Il 4 novembre

Crosetto: stop a militari in “Strade sicure”, servono 30mila unità in più nella difesa

La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa: «Militari ambasciatori di pace ma pronti a difendere»

di Andrea Carli

Mattarella ad Ancona per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

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Serve una Difesa europea, argine contro il proliferare di nuove aree di crisi. «Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa». È quanto ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. È la giornata dei soldati, dei marinai, degli avieri, dei carabinieri e del personale civile della Difesa, allo stesso tempo di tutti gli italiani. «Un commosso pensiero - ha affermato il Capo dello Stato - va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione».

Il Presidente della Repubblica all’Altare della Patria

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto nella ricorrenza della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, Roma 4 novembre 2025 (Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La giornata si è aperta con il presidente della Repubblica che ha raggiunto l’Altare della Patria per le celebrazioni. Il Capo dello Stato, accompagnato da Crosetto, ha ricevuto gli onori militari. Poi, accompagnato dalle alte cariche, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana ha salito la scala dell’Altare della Patria per l’omaggio al Milite ignoto. In tarda mattinata il Capo dello Stato ha raggiunto Ancona, per partecipare alla cerimonia in occasione del Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate che si è svolta al Porto antico del capoluogo dorico. Al termine della cerimonia, c’è stato il sorvolo e l’esibizione delle Frecce Tricolori.

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Crosetto: «La Difesa serve per evitare scenari di guerra qui»

In questa occasione il ministro della Difesa ha posto l’accento sul valore strategico della difesa. «Calcolate che da ieri a oggi sono morti 1.500 tra ucraini e russi in un fronte di cui non parliamo più perché ci siamo stancati di parlarne - ha ricordato a margine dell’iniziativa di Ancona -. Questo dà l’idea di cosa può succedere in uno scenario di guerra. Le forze armate e la difesa servono a far sì che non accada quello che accade in questi scenari. Facciamo il possibile perché la tregua si consolidi e diventi pace in Medio oriente e affinché si parta in Ucraina con una tregua. I russi hanno bombardato questa notte acquedotti, centrali elettriche e centrali di raffreddamento della centrale nucleare. Ogni giorno dove ci sono guerre avvengono cose che fanno male alle popolazioni civili. Noi come difesa ci attrezziamo per evitare che riaccada qui».

«Ora la guerra è anche invisibile»

Nel suo messaggio in occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, il ministro della Difesa ha sottolineato che oggi le minacce alla sicurezza sono invisibili. «Viviamo, oggi, tempi complessi, in cui la pace non è più scontata. Le guerre del XXI secolo, infatti, non si combattono solo sul terreno. Si combattono nello spazio, nel cyberspazio, nella dimensione cognitiva, attraverso una guerra ibrida e invisibile che si gioca sui dati, sull’informazione, sulle percezioni. Il tema di quest’anno, “Difesa, la forza che unisce”, non è uno slogan - ha continuato Crosetto - . È un principio concreto, un messaggio che attraversa ogni azione delle Forze armate. La Difesa lega territori e generazioni, collega città e borghi, accorcia le distanze tra la periferia e il cuore dello Stato. Unisce perché costruisce fiducia: tra istituzioni e cittadini, tra cittadini stessi, tra chi opera nei reparti e chi riceve la protezione dello Stato. Fiducia che nasce dal senso di responsabilità, dalla coerenza tra parole e azioni, dalla capacità di proteggere senza compromettere etica, rispetto e dignità. Essere la forza che unisce significa proteggere in tutti i sensi del termine: esserci dove c’è bisogno, sostenere le comunità, garantire sicurezza e soccorso con competenza e dedizione. Significa custodire la memoria dei nostri Caduti. Ricordarli non come un atto simbolico, ma come fondamento dell’identità della Difesa e della Repubblica».

«Serve una riforma delle Forze armate, aumentare il personale»

Nel tardo pomeriggio, dopo il collegamento con i vari teatri operativi, Crosetto è intervenuto al Covi, il Comando di vertice dell’area operativa interforze che assolve alle funzioni di organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle operazioni e delle esercitazioni militari in ambito nazionale e internazionale condotte nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber. In quell’occasione Crosetto ha affrontato il tema della necessità di rafforzare l’organico delle Forze Armate. «La legge 244», quella che fissa il limite sul personale della Difesa a 170mila unità, «dobbiamo buttarla via - ha chiarito -. Lo spirito con cui è nata è morto. Il personale va aumentato e servono garanzie a tutela del personale. Mentre parliamo di scudo e guerra ibrida dobbiamo anche parlare di alloggi. Bisogna iniziare a parlare di requisiti, le forze armate devono essere efficienti. Serve una riforma delle forze armate, non la considero la riforma del ministro della Difesa: in Parlamento parleranno le Forze armate e non un sottosegretario o ministro».

