Dallo scafo in vetroresina amagnetico al sonar, tutte le caratteristiche dei cacciamine italiani
C’è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili a essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz
di Andrea Carli
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C’è anche una fregata tra i mezzi approntati dalla Difesa, attualmente in porto in Italia, disponibili a essere inviati nel caso di un eventuale intervento di bonifica con due cacciamine e una nave logistica nello Stretto di Hormuz.
Affinché si verifichi l’invio - che avverrà solo in sicurezza - saranno necessarie tre condizioni: una tregua, quindi la cessazione delle ostilità nella stessa area, un mandato internazionale e infine l’autorizzazione del Parlamento. Ma quali sono le caratteristiche e i punti di forza dei cacciamine italiani? Alcune informazioni fornite dalla Marina Militare possono aiutare a rispondere a questa domanda. Moderni sensori di ricerca, veicoli filoguidati in grado di posare in vicinanza della mina un ordigno esplosivo idoneo a distruggere la stessa, e un team di operatori subacquei particolarmente addestrati costituiscono la spina dorsale della componente cacciamine.
Quante sono le cacciamine e le caratteristiche dell’equipaggio
Sono otto le unità cacciamine della classe “Gaeta” in dotazione della Marina, caratterizzate da elevati standard operativi grazie a processi di ammodernamento che hanno messo a disposizione degli equipaggi sensori per la ricerca delle mine, oltre che sistemi di comando e controllo e di comunicazione. L’equipaggio è composto da circa quaranta persone, cui si aggiunge un team di operatori del gruppo operativo subacquei (GOS) del COMSUBIN della Marina Militare.
Dai sonar all’identificazione ottica delle mine
I cacciamine possono contare su sistemi particolarmente sofisticati. Tra questi, sonar a profondità variabile per la ricerca e classificazione delle mine, molto efficace fino a quote di oltre 400 metri per questo tipo di target (con oggetti più grandi può essere efficace anche oltre i 1000 metri). Hanno un veicolo autonomo subacqueo REMUS 300 che, con un team di palombari e tecnici specializzati, è impiegato per la scoperta, localizzazione e classificazione di mine navali e per la mappatura e scansione dei fondali con quote operative oltre i 300 metri. Dispongono inoltre di ROV PLUTO in versione GIGAS e in versione PLUS, per identificazione ottica delle mine e operazioni di contro-minamento, con quote operative oltre i 600 metri (versione GIGAS) oppure oltre i 300 metri (versione PLUS). Hanno infine cariche di contro-minamento.
Come si interviene per neutralizzare un ordigno
In particolare, l’operazione di ricerca e classificazione degli oggetti nella dimensione subacquea vengono svolte attraverso il sonar a profondità variabile. Grazie a veicoli subacquei filoguidati vengono effettuate le attività di identificazione e di neutralizzazione dell’ordigno. Durante le operazioni di contrasto alle minacce subacquee, tuttavia, il team di palombari, specializzato nella ricerca, nel riconoscimento, nel disinnesco e nella neutralizzazione di qualsiasi tipologia di congegno esplosivo, può essere impiegato in alternativa ai veicoli filoguidati per il posizionamento di una carica di contro-minamento nei pressi della mina.










