Le iniziative

Dalle case a 1 euro alle nuove start-up: le iniziative in campo per salvare i piccoli borghi dallo spopolamento

A rompere il ghiaccio è stato il Comune di Ollolai nel nuorese, poi ci sono state le altre iniziative sparse per l’Italia: dall’Emilia al Molise, dalla Toscana alla Puglia

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Sarah Rost (Voxeurop, Francia), Guillermo Cid e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)

5' di lettura

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Il primo passo è stato quello delle case a 1 euro. Poi il reality, e ora la campagna «non vi piace dove siete, venite da noi». “Trovate” per rilanciare Ollolai, il paese del nuorese a rischio spopolamento. Poi, dalla Sardegna, le iniziative si sono moltiplicate anche nel resto d’Italia.

In Sardegna a lanciare la sfida delle case vendute a 1 euro a chi fosse pronto a trasferirsi o prendere la residenza era stato il comune di Ollolai guidato dall’avvocato Efisio Arbau. Dopo il primo step, che, come avevano rimarcato i promotori «ha registrato centinaia di adesioni e diverse coppie trasferite», c’è stato il reality olandese “giudicato” dagli abitanti del paese con “elezioni in piazza”, poi con la partecipazione al reality messo in piedi da una tv olandese Rti7. Un fatto che aveva trasformato Ollolai in set a cielo aperto.

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Il ponte Ollolai Usa

L’ultima iniziativa, per animare il paese (di cui è cittadino onorario Arnold Schwarznegger)è stata quella dell’attuale sindaco Francesco Columbu che a dicembre, dopo le elezioni vinte da Trump, e «le numerose dichiarazioni di chi annunciava di voler andare via», ha postato sul sito in inglese liveinollolai.com un messaggio dedicato agli stranieri. Un appello a lasciare le città extraeuropee per scegliere una vita diversa.

«Ti sei stancato della politica globale? Cerchi di abbracciare uno stile di vita più equilibrato mentre ti assicuri nuove opportunità? - aveva scritto il sindaco nel post -. E’ ora di iniziare a costruire la tua fuga europea nello splendido paradiso della Sardegna». E quindi l’invito ad andare a Ollolai, Blue Zone della Sardegna dove le case costano da 1 euro in su. Il risultato è stato quello di trentamila richieste di chiarimenti dagli Usa in un giorno mentre la pagina è stata visitata da 150 mila persone. Non è comunque l’unico centro in cui si portano avanti iniziative per rivitalizzare il borgo. A Fluminimaggiore, nella Sardegna sud occidentale l’amministrazione comunale, guidata all’epoca dal giornalista Marco Corrias, ha lanciato, 6 anni fa, il progetto per l’Happy Village, ossia una cooperativa di comunità con l’obiettivo di trasformare il paese che conta circa 2.500 abitanti, in residenza diffusa per anziani «e non solo», con case, servizi. Un modo per creare nuova economia e invertire la rotta di un paese ex minerario che deve fare i conti con lo spopolamento.

Nel borgo lontano dal caos

E poi ci sono le storie, di coloro che hanno deciso di lasciare la città per una dimensione più lenta. È il caso di Marco e Simona, programmatori che lasciata Roma, hanno deciso di continuare a lavorare «a distanza» in un paese del Sulcis. «Eravamo alla ricerca di una dimensione più lenta - raccontano - e ci affascinava l’idea di vivere in un piccolo borgo di mare, continuando a fare il nostro lavoro ma lontano dal caos della città».

La Regione Sardegna ha deciso di investire parecchie risorse per valorizzare i borghi e invertire questa tendenza. Non a caso, per il triennio 2022-2025 sono stati stanziati 360 milioni di euro. Somma complessiva che prevede sostegno a fondo perduto per chi va a vivere nei comuni con meno di 3mila abitanti o per chi decide di aprire un’attività.

