Difesa

Dai «miliardi per comprare missili e carri armati» ai militari di Strade sicure, è lite tra la Lega e Crosetto

La posizione della Lega si distanza da quella del ministro anche sull’operazione scattata nel 2008 che prevede l’impiego di personale militare delle Forze Armate per affiancare le Forze di Polizia in compiti di prevenzione della criminalità e controllo del territorio. Crosetto: «I soldati facciano i soldati»

di Andrea Carli

Articolo aggiornato il 12 novembre 2025, ore 15:30

Attività di presidio fisso alla Stazione Centrale (P.le Duca D'Aosta) a Milano nell'ambito dell'operazione 'Strade Sicure'. L'operazione "Strade Sicure", avviata il 4 agosto 2008, vede i militari dell'Esercito impiegati in ambito nazionale, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, per il presidio del territorio e delle principali aree metropolitane e la sorveglianza dei punti sensibili.

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Le dichiarazioni, probabilmente fomentate da un clima da campagna elettorale che in vista delle regionali di Campania, Puglia e Veneto si fa sempre più accentuato, sono quasi all’ordine del giorno. Così come sono all’ordine del giorno le “invasioni di campo” del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, o del suo partito, la Lega, su temi strettamente connessi alla difesa, materia quest’ultima di competenza del ministro Guido Crosetto, esponente di Fratelli d’Italia. Dall’opportunità di impiegare risorse «per comprare missili e carri armati» ai militari impiegati nell’operazione “Strade sicure”, il pressing di Salvini è a tutto campo. Il leghista esprime posizioni che spesso si distanziano da quelle del ministro, suo alleato di governo.

Annullata la visita di Crosetto negli Usa

È stata annullata la visita negli Stati Uniti di Crosetto, che avrebbe dovuto tenersi giovedì e venerdì prossimo, 13 e 14 novembre, con un incontro al Dipartimento della Difesa Usa. La notizia, anticipata da Repubblica, è stata confermata da fonti informate. Il ministro avrebbe dovuto incontrare, tra gli altri, il capo del Pentagono Pete Hegseth. Venerdì il ministro sarà invece a Berlino per l’E5, il vertice sulla Difesa europea che unisce cinque nazioni: Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito.

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Le critiche di Salvini nei confronti della strategia di destinare risorse all’acquisto di armi avrebbero pesato sulla decisione finale, presa da Crosetto dopo averne parlato con la premier Giorgia Meloni. Gli Stati Uniti avrebbero infatti chiesto all’Italia un’ultima parola sulla adesione al programma Purl. Acronimo di “Prioritized Ukraine Requirements List”, il programma gestito dall’Alleanza atlantica nasce proprio su spinta degli Stati Uniti. L’obiettivo è spingere i Paesi membri della Nato ad acquistare armi ed equipaggiamenti militari, preferibilmente dagli Usa, per poi inviarli all’Ucraina. L’Italia non ha ancora aderito. L’ambasciata americana a Roma avrebbe riportato alla Casa Bianca le parole di Salvini.

Salvini: «Trovare miliardi per i missili non è la mia manovra»

Intervenuto a un evento organizzato dal suo partito a Bari in vista delle elezioni regionali, Salvini ha attaccato: «Dover fare delle leggi di bilancio dove dobbiamo trovare dei miliardi di euro per comprare missili, carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio. Per difendere i confini? Certamente, però il governo italiano dice che non esistono solo i confini a Est da difendere, il problema italiano non è l’invasione dei carri armati da Mosca, il problema italiano è l’invasione in corso da parte di un’orda di clandestini che poi ci portano problemi nelle nostre case, nelle nostre piazze». «Dobbiamo spendere dei soldi per la difesa? Sì - ha aggiunto -, e allora assumiamo dei carabinieri, mettiamo i militari sui treni, fuori dalle scuole dove vendono droga ai nostri figli. Lasciamo perdere il resto».

Il leader leghista sull’Ucraina: «Più armi inviamo più la guerra va avanti»

«Più armi produciamo e inviamo più la guerra va avanti, poi saranno Zelensky e Putin a decidere cosa faranno. Da ministro delle Infrastrutture non vedo l’ora di portare le aziende italiane in Ucraina per la ricostruzione. Ma posso ricostruire quando smettono di spararsi», ha aggiunto il vicepremier leghista.

