Governo Meloni: taglio tempi dei processi, 4 ipotesi sulle pensioni. Ecco le prime mosse dei ministri
Per il Guardasigilli Nordio «bisogna intervenire in quella parte della giustizia che aiuti la ripresa economica e cioè velocizzare i tempi»
di Andrea Gagliardi
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I punti chiave
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Giorgia Meloni, prima presidente del Consiglio donna della storia repubblicana, ha giurato oggi, sabato 22 ottobre, alle 10, nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella. Dopo Meloni hanno giurato i 24 ministri del suo governo. L'esecutivo è ora in carica. E alcuni dei ministri hanno già annunciato in quale direzione intenderanno muoversi
Tajani: primo atto telefonata ministro esteri ucraino per solidarietà a popolo invaso
Il mio primo atto da ministro degli Esteri è stato «telefonare al collega, ministro degli esteri ucraino, per esprimere solidarietà a un popolo invaso che sta combattendo per la libertà», come annunciato in precedenza dal neo ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Pensioni, Calderone: affronterò temi ascoltando parti sociali
«Sapete perfettamente che non mi sottrarrò ai temi, li affronteremo anche ascoltando le istanze delle parti sociali e di tutti i soggetti portatori di contributi importanti, poi nei prossimi tempi lasciateci fare tutti i necessari passaggi. Ci mettiamo al lavoro» ha detto ad esempio il nuovo ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, dopo il giuramento al Quirinale, rispondendo su quale sarà il suo atteggiamento sulla Legge Fornero sulle pensioni. E ancora: «In questo momento è importante favorire il confronto affinché si possano trovare soluzioni condivise a beneficio del mondo delle imprese, dei lavoratori dipendenti e autonomi e più in generale di un mondo del lavoro sempre più inclusivo, contrastando forme di disuguaglianza e povertà»
ll dopo Quota 102
A fine anno si esaurisce anche Quota 102. Per evitare il ritorno alla legge Fornero in versione integrale il centrodestra sta già studiando diverse misure, che potrebbero tradursi in interventi da varare anche con un piano in due tempi (subito il prolungamento di Opzione donna e Ape sociale e nei primi mesi del 2023 i nuovi interventi di flessibilità in uscita). Tra le ipotesi sul tavolo c’è anzitutto Quota 41 “libera”, gradita anche ai sindacati, per la quale si starebbe valutando anche una variante con “l’associazione” obbligata a una soglia anagrafica, che non piace però al Carroccio. Meloni guarda però anche all’estensione del meccanismo di Opzione donna (fondato sul metodo contributivo) ai lavoratori uomini senza escludere un requisito anagrafico più elevato: 60 o, più probabilmente, 61-62 anni anziché 58. Il terzo percorso possibile è quello tracciato da una proposta presentata da Fdi la scorsa legislatura per consentire uscite con 62 anni e 35 anni contributi e con penalizzazioni della fetta retributiva dell’assegno (fino a un massimo dell’8%) prima della soglia dei 66 anni.
Nordio, velocizzare tempi processi e attuare legge Vassalli
Tra i primi provvedimenti sulla giustizia per il ministro Carlo Nordio c’è «l’attuazione piena del codice Vassalli, un codice firmato da una medaglia d’argento della Resistenza e in prospettiva la revisione del codice penale firmato da Mussolini, ancora in vigore e di cui nessuno parla. Ma visto che la prima emergenza è quella economica a breve bisogna intervenire in quella parte della giustizia che aiuti la ripresa economica e cioè velocizzare i tempi»