Un bonus per ogni nato

Non è tutto dato che proprio recentemente la stessa Regione ha approvato un provvedimento per la concessione di contributi per ogni nuovo nato, adottato o affidato a favore delle famiglie che risiedono o decidono di trasferire la propria residenza nei comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti.Il programma di interventi prevede, a partire da quest’anno, il trasferimento delle risorse ai comuni in due tranche di pari importo. L’erogazione avverrà dopo una verifica degli ultimi dati Istat relativi proprio al numero dei bambini residenti nei piccoli paesi a partire dal primo gennaio 2025. «Puntiamo moltissimo su questo provvedimento per arginare il fenomeno dello spopolamento nei piccoli centri dell’isola - dice Armando Bartolazzi, assessore regionale alla Sanità -. Per questo motivo abbiamo deciso di garantire l’erogazione dell’importo massimo disponibile per ciascun bimbo avente diritto fino al quinto anno di età: stiamo parlando di 600 euro mensili per il primo figlio nato fino al quarto anno d’età e di 400 per ogni figlio successivo».

Nella corsa per salvare i borghi e i piccoli paesi, sono nate anche delle start-up, anche perché, nel frattempo, in seguito al Covid, numerose abitudini sono cambiate.

Dalla Basilicata alla Puglia

In Basilicata è nata la start-up Kino porta comunità di nomadi digitali. Nel cammino per «salvaguardare i borghi», ci sono anche i Comuni che sostengono i nuovi residenti. E’ il caso del Comune di Valforte, borgo pugliese in provincia di Foggia, dove, a chi si trasferisce nel borgo incastonato nei monti Dauni e apre un’attività, viene erogato un bonus da 5 mila euro a fondo perduto. Iniziative analoghe si registrano anche nei piccoli comuni dell’Emilia Romagna, ma anche in Toscana e Molise dove è previsto un incentivo di 700 euro al mese a condizione di un trasferimento in un Comune della regione con meno di 2mila abitanti.

Il caso Spagna: “España vaciada” diventa agenda politica

Anche la Spagna sta affrontando il fenomeno dello spopolamento rurale. Oltre 4.000 comuni sono a rischio desertificazione. Dopo le proteste della Revuelta de la España vaciada nel 2019, il tema è entrato al centro dell’agenda nazionale. È stata approvata una Strategia nazionale contro la sfida demografica, con misure che spaziano da incentivi fiscali e bonus per la ristrutturazione delle case a sussidi per start-up rurali, posti di lavoro incentivati (come pastori o custodi del campanile), fino a reti di coworking e fibra per attrarre i lavoratori digitali.

Ma non solo. In Spagna, l’arte è diventata leva di rigenerazione. Progetti come “Pueblos en ARTE” usano il linguaggio artistico per rivitalizzare villaggi quasi disabitati. Laboratori, residenze artistiche e spazi culturali sono nati in luoghi dimenticati, diventando presìdi sociali e motori di attrazione turistica e creativa. Anche le reti di artiste rurali come MAR nei Monegros organizzano festival e workshop per dare visibilità alle donne che vivono e creano nelle aree interne.

Francia: la “diagonale del vuoto” e il piano “Villages du futur”

In Francia, le zone più colpite si trovano nella cosiddetta “diagonale del vuoto”, una fascia che va dal nord-est al sud-ovest del paese, includendo regioni come la Borgogna, l’Hauts-de-France e il Massiccio Centrale. I problemi? Declino dei servizi pubblici, chiusura di negozi locali, difficoltà di accesso ai trasporti.

Nel 2024, il governo ha varato la legge “France Ruralité Revitalisation”, parte del piano nazionale per il rilancio delle aree interne. Il pacchetto include incentivi fiscali per imprese e liberi professionisti, fondi per la tutela ambientale, e investimenti nei trasporti pubblici rurali. Il progetto “Villages du futur” coinvolge 2.458 comuni che riceveranno supporto tecnico e ingegneristico per ammodernare infrastrutture e attrarre nuovi residenti.

Anche se i risultati demografici sono ancora da verificare, secondo i sindaci coinvolti la qualità della vita nei borghi francesi è migliorata sensibilmente, rendendo questi territori più attrattivi.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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