Lo scontro sul futuro di “Strade sicure”

La posizione della Lega si distanza da quella del ministro Crosetto anche sul futuro di “Strade sicure”, l’operazione scattata nel 2008 che prevede l’impiego di personale militare delle Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica) per affiancare le Forze di Polizia in compiti di prevenzione della criminalità e controllo del territorio. Sono impegnati circa 6.800 militari in 58 città italiane. Strade sicure provoca “mal di pancia” che periodicamente affiorano sia tra le forze dell’ordine che tra quelle armate.

Crosetto è intervenuto recentemente mettendo in evidenza la necessità di aumentare il personale della difesa in tempi in cui le sfide sul piano della sicurezza non mancano. «La legge 244», quella che fissa il limite sul personale della Difesa a 170mila unità, ha detto Crosetto, «dobbiamo buttarla via. Lo spirito con cui è nata è morto. Il personale va aumentato. Abbiamo bisogno di 30mila unità in più per la Difesa, dovremmo arrivare a 200mila unità». E in queste condizioni, è stato il ragionamento del ministro, cedere i 6.800 militari di Strade sicure è un lusso che il ministero non può permettersi. La posizione espressa da Crosetto è stata criticata dalla Lega. «Altro che tagliare i militari di “Strade sicure”, anzi: il contingente in strada andrebbe aumentato di almeno altre mille unità. Questo è un presidio di sicurezza prezioso per tutto il territorio italiano», ha affermato il vicecapogruppo vicario della Lega, Igor Iezzi.

Crosetto: «Strade Sicure? I soldati facciano i soldati»

Intervenuto mercoledì 12 novembre nel question time alla Camer, Crosetto ha ribadito la sua posizione. «È necessario - ha affermato - che i militari impiegati in strade sicure possano con calma nel tempo, concordandolo con gli altri ministeri, tornare in prospettiva a fare il loro lavoro, oggi più che mai indispensabile. Proprio nella convinzione condivisa che il presidio nelle strade delle stazioni sia sempre più utile e importante, dovremmo pensare di dedicare a questa funzione professionisti dedicati, specificamente formati, in aggiunta all’attuale forza di polizia. Si tratta di rendere più efficiente un sistema in cui i soldati fanno i soldati e le forze di pubblica sicurezza esattamente quello per cui sono addestrate, portandole ai numeri necessari, ad esempio prevedendo di introdurre la figura del carabiniere ausiliario della riserva volontaria». Per Crosetto si potrebbero sostituire man mano le forze armate «attualmente impiegate da Strade Sicure, sempre d’accordo e armonizzando con gli altri dicasteri, lasciando spazio alle forze di polizia». L’interrogazione al ministro sull’incremento del numero dei militari destinati all’operazione “Strade sicure” al question time è stata presentata salla Lega.

In risoluzione Lega chiede più militari per “Strade sicure”

«La presenza dei militari dell’esercito italiano nelle nostre strade, a supporto delle forze dell’ordine, è un presidio di sicurezza, un baluardo contro la criminalità e una garanzia di risultati concreti. Per questo motivo ho presentato, insieme ai colleghi Carrà e Cecchetti, una risoluzione in commissione Difesa. Dobbiamo aumentare il numero dei militari del contingente “Strade sicure” per rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie, nei siti e luoghi sensibili». L’annuncio è stato fatto dal capogruppo della Lega nella commissione Difesa della Camera, Eugenio Zoffili. La nota ha sottolineato che l’operazione usa «militari delle forze armate come agenti di pubblica sicurezza, in supporto alle forze dell’ordine, per presidiare territorio e città. Attualmente, 6.000 soldati operano in 58 province su circa 1.000 siti sensibili, mentre 800 gestiscono “Stazioni sicure”, con funzioni di deterrenza contro terrorismo, traffico di stupefacenti, immigrazione illegale e reati ambientali (come nella Terra dei fuochi in Campania)». Da qui la richiesta della Lega: «vista l’efficacia ottenuta, chiede di potenziare uomini e mezzi per “Strade sicure” e “Stazioni sicure”, alzando il livello di sicurezza per i cittadini. Cancellarle sarebbe un grave errore a scapito dei cittadini». Il messaggio della Lega è politicamente chiaro.

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