Dai «miliardi per comprare missili e carri armati» ai militari di Strade sicure, è lite tra la Lega e Crosetto
La posizione della Lega si distanza da quella del ministro anche sull’operazione scattata nel 2008 che prevede l’impiego di personale militare delle Forze Armate per affiancare le Forze di Polizia in compiti di prevenzione della criminalità e controllo del territorio. Crosetto: «I soldati facciano i soldati»
di Andrea Carli
5' di lettura
I punti chiave
- Annullata la visita di Crosetto negli Usa
- Salvini: trovare miliardi per i missili non è la mia manovra
- Il leader leghista sull’Ucraina: «Più armi inviamo più la guerra va avanti»
- Lo scontro sul futuro di “Strade sicure”
- Crosetto: «Strade Sicure? I soldati facciano i soldati»
- In risoluzione Lega chiede più militari per “Strade sicure”
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Le dichiarazioni, probabilmente fomentate da un clima da campagna elettorale che in vista delle regionali di Campania, Puglia e Veneto si fa sempre più accentuato, sono quasi all’ordine del giorno. Così come sono all’ordine del giorno le “invasioni di campo” del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, o del suo partito, la Lega, su temi strettamente connessi alla difesa, materia quest’ultima di competenza del ministro Guido Crosetto, esponente di Fratelli d’Italia. Dall’opportunità di impiegare risorse «per comprare missili e carri armati» ai militari impiegati nell’operazione “Strade sicure”, il pressing di Salvini è a tutto campo. Il leghista esprime posizioni che spesso si distanziano da quelle del ministro, suo alleato di governo.
Annullata la visita di Crosetto negli Usa
È stata annullata la visita negli Stati Uniti di Crosetto, che avrebbe dovuto tenersi giovedì e venerdì prossimo, 13 e 14 novembre, con un incontro al Dipartimento della Difesa Usa. La notizia, anticipata da Repubblica, è stata confermata da fonti informate. Il ministro avrebbe dovuto incontrare, tra gli altri, il capo del Pentagono Pete Hegseth. Venerdì il ministro sarà invece a Berlino per l’E5, il vertice sulla Difesa europea che unisce cinque nazioni: Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito.
Le critiche di Salvini nei confronti della strategia di destinare risorse all’acquisto di armi avrebbero pesato sulla decisione finale, presa da Crosetto dopo averne parlato con la premier Giorgia Meloni. Gli Stati Uniti avrebbero infatti chiesto all’Italia un’ultima parola sulla adesione al programma Purl. Acronimo di “Prioritized Ukraine Requirements List”, il programma gestito dall’Alleanza atlantica nasce proprio su spinta degli Stati Uniti. L’obiettivo è spingere i Paesi membri della Nato ad acquistare armi ed equipaggiamenti militari, preferibilmente dagli Usa, per poi inviarli all’Ucraina. L’Italia non ha ancora aderito. L’ambasciata americana a Roma avrebbe riportato alla Casa Bianca le parole di Salvini.
Salvini: «Trovare miliardi per i missili non è la mia manovra»
Intervenuto a un evento organizzato dal suo partito a Bari in vista delle elezioni regionali, Salvini ha attaccato: «Dover fare delle leggi di bilancio dove dobbiamo trovare dei miliardi di euro per comprare missili, carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio. Per difendere i confini? Certamente, però il governo italiano dice che non esistono solo i confini a Est da difendere, il problema italiano non è l’invasione dei carri armati da Mosca, il problema italiano è l’invasione in corso da parte di un’orda di clandestini che poi ci portano problemi nelle nostre case, nelle nostre piazze». «Dobbiamo spendere dei soldi per la difesa? Sì - ha aggiunto -, e allora assumiamo dei carabinieri, mettiamo i militari sui treni, fuori dalle scuole dove vendono droga ai nostri figli. Lasciamo perdere il resto».
Il leader leghista sull’Ucraina: «Più armi inviamo più la guerra va avanti»
«Più armi produciamo e inviamo più la guerra va avanti, poi saranno Zelensky e Putin a decidere cosa faranno. Da ministro delle Infrastrutture non vedo l’ora di portare le aziende italiane in Ucraina per la ricostruzione. Ma posso ricostruire quando smettono di spararsi», ha aggiunto il vicepremier leghista.









