Polemica con Israele, le posizioni più nette di Kamala Harris rispetto a Joe Biden
Kamala Harris si esprime con fermezza su diverse questioni internazionali, tra cui il conflitto in Gaza, le azioni di Putin e l'importanza della lotta al cambiamento climatico.
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Posizioni nette su Gaza, sull’Ucraina e sulla necessità di sostenere Kiev, condanna senza se e ma a Putin, però anche una postura più ferma sul ruolo di Israele rispetto al presidente Joe Biden, fino appunto alle ultime polemiche con la diplomazia israeliana.
Israele e Gaza
«È tempo che questa guerra finisca”, ha detto la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, in quello che ha definito un colloquio «franco e costruttivo» con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Usando un tono più duro rispetto al presidente Joe Biden, la Harris ha +affermato di aver espresso chiaramente le sue «serie preoccupazioni» in merito alle vittime di Gaza, sottolineando con Netanyahu quanto sia importante il modo in cui Israele si difende. Harris ha inoltre sottolineato la necessità di trovare un percorso verso una soluzione a due Stati.
Immediata la risposta. Le dichiarazioni della vicepresidente Kamala Harris sulla «grave crisi umanitaria» a Gaza e la necessità di «porre fine alla guerra» danneggiano le trattative per il rilascio degli ostaggi e sono «da respingere entrambe». Lo ha detto, citato dai media, un funzionario israeliano secondo cui nell’incontro il premier Benyamin Netanyahu ha offerto ad Harris un resoconto «dettagliato e fattuale» della situazione sul campo a Gaza che ha contraddetto le affermazioni della vicepresidente «sulla crisi alimentare, la sofferenza dei civili e l’elevato numero di innocenti uccisi».
Queste invece erano state le prese di posizione di Kamala Harris prima dell’arrivo di Netanyahu a Washington: «Siamo stati molto chiari sul fatto che troppi palestinesi innocenti sono stati uccisi: siamo stati molto chiari sul fatto che Israele, il popolo israeliano e i palestinesi hanno diritto alla stessa dose di sicurezza e dignità», ha detto la vicepresidente, da sempre a favore della soluzione a due Stati. Spesso critica nei confronti dello Stato ebraico che, ha sostenuto, non sta facendo abbastanza per alleviare la «catastrofe umanitaria».
Ucraina e Russia
«La storia ne è testimone. Se restiamo a guardare mentre un aggressore invade il suo vicino impunemente, continuerà ad andare avanti. Nel caso di Putin, ciò significa che tutta l’Europa sarebbe minacciata. Se non riusciamo a imporre gravi conseguenze alla Russia, altri leader autoritari in tutto il mondo ne saranno incoraggiati», ha detto Harris che ha incontrato più volte il leader ucraino Zelensky, rigettando qualsiasi ipotesi che gli americani fermino gli aiuti a Kiev. «L’Ucraina ha bisogno del nostro sostegno e noi dobbiamo darglielo».


