Evento Open Fiber

Dalle stufe di design ai modellini in Lego: così la fibra aiuta le aziende italiane

L’ad di Open Fiber: «Il nostro sforzo è lavorare per creare un’infrastruttura che funzioni e venga utilizzata al massimo da tutti»

di Redazione Roma

Presentazione di ‘Fibra ottica: il futuro del Made in Italy’ presso la sede di Open Fiber
Roma, 13 aprile 2026
ANSA/FABIO CIMAGLIA (NPK) ANSA

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Tre storie imprenditoriali italiane per sottolineare la necessità della fibra ottica per le aziende. Testimonianze che raccontano settori completamente diversi, dall’energia alle stufe di design e ai modellini in Lego, e che sono state presentate in occasione dell’evento “Fibra ottica: il futuro del Made in Italy”, organizzato da Open Fiber proprio a ridosso della Giornata Nazionale del Made in Italy (15 aprile).

Energia, stufe e modellini: l’aiuto della fibra

Partiamo dall’energia. All’evento è intervenuto Gennaro Ardolino, Chief innovation officer di Graded, che opera nel campo della progettazione e realizzazione di impianti e soluzioni energetiche. Nella sua testimonianza, ci sono tre casi in cui la «connessione ultra veloce» fa la differenza: il monitoraggio delle anomalie, la ricerca dei fornitori e «soprattutto l’internazionalizzazione».

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Stefano Moretti, amministratore delegato di Moretti Design, azienda impegnata nella produzione di stufe, ha fatto un confronto con il passato, mostrando che la fibra ha raddoppiato la stabilità della connessione e aumentato di circa il 20% la velocità e il tempo di risposta.

Infine, è intervenuto Stefano Mapelli, fondatore di SteBrick, azienda che costruisce e spedisce modellini in Lego in tutto il mondo. Letteralmente. Più della metà degli articoli viene venduta fuori dall’Europa: il 50% negli Usa e il 10% in Australia o Asia. In questo senso, la connettività è decisiva, oltre alle «collaborazioni con i designer e tutte le call e i software da utilizzare e gestire».

Gola: «Al lavoro per una rete usata al massimo da tutti». Colloqui col Mimit

L’obiettivo, dopo i risultati raggiunti sull’ampliamento della rete, è aumentare l’adozione sul territorio. Lo ha detto chiaramente l’amministratore delegato di Open Fiber Giuseppe Gola: «Il nostro sforzo è lavorare per creare un’infrastruttura che funzioni e venga utilizzata al massimo da tutti». Anche nei punti più remoti, le cosiddette zone bianche, dove - secondo un rapporto di Deloitte - ogni euro investito nella fibra ha generato 4,4 euro di Pil.

«Avendo completato i grandi progetti di realizzazione della rete orizzontale - ha aggiunto Gola - ora dobbiamo spingere sull’utilizzo lavorando al livello dei potenziali clienti. Lo sforzo successivo su cui stiamo lavorando con il ministero delle Imprese è trovare delle soluzioni, anche con fondi pubblici, focalizzate sul sostegno e sulla realizzazione del processo di sostituzione della rete in rame».

Tosi Beleffi (Mimit): «Open Fiber storia di successo»

Dal Mimit, ha preso la parola il dirigente Giorgio Maria Tosi Beleffi, responsabile delle aree Tlc e Nuove tecnologie. Prima, ha sottolineato l’attrattività italiana per i data center ad esempio; poi, si è soffermato sul lavoro di Open Fiber in Italia, ripercorrendo le tappe, dalle prime strategie del 2015 al primo cantiere del 2017. «Un po’ di anni sono passati e l’infrastruttura oggi è incredibilmente estesa». I Comuni coperti, infatti, sono più di seimila; le unità immobiliari, invece, sono oltre sei milioni. «Un risultato eccellente - ha concluso - Open Fiber è una storia di successo».

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