Formazione

Da venditori a leader: perché il sales è la prima scuola degli imprenditori di successo

L’esperienza nelle vendite sviluppa competenze relazionali e strategiche fondamentali, favorendo la crescita professionale e l’adattamento a un mercato in evoluzione, anche nell’era digitale

di Luca Brambilla*

Quali sono i profili e competenze decisive nel nuovo mondo del lavoro?

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Michele Ferrero, Giorgio Armani, Silvio Berlusconi, Sergio Marchionne: sono quattro esempi di imprenditori e manager italiani di successo che, prima di diventare leader, sono stati anche dei giovani (e capaci) venditori. Col tempo, hanno utilizzato la vendita non come semplice transazione, ma come competenza strategica e relazionale che diverrà poi fondamentale per la fortuna delle loro imprese.

Il sales è una disciplina formativa: una tappa essenziale per la crescita professionale da consigliare, insieme allo studio accademico, ai tanti giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Per quali motivi? Perché vendendo si impara ad agire sul campo, a gestire dei “no” e le conseguenti frustrazioni. Si esercitano l’umiltà e l’ascolto. Si testa la propria embrionale capacità di negoziare e di captare le mode. In definitiva, si raccolgono dei feedback per fare sempre meglio e cercare di trasformare quei “no” in futuri “sì”.

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I dati. Piccoli e grandi venditori crescono

Secondo il report di LinkedIn sul mercato del lavoro, nel quinquennio 2018-2022 i ruoli sales in Italia sono cresciuti del 32,6%. Si tratta di un boom di “addetti allo sviluppo commerciale” che fotografa una professione in movimento: pur con la grande diffusione delle piattaforme, dell’AI e dei chatbot, ai clienti piace comprare dagli umani. Non solo. Si registra uno storico sorpasso: il 54% delle figure sales in Italia sono donne. Il mondo delle vendite, con le dovute eccezioni, è sempre stato a prevalenza maschile. Ma questo dato mostra un passaggio di testimone, con Neurovendita (società italiana specializzata nell’applicazione delle neuroscienze al mondo commerciale) che sostiene che le donne in media sono oggi più brave degli uomini nel ramo commerciale.

In Italia un sales su tre lavora da remoto (oltre il 36% di queste funzioni prevede smartworking) e LinkedIn anticipa che le figure di vendita nei prossimi anni continueranno a crescere.

Dallo studio al campo

Al netto dei dati di mercato, la formazione accademica rimane essenziale perché fornisce un approccio mentale, un modus operandi, e apre la visione al mondo; tuttavia l’esperienza sul campo può fare la differenza. Per questo a uno junior suggeriamo sempre di fare esperienza nel sales, in quanto questa funzione rappresenta un bisogno costante per ogni azienda in ogni parte del mondo: nessuna impresa rifiuterà mai la possibilità di vendere di più o di migliorare i propri margini.

Paradossalmente, però, la prima cosa da fare quando si vende è “comprare” la mission aziendale, scegliendo un prodotto o un servizio in cui si crede per allineare i propri valori a quelli dell’attività. La vendita, poi, non va intesa come un singolo atto, ma come un processo complesso che richiede studio, scouting, analisi e capacità di non essere egoriferiti. Valorizza infatti la “linguistica del tu”, spostando il focus dal venditore a come il prodotto possa valorizzare e rendere migliore l’altro attraverso l’ascolto e la co-progettazione. Questo approccio non solo aumenta le possibilità di vendita, ma facilita la consolidazione di un rapporto continuo con il cliente. Dato che acquisirne di nuovi è difficile, spesso è strategicamente più vantaggioso mantenere e curare la relazione con i clienti attuali, “quelli che tornano”.

La signora Valeria

Molte grandi figure imprenditoriali hanno iniziato o si sono distinte come venditori. Michele Ferrero, in particolare, era ossessionato dal rispetto per il cliente, personificato nella figura della “signora Valeria”, ossia la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, la donna degli anni Cinquanta che ogni giorno decideva cosa mettere in tavola. Per questo ha sempre cercato “il prodotto giusto per la persona giusta”. Alla base di questo approccio c’era anche una visione scientifica: per affinare questa capacità di vendita e comprensione del mercato, Ferrero si avvaleva dei migliori psicologi e studiosi di marketing dell’epoca.

Un mindset concreto

In sintesi, l’esperienza nella vendita è da considerare un passaggio fondamentale per la crescita di un giovane, poiché permette di sviluppare un mindset orientato alla concretezza e alla relazione. La vendita emerge come una competenza insostituibile, che insegna a comprendere profondamente le esigenze altrui e a navigare le sfide del mercato, anche nell’era dell’AI.

Come diceva il fondatore di Apple, Steve Jobs: “Devi partire dall’esperienza del cliente e tornare indietro verso la tecnologia, non il contrario”.

*Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

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