I due fronti

Dalle regole di bilancio a quelle sui migranti, ore di trattative nella Ue

La trattativa entrerà nel vivo nel tardo pomeriggio del 7 dicembre quando, terminato l’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell’Ue verranno “sequestrati” dalla presidenza spagnola nell’Europa Building a Bruxelles per una cena dedicata al nuovo Patto di stabilità

Giorgetti: "Realismo sul Patto, no a regole Ue impossibili"

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Gli occhi sono tutti puntati sull’Ecofin dell’8 dicembre. Il Consiglio cercherà di raggiungere un orientamento generale sulla proposta di riforma del quadro di governance economica. I ministri dell’Economia e delle Finanze saranno chiamati a tentare l’accordo in extremis sul nuovo Patto Ue. Giancarlo Giorgetti ha tracciato la linea rossa della posizione italiana: sì ad una soluzione, ma senza ulteriori vincoli e regole troppo stringenti.

La cena del 7 dicembre

La partita entrerà nel vivo già alle 19 di giovedì 7 dicembre quando, terminato l’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell’Ue verranno “sequestrati” dalla presidenza spagnola nell’Europa Building a Bruxelles per una cena dedicata alla riforma del patto di stabilità, che si tradurrà probabilmente in una maratona notturna alla ricerca di un accordo. Per un alto funzionario Ue, siamo «molto vicini» ad un’intesa, anche se le posizioni dei Paesi su diversi punti ancora non collimano. Una fonte diplomatica Ue prevede che le trattative dureranno tutta la notte e che potrebbero chiudersi «all’alba», dopodiché dovrebbe tenersi l’Ecofin ordinario, venerdì 8.

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Posizioni distanti

Al momento le posizioni tra i governi restano distanti su punti decisivi che riguardano l’entità degli sforzi di bilancio per ridurre anno per anno debito e deficit; il margine di deficit pubblico in rapporto al pil consentito in tempi ordinari al di sotto del 3%; l’estensione del periodo di aggiustamento da 4 a 7 anni. Il governo italiano ha enfatizzato la possibilità di un blocco delle decisioni dal momento che due normative delle tre necessarie per varare la riforma del patto di stabilità richiedono l’unanimità: l’allarme è sulla richiesta tedesca (ma non solo) di aggiungere una serie di salvaguardie che, ha indicato in Parlamento il ministro Giorgetti, si sovrappongono agli obiettivi di debito e spesa pubblica penalizzando l’azione pubblica per gli investimenti. È pertanto possibile che la soluzione della questione delle nuove regole di bilancio venga rimandata alla prossima riunione del Consiglio europeo, il 14 e 15 dicembre, al quale parteciperà anche la premier Giorgia Meloni.

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La trattativa sul Patto di migrazione e asilo

Ma il tema sulle nuove regole di bilancio non è l’unico sul tavolo della Ue. Giovedì 7 dicembre si terrà anche il “trilogo jumbo”, tra Parlamento europeo, Consiglio Ue e Commissione sul Patto di migrazione e asilo. Per trilogo s’intende il processo negoziale necessario per arrivare a un testo unico di sintesi tra le posizioni di Commissione, Consiglio ed Eurocamera. Il trilogo del 7 dicembre sarà, in realtà, un insieme di triloghi visto che il Patto sulla migrazione si compone di più capitoli. Difficilmente il negoziato si concluderà in un solo giorno: l’Ue non può permettersi passi falsi, spostare eccessivamente gli equilibri a favore del Consiglio o dell’Eurocamera potrebbe essere fatale.

Metsola: faremo possibile per accordo patto migrazione

«La migrazione - ha sottolineato la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola - è la sfida della nostra generazione e dobbiamo rispondere ad essa in modo equo e umano con chi cerca protezione, fermo con chi non ne ha diritto e forte con le reti criminali che continuano a sfruttare i vulnerabili. Vi assicuro che il Parlamento europeo continuerà a fare tutto il possibile per raggiungere un accordo sul nuovo patto di migrazione e asilo entro la fine di questa legislatura».

Le prossime tappe

L’imperativo dei vertici comunitari è chiaro: il Patto sui migranti va chiuso prima delle Europee. Un secondo trilogo ci sarà, se necessario, il 18 dicembre. Una volta conclusa l’intesa toccherà all’Eurocamera, in febbraio, ratificare il testo in via definitiva. I negoziatori del Pe sono partiti chiedendo più garanzie per i migranti, a partire da minori e madri, solidarietà obbligatoria e un ruolo decisionale più incisivo, per esempio nella definizione di una situazione di crisi dei flussi. Per il Parlamento europeo, inoltre, le procedure accelerate di frontiera - con la possibile applicazione del principio di Paese terzo sicuro - devono essere meno estese di quanto previsto dal Patto. È difficile che, su quest’ultimo punto, i negoziatori del Pe la spuntino. Così come la solidarietà tra i Paesi sarà sì obbligatoria ma con la possibilità di iniziative alternative, come quelle del contributo finanziario. Più facile, invece, il Consiglio Ue venga incontro alle richieste dell’Eurocamera sull’allargamento delle garanzie per madri e e minori, per i quali potrebbe essere ad esempio previsto un patrocinio legale gratuito.

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