Dalle ferite di Vaia alla Foresta delle stelle, con 15mila nuovi alberi
Al via il progetto ambientale ed educativo nelle Dolomiti promosso da WOWnature di Etifor in collaborazione con la Magnifica Comunità di Fiemme
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Dal disastro ambientale lasciato da Vaia - la tempesta che nell’ottobre 2018 ha devastato le foreste del Nord Italia - e dalla successiva epidemia di bostrico, alla riconnessione con la natura e all’esplorazione delle stelle.
Chiedilo al Sole
Ci vorranno anni, serie politiche forestali e ingenti risorse per ripristinare gli equilibri ambientali, sociali ed economici sconvolti dal passaggio dalla bufera che, otto anni fa, si è abbattuta con venti fino a 200 chilometri orari su 42mila ettari di territorio, interessando 494 Comuni fra Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia e schiantando a terra circa 14 milioni di alberi. Senza contare i danni dovuti all’epidemia di bostrico tipografo (Ips typographus L.), il piccolo coleottero che attacca principalmente l’abete rosso, causandone rapidamente la morte, che si è riprodotto a dismisura come conseguenza della tempesta danneggiando ulteriori 25mila ettari di bosco, inizialmente risparmiati da Vaia, compromettendo circa 5 milioni di metri cubi di legname.
La Foresta delle stelle
Ma anche piccoli progetti educativi e di riforestazione possono giocare un ruolo fondamentale nella rinascita di questi boschi, non solo per riparare i danni ma anche, e soprattutto, per diffondere una maggiore conoscenza delle conseguenze del cambiamento climatico e della necessità di uno sviluppo economico in armonia con la natura e l’ambiente.
In questa direzione si muove «From wounds to wonder: rebuild, reforest, reconnect. A journey of recovery and learning in the Dolomites», progetto che ha dato vita alla Foresta delle stelle, un’area di 10 ettari che verrà popolata da 15mila nuovi alberi, lambita da un sentiero storico tra Valmaggiore e il Lago di Moregna, che verrà riqualificato, e sarà costellata da installazioni divulgative e rifugi didattici in legno (recuperato da quello schiantato dalla tempesta) per la comprensione e l’osservazione del cielo e della terra.
Il percorso di recupero, i cui lavori sono già iniziati e dovrebbero terminare nell’autunno del 2027, è aperto al contributo di altre organizzazioni del territorio, che potranno adottare ulteriori 5mila alberi.







