ristoratori e albergatori, ma anche i clienti dai giudizi fuorvianti. Dopo l’ok definitivo del Senato al ddl sulle Pmi, si attende soltanto la pubblicazione della Gazzetta.

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La norma riguarda il settore alberghiero e quello della ristorazione. Niente da fare per l’e-commerce per cui la stessa Amazon aveva avviato un processo in Italia contro una piattaforma che fabbricava recensioni false, per cui il Tribunale di Milano ne ha disposto la chiusura.

Quando una recensione è lecita secondo la norma

In base alla nuova legge sulle Pmi, che ha ricevuto il via libera definitivo dal Senato lo scorso 5 marzo, ma che attende la pubblicazione sulla Gazzetta, ci sono doversi criteri da rispettare affinchè la recensione online venga considerata come legittima. In primis, se pubblicata entro trenta giorni da chi ha personalmente ed effettivamente sperimentato il servizio o il prodotto.

Deve inoltre rispondere alle caratteristiche della struttura che offre il servizio e del locale in cui è avvenuta la consumazione, con una descrizione pertinente dell’esperienza vissuta. Infine, deve essere corredata di evidenze del rilascio di documentazione fiscale

La recensione invece non è lecita se sono trascorsi più di due anni dalla sua pubblicazione. Deve inoltre essere scritta dalla persona che ha personalmente sperimentato il prodotto o il servizio, poichè in caso contrario non sarebbe valida.

Infine, non deve derivare dalla promessa di sconti, vantaggi o incentivi offerti dal fornitore o altro intermediario. La norma proibisce infatti la compravendita, a qualsiasi titolo, anche tra imprenditori e intermediari, di recensioni on line, apprezzamenti e like. Un fenomeno alquanto diffuso per cui piattaforme come Tripadvisor hanno segnalato quasi 10.000 recensioni scritte in cambio di denaro.

Cosa cambia per chi è bersagliato da recensioni false

Il legale rappresentante della struttura o del locale può segnalare le recensioni non lecite ai cosiddetti Hosting Provider – i gestori delle piattaforme online - per rimuovere il commento dell’utente al servizio, come previsto dal Digital Services Act.

All’Autorità garante della concorrenza e del mercato spetta l’adozione di apposite linee guida per orientare le imprese sul rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online

Le Associazioni delle imprese turistiche possono richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile.

Il report di Tripadvisor

Nell’ultimo report con i dati relativi al 2024, Tripadvisor ha analizzato 31 milioni di recensioni pubblicate da 21 milioni di viaggiatori, bloccando 2,7 milioni giudicate false, un dato in aumento rispetto al 2023.

Ed è proprio l’Italia a posizionarsi quarta per le recensioni a pagamento per il paese di origine dell’utente con il 5,67% del totale.

La piattaforma ha rimosso oltre 200mila recensioni generate dall’intelligenza artificiale, a dimostrazione del fatto che anche le nuove tecnologie possano essere adoperate per aumentare la popolarità della tua attività o per chiudere la saracinesca della concorrenza.

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