Geotermia e litio: la nuova frontiera europea per batterie sostenibili e autonomia energetica
L’estrazione di litio da salamoie geotermiche in Europa promette di ridurre la dipendenza dalle importazioni, integrando energia rinnovabile e produzione di batterie per veicoli elettrici.
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La geotermia è in prima linea su diversi fronti essenziali per la sicurezza energetica: oltre a produrre elettricità rinnovabile e costante per la rete, può anche fornirci la materia prima per le batterie dei veicoli elettrici, grazie alla grande quantità di litio disciolto in molte salamoie geotermiche.
Estrarlo in questa forma richiede meno acqua e suolo rispetto all’estrazione classica e migliora la sostenibilità economica dei progetti geotermici, rafforzandone l’attrattività per gli investitori. Attualmente non esiste in Europa una fornitura locale di litio di qualità adatta alle batterie e i produttori dipendono interamente dall’import proveniente da Cina (che controlla il 60% del litio estratto a livello globale), Australia e Sud America.
Tuttavia, con la crescente diffusione di veicoli elettrici (spinti anche dalla guerra in Medio Oriente e dalla crisi petrolifera), la creazione di una filiera di approvvigionamento del litio a livello locale sta diventando una priorità strategica.
Così la “corsa all’oro bianco” è cominciata anche qui. Secondo l’International Energy Agency i progetti avviati in Europa e negli Stati Uniti potrebbero coprire entro il 2035 circa il 5% della domanda globale di litio, con un impatto rilevante sulle filiere strategiche.
Il progetto tedesco
La prima a lavorare in questa direzione è l’australiana Vulcan Energy, con il progetto Lionheart, già in fase avanzata nell’Alta Valle del Reno.






