Presidenziali Usa

Polemica con Israele, le posizioni più nette di Kamala Harris rispetto a Joe Biden

Kamala Harris si esprime con fermezza su diverse questioni internazionali, tra cui il conflitto in Gaza, le azioni di Putin e l'importanza della lotta al cambiamento climatico.

Aggiornato il 26 luglio alle 10.20

Un momento del video in cui Barack e Michelle Obama dichiarano il loro endorsment a Kamala Harris con una telefonata. "Michelle e io non potremmo essere più orgogliosi di sostenerti e di fare tutto il possibile per farti vincere queste elezioni e arrivare allo Studio Ovale", dice l'ex presidente Barack Obama con la moglie al fianco a Kamala Harris, nel video condiviso sui social e pubblicato da Cnn, 26 luglio 2024 Frame video X / Barack Obama +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK

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Posizioni nette su Gaza, sull’Ucraina e sulla necessità di sostenere Kiev, condanna senza se e ma a Putin, però anche una postura più ferma sul ruolo di Israele rispetto al presidente Joe Biden, fino appunto alle ultime polemiche con la diplomazia israeliana.

Israele e Gaza

«È tempo che questa guerra finisca”, ha detto la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, in quello che ha definito un colloquio «franco e costruttivo» con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Usando un tono più duro rispetto al presidente Joe Biden, la Harris ha +affermato di aver espresso chiaramente le sue «serie preoccupazioni» in merito alle vittime di Gaza, sottolineando con Netanyahu quanto sia importante il modo in cui Israele si difende. Harris ha inoltre sottolineato la necessità di trovare un percorso verso una soluzione a due Stati.

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Immediata la risposta. Le dichiarazioni della vicepresidente Kamala Harris sulla «grave crisi umanitaria» a Gaza e la necessità di «porre fine alla guerra» danneggiano le trattative per il rilascio degli ostaggi e sono «da respingere entrambe». Lo ha detto, citato dai media, un funzionario israeliano secondo cui nell’incontro il premier Benyamin Netanyahu ha offerto ad Harris un resoconto «dettagliato e fattuale» della situazione sul campo a Gaza che ha contraddetto le affermazioni della vicepresidente «sulla crisi alimentare, la sofferenza dei civili e l’elevato numero di innocenti uccisi».

Queste invece erano state le prese di posizione di Kamala Harris prima dell’arrivo di Netanyahu a Washington: «Siamo stati molto chiari sul fatto che troppi palestinesi innocenti sono stati uccisi: siamo stati molto chiari sul fatto che Israele, il popolo israeliano e i palestinesi hanno diritto alla stessa dose di sicurezza e dignità», ha detto la vicepresidente, da sempre a favore della soluzione a due Stati. Spesso critica nei confronti dello Stato ebraico che, ha sostenuto, non sta facendo abbastanza per alleviare la «catastrofe umanitaria».

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Ucraina e Russia

«La storia ne è testimone. Se restiamo a guardare mentre un aggressore invade il suo vicino impunemente, continuerà ad andare avanti. Nel caso di Putin, ciò significa che tutta l’Europa sarebbe minacciata. Se non riusciamo a imporre gravi conseguenze alla Russia, altri leader autoritari in tutto il mondo ne saranno incoraggiati», ha detto Harris che ha incontrato più volte il leader ucraino Zelensky, rigettando qualsiasi ipotesi che gli americani fermino gli aiuti a Kiev. «L’Ucraina ha bisogno del nostro sostegno e noi dobbiamo darglielo».

Durissime le parole contro Vladimir Putin dopo la morte di Navalny: «Una notizia terribile, un ulteriore segno della brutalità di Putin. Qualunque storia raccontino, sia chiaro: la Russia è responsabile».

Sul fronte interno, pro aborto e impegnata sul fronte del contrasto alle tragedie delle armi negli Stati Uniti, ecco alcune frasi che sintetizzano la linea politica di Kamala Harris.

Aborto

«Fondamentalmente, su questo tema, si tratta di libertà. E ogni persona di qualsiasi genere dovrebbe capire che se una libertà così fondamentale come il diritto di prendere decisioni sul proprio corpo può essere persa, bisogna essere consapevoli di quali altre libertà potrebbero essere in gioco». All’inizio del 2024 Harris è stata il primo vicepresidente o presidente a visitare un centro specializzato in aborti nell’ambito di un tour per le libertà riproduttive.

Immigrazione

In cima all’agenda del suo mandato, Harris ha ricordato più volte che «siamo una nazione di immigrati: sappiamo che in America la diversità è la nostra forza. Quindi, piuttosto che politicizzare questo problema, affrontiamolo tutti con l’urgenza e la serietà che richiede». Criticata per una strategia che non sembra aver dato i frutti attesi, ha sempre sostenuto che quello dell’immigrazione è un sistema «in crisi da decenni».

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Armi

«Ogni persona nella nostra nazione ha il diritto di vivere libera dall’orrore della violenza delle armi. Eppure un americano su cinque ha un familiare che è stato ucciso dalla violenza delle armi», che «è la principale causa di morte per i bambini americani. Non deve essere così ed è una falsa scelta suggerire che o sei a favore del Secondo Emendamento o vuoi togliere le armi a tutti: sono a favore del Secondo Emendamento e sono a favore di leggi ragionevoli sulla sicurezza delle armi», ha detto Harris che ha condotto una campagna per leggi più severe sulle armi e nel 2022 ha sostenuto un pacchetto bipartisan, ritenuto la legge più significativa sull’argomento negli ultimi tre decenni.

Cina

Sostiene il ’de-risking’ da Pechino, una politica che incoraggia a ridurre la misura in cui le economie occidentali dipendono da Pechino. «Non si tratta di ritirarci, ma di garantire che stiamo proteggendo gli interessi americani e che siamo leader in termini di regole, invece di seguire le regole degli altri», ha detto alla Cbs l’anno scorso. Su Taiwan, nel 2022, ha ribadito che «continueremo a sostenere l’autodifesa» dell’isola, «in linea con la nostra politica di lunga data». Incontrando Xi, lo ha esortato a «mantenere aperte le linee di comunicazione per gestire in modo responsabile la competizione tra i nostri Paesi».

Clima

«E’ chiaro che il tempo non sta solo ticchettando, sta anche battendo. Ed è per questo che un anno fa il presidente Biden e io abbiamo fatto il più grande investimento sul clima nella storia americana, per espandere drasticamente la produzione di energia solare ed eolica, per ridurre i costi energetici per le famiglie lavoratrici» e innescare un volano di posti di lavoro.

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