Il testo

Caldo, firmato il protocollo per il lavoro: tutte le misure su Cig, orari e turni

Il testo elaborato dalle parti sociali firmato al ministero del Lavoro promuove le buone pratiche con l’obiettivo di scongiurare infortuni e malattie professionali negli ambienti di lavoro

di Giorgio Pogliotti

Operai al lavoro a Milano con il caldo torrido sotto il sole ANSA/MATTEO CORNER

3' di lettura

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Il Protocollo sulle condizioni climatiche estreme elaborato dalle parti sociali è stato firmato al ministero del Lavoro. Il provvedimento sarà recepito dal ministero del Lavoro con un decreto ministeriale e verrà attuato con accordi territoriali sottoscritti dalle associazioni datoriali e dai sindacati.

Nel primo veicolo normativo utile verrà recepita la parte sugli ammortizzatori sociali che prevede un ricorso «ampio ed automatico» agli ammortizzatori sociali per tutte le ipotesi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, anche in caso di lavoro stagionale. Non verranno computate le ore utilizzate di cassa integrazione ordinaria per eventi «oggettivamente non evitabili» dal limite massimo di durata. E saranno assicurate alle imprese le tutele contro tutte le eventuali responsabilità connesse con il ritardo della consegna dei lavori legato agli eventi climatici estremi.

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Il Protocollo quadro promuove le buone pratiche con l’obiettivo di scongiurare infortuni e malattie professionali, come condizioni di malessere, connessi alle emergenze climatiche. L’obiettivo prioritario è quello di coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative.

Le quattro priorità di intervento

I quattro ambiti di intervento individuati dal Protocollo sono quelli dell’Informazione/formazione, della Sorveglianza sanitaria, dell’Abbigliamento/indumenti/dpi e della Riorganizzazione di turni e orari di lavoro

 Particolare attenzione viene posta dal Protocollo agli strumenti dell’informazione, della formazione, della prevenzione, della corretta attuazione della sorveglianza sanitaria e della valutazione dei rischi, con l’obiettivo di determinare misure adeguate di tutela, contribuendo a realizzare un contesto di lavoro più sano e sicuro, migliorando il benessere dei lavoratori, promuovendo e sviluppando, attraverso la prevenzione e all’interno delle relazioni industriali, una attività specifica contrattuale mirata.

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La Valutazione del rischio

La valutazione del rischio deve includere tutti i rischi per la salute e sicurezza, All’atto dell’elaborazione del Piano di sicurezza e di coordinamento si dovrà prendere in considerazione anche il rischio microclima, e prevedere misure di prevenzione idonee al fine di ridurre il rischio come la presenza di aree di ristoro adeguate alle pause, la variazione dell’inizio delle lavorazioni.

Anche i datori di lavoro delle ditte in appalto dovranno prevedere, all’interno dei Piani operativi di sicurezza, misure specifiche di organizzazione delle lavorazioni in cantiere, come l’idoneità dei Dispositivi di protezione individuale alla stagione in corso, la possibilità di pause o l’anticipo/posticipo delle lavorazioni, la fornitura di bevande, l’accesso all’ombra

L’impegno del Governo

Il ministero del lavoro recepisce formalmente il Protocollo quadro con l’impegno di supportarne l’efficacia adottando tutte le misure necessarie. Per assicurare ai lavoratori i necessari interventi di tutela, consentire l’ampio ed automatico ricorso agli ammortizzatori sociali in tutte le ipotesi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, anche in caso di lavoro stagionale. Verranno scomputati i periodi previsti dalla disciplina degli ammortizzatori sociali ordinari per eventi oggettivamente non evitabili dal limite massimo di durata della cassa integrazione stessa. 

Il ministero del Lavoro si impegna a supportare il sistema produttivo, in relazione alla necessità di rimodulazione dell’orario di lavoro, nell’orientare i provvedimenti che dovessero condizionarne l’applicazione. L’impegno chiesto è di qualificare formalmente le ordinanze, ovvero i protocolli attuativi, come elementi giustificativi per assicurare alle imprese le tutele contro tutte le eventuali responsabilità, come quelle connesse con il ritardo della consegna dei lavori legato agli eventi climatici estremi qui considerati. Si vuole evitare che l’impresa che per ragioni di sicurezza ferma il cantiere sia a pagare per un ritardo nella consegna lavori causato dallo stop dovuto al caldo.

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