Difesa

Dalla Duilio alla Fasan, le navi italiane che hanno abbattuto i droni degli Houthi

Nell’area mediorientale per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali, la Fasan ha avvicendato la nave Caio Duilio come unità sede del comando tattico di Eunavfor Aspides

di Andrea Carli

Chi sono gli Houthi

3' di lettura

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L’ultima in ordine di tempo è stata la nave Virginio Fasan. Martedì 7 maggio la missione Ue Aspides , nel Mar Rosso, ha riferito sul suo account X che la nave della Marina militare italiana ha abbattuto un drone nel Golfo di Aden. Il 6 maggio la nave Fasan «ha respinto con successo gli attacchi con droni provenienti dai territori controllati dagli Houthi nello Yemen, che rappresentano una minaccia imminente alla libertà di navigazione. Durante questa operazione, la Fasan ha abbattuto un drone», ha riferito la missione Ue.

Non è la prima volta che una fregata della Marina militare abbatte un drone in quell’area, e nell’ambito di quella missione. La prima era stata la Duilio, ai primi di marzo. Il 29 aprile, la prima volta della Fasan: impegnata nella protezione ravvicinata di un mercantile commerciale europeo, la fregata ha abbattuto un drone nel Mar Rosso, in prossimità dello stretto di Bab El Mandeb. Il drone, dalle caratteristiche analoghe a quelli già usati in precedenti attacchi degli Houthi, si trovava a circa 5 chilometri dalla nave italiana, in direzione del mercantile scortato.

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La missione Ue Aspides

L’operazione europea mira a difendere i mercantili dagli attacchi degli Houthi, iniziati a novembre 2023. Sostenuti dall’Iran, gli Houthi riescono ad attaccare le navi dalla terra ferma, ricorrendo a droni, missili, e barchini.

La nave Virginio Fasan Flagship dell’Operazione Aspides

Nell’area per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali, il 24 aprile la Fasan ha avvicendato nel porto di Gibuti il cacciatorpediniere Caio Duilio come unità sede del comando tattico di Eunavfor Aspides (Flagship). Nave Fasan è c0sì ritornata a navigare nel Mar Rosso a tre mesi di distanza dalla precedente attività di sorveglianza marittima, che l’aveva vista impegnata come prima unità italiana quando sono iniziati gli attacchi lanciati dagli Houti ai danni del naviglio mercantile.

Fregata classe FREMM

Nave Virginio Fasan, si legge sul sito del ministero della Difesa, è la seconda delle fregate classe Fremm (Fregate europee multi missione) e la prima in configurazione ASW (Anti Submarine Warfare). Costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, la nave è stata varata il 31 marzo 2012 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano per il completamento dell’allestimento e le prove di collaudo. Nave Virginio Fasan è stata consegnata alla Marina Militare il 19 dicembre 2013. Attualmente fa sede nel porto di La Spezia ed è alle dipendenze del 2° Comando Gruppo Navale.

Il primo Virginio Fasan

La Fasan di oggi è la “nipote” del primo Virginio Fasan: realizzato quest’ultimo nei cantieri Navalmeccanica di Castellamare di Stabia, varato il 9 ottobre del 1960, è stato consegnato alla Marina Militare il 10 ottobre 1962. Lungo 94 metri per 1.526 tonnellate di dislocamento, poteva raggiungere una velocità di 26 nodi. L’armamento era costituito da tre cannoni 76/62 MMI, un lanciabombe anti-sommergibile e sei lanciasiluri disposti su due impianti trinati; la propulsione era basata su motori diesel. La fregata Virginio Fasan (F 594) apparteneva alla classe Luigi Rizzo; le unità di questa classe sono state le prime navi scorta al mondo ad avere attrezzature per l’imbarco e il ricovero di elicotteri anti-sommergibile. Oltre al nome, le due Virginio Fasan condividono anche il numero di persone di equipaggio presenti a bordo (167); lo spinto livello di automazione degli apparati imbarcati ha permesso di mantenere un equipaggio tanto ridotto nel moderno Virginio Fasan, nonostante sia più lungo di 50 metri e più pesante di 5000 tonnellate rispetto al primo Virginio Fasan.

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