Il ministro della difesa Guido Crosetto ospite della trasmissione Cinque Minuti su Rai1 (foto La Presse)

Intervenuto poi in serata alla trasmissione “Cinque Minuti” su Rai1, Crosetto ha chiarito: «abbiamo bisogno di 30mila unità in più per la Difesa, dovremmo arrivare a 200mila unità. I tedeschi ne hanno 280-260mila. E servono 6-7 anni per avere una difesa aerea minimamente paragonabile a quella di Israele».

«Militari impiegati in Strade sicure vanno riportati a loro lavoro originario»

Sotto la lente del responsabile della Difesa anche l’operazione Strade Sicure, avviata nel luglio del 2008 in un momento caratterizzato da un diffuso senso di insicurezza, sul fronte della criminalità e dell’immigrazione. «Le operazioni Strade Sicure sono state uno strumento per avvicinare la popolazione alle forze armate e viceversa, per costruire rapporto diverso. Penso - ha confidato Crosetto - che i 6.800 militari in strada sul territorio nazionale debbano tornare al loro lavoro originario» lasciando le operazioni Strade Sicure «alle forze di polizia, aumentandone l’organico».

«Al momento non inviamo militari a Gaza, non è sicura»

Il responsabile delal Difesa ha parlato anche del conflitto tra Israele e Hamas. «Abbiamo dato la disponibilità ad aiutare a Gaza sotto diversi aspetti: con assetti sanitari o con l’addestramento di forze di polizia, che dovranno in qualche modo presidiare il territorio, o sulla parte di sminamento. Sminare Gaza richiederà qualche decennio - ha contonuato -. Per adesso non è prevista alcuna missione Onu. Per i soldati sul campo, in questo momento nessuno è in grado di dare sicurezza assoluta e io non ho intenzione di mandare militari italiani in luoghi dove possono perdere la vita senza portare nessun altro risultato»..

Le Frecce Tricolori ad Ancona in occasione della cerimonia nazionale per la Festa dell'Unità nazionale e delle Forze Armate, 4 novembre 2025. (foto Ansa)

Portolano: «Militari ambasciatori di pace ma pronti a difendere»

Nel suo intervento al porto di Ancona il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa ha ricordato che «i militari sono ambasciatori di un’Italia che crede e agisce per la pace ma sa essere pronta a difendere la sua libertà, sicurezza, i suoi interessi militari e strategici e concorrere alla stabilità internazionale».«Tutti gli italiani - ha sottolineato il Capo di Stato maggiore - potranno sempre contare su chi serve la Patria, sempre, 365 giorni l’anno». «A testimoniare questa dimensione pro-attiva e cooperativa delle nostre Forze Armate, sono oggi i circa 7.700 militari impiegati fuori dal territorio nazionale, in 40 missioni e operazioni, dal Nord Europa al Sub-Sahara, dal fianco est dell’Alleanza ai Balcani, dal Mediterraneo all’Oceano Indiano - ha continuato Portolano -. All’Ucraina, forniamo assistenza umanitaria, supporto logistico e addestramento. Nel Medio Oriente e nel Corno d’Africa, svolgiamo, tra le altre, attività di addestramento, assistenza, supporto e di protezione delle rotte marittime, nel pieno rispetto dei principi di imparzialità e del diritto internazionale. Nella Striscia di Gaza, il nostro sostegno alla popolazione civile si concretizza in evacuazioni di feriti, aviolanci di beni essenziali e trasferimenti sanitari… Mentre, da tempo, i nostri Carabinieri, in Cisgiordania, addestrano le forze di polizia palestinesi, operano presso il Valico di Rafah e svolgono funzioni di coordinamento presso l’Office for Security Coordinator for Israel and the Palestinian Authority, in Israele, dove si è recentemente schierato anche altro personale della Difesa, con compiti di collegamento nell’ambito del Civil Military Coordination Centre, a guida statunitense». Un passaggio dell’intervento è stato infine sul rafforzamento del pilastro europeo della Nato, che Portolano ha definito «cruciale, e l’Italia, grazie alla sua posizione strategica e alla credibilità internazionale delle sue Forze Armate, potrà assumere un ruolo da protagonista».

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