L’audizione

Ue, Giorgetti: regole troppo stringenti ostacolo alla crescita. Taglio debito 1% non fa paura ma dopo Superbonus

Il ministro dell’Economia sottolinea: «Per la riforma del Patto stabilità è di fatto richiesta unanimità Stati»

Giorgetti: "Manovra austera, ma espansiva per redditi bassi"

3' di lettura

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«La previsione di ulteriori vincoli rispetto a quanto proposto dalla Commissione potrebbe portare a un esito non pienamente conforme agli obiettivi della riforma così come delineati a partire dalla Comunicazione della Commissione stessa: vale a dire un assetto caratterizzato da semplicità e da un maggiore equilibrio tra gli obiettivi di crescita economica, di promozione della transizione ecologica e digitale, nonché di sostenibilità del debito pubblico». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti , in audizione in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite a Montecitorio.

«Su deficit e debito la risposta è la serietà - ha affermato -: significa prendersi impegni che si possono mantenere. Di fronte a delle regole sfidanti noi in qualche modo possiamo anche accedere, ma rispetto a regole impossibili da mantenere io non credo per serietà si possa dire di sì».

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«Il governo - ha chiarito Giorgetti - è disposto a ricercare una soluzione, ma la stessa non deve tradursi in un sistema eccessivamente complesso e potenzialmente contraddittorio. L’Italia - ha assicurato Giorgetti - intende ridurre il debito in maniera realistica, graduale e sostenibile nel tempo, in un assetto che protegga e incentivi gli investimenti. Conclusivamente ritengo che le regole fiscali e di bilancio non siano il fine ma il mezzo. Saremo coerenti con questo approccio». «Un risultato l’abbiamo ottenuto fino ad oggi, la difesa è entrata come fattore mitigante», ha aggiunto.

Taglio debito 1% non fa paura ma dopo Superbonus

«La riduzione del debito dell’1% si sarebbe verificata già l’anno prossimo se non ci fosse l’eredità del Superbonus - ha sottolineato il ministro nel suo intervento - . Questa riduzione non fa paura all’Italia, deve iniziare quando gli effetti del Superbonus sono esauriti».

Ancora diversi aspetti da definire

Il ministro dell’Economia ha ricordato che «sebbene le proposte legislative della Commissione mettano da parte alcune delle regole che da più parti sono state ritenute eccessivamente onerose, come la riduzione di 1/20 per il debito in eccesso rispetto alla soglia prevista dai Trattati, una valutazione complessiva sulla coerenza della riforma rispetto agli obiettivi dichiarati e sulle implicazioni per gli aggregati di finanza pubblica richiede ancora la definizione di diversi aspetti».

Regole troppo stringenti ostacolo alla crescita

«Non bisogna trascurare di ricordare - ha detto Giorgetti - che le esigenze di consolidamento dovrebbero essere compatibili con l’intento di favorire una crescita sostenibile e duratura dell’economia, che potrebbe essere ostacolata da vincoli eccessivi e regole troppo stringenti».

Per riforma di fatto serve voto unanimità

Giorgetti ha ricordato che la procedura di adozione di queste proposte da parte del Consiglio Ue per la riforma del Patto di Stabilità «richiede l’unanimità per quanto riguarda il braccio correttivo e una maggioranza qualificata per quello preventivo. Non potendosi tuttavia immaginare la revisione dell’uno senza quella dell’altro, è di fatto richiesta l’unanimità tra gli Stati membri».

Aggiustamento minimo dello 0,5% del Pil

Il ministro dell’Economia ha spiegato che «l’aggiustamento di bilancio minimo richiesto agli Stati membri con deficit superiori al 3 per cento del Pil sarà pari allo 0,5 per cento del Pil, in termini strutturali, finché l’eccesso di disavanzo non sarà assorbito. I Piani - ha aggiunto - costituiranno l’oggetto della sorveglianza economica, che continuerà ad essere effettuata dalla Commissione e dal Consiglio nell’ambito del semestre europeo. La sorveglianza, che si baserà sulle relazioni sullo stato di avanzamento dei Piani nazionali presentate annualmente dagli Stati membri, andrà a valutare la congruità dell’andamento della “spesa primaria netta” effettiva con i Piani approvati. Gli eventuali scostamenti dell’aggregato di riferimento rispetto ai Piani concordati saranno registrati in un apposito conto di controllo».



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