L’attacco a Meloni

Crosetto: rapporto con Usa saldissimo. E Meloni agli Alpini: «Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale»

Il ministro della Difesa interviene a su Radio 24 e assicura: «I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati, non sono mutati, compreso quelli con l’ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi e penso sia anche lui in grande difficoltà in questi giorni»

di Redazione Roma

La premier Giorgia Meloni durante la visita a sorpresa a Gemona del Friuli dove ha partecipato al raduno degli alpini del Triveneto, nel 50° anniversario del terremoto, 21 giugno 2026. ANSA/ FILIPPO ATTILI

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A poche ore di distanza dall’ennesimo attacco di Donald Trump contro Giorgia Meloni, il messaggio che viene proposto dalla maggioranza è chiaro: una cosa sono i rapporti, allo stato attuale non facili, tra il presidente Usa e la premier, un’altra le relazioni tra i due paesi, tradizionalmente all’insegna della collaborazione politica e dell’integrazione economica e commerciale.

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«Il legame nostro con gli Stati Uniti non dipende dai governi, dai presidenti del Consiglio, è profondo e solidissimo. L’atteggiamento di Trump di questi giorni non l’ho capito anche perché mi sembrava da ciò che avevo visto in televisione che non ci fosse alcun problema nei rapporti con l’Italia», ha confidato il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione “Caffè della domenica” su Radio 24. «I rapporti che ho con gli Stati Uniti, anche in queste ore, sono sempre assolutamente normali e non sono cambiati, non sono mutati, compreso quelli con l’ambasciatore americano in Italia con cui i rapporti sono ottimi e penso sia anche lui in grande difficoltà in questi giorni», ha aggiunto.

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A Telefriuli, durante la visita a sorpresa a Gemona del Friuli dove ha partecipato al raduno degli alpini del Triveneto, nel 50° anniversario del terremoto. Meloni ha confidato: «Non era tanto che ero passata da queste parti, ma ero passata per un’altra ragione. Ho pensato che fosse doveroso. Diciamo che avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare. E poi era anche un’occasione per ringraziare gli Alpini anche per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le Olimpiadi e non solamente durante le Olimpiadi. Quindi sono venuta a dire grazie a queste persone».

L’ultimo attacco di Trump si è focalizzato sul nodo difesa. I “cahiers de doléances” di Washington nei confronti di Roma sul piano militare sono ben definiti e hanno avuto un ruolo nelle ultime invettive del presidente Usa contro Meloni. In sintesi, sono i paletti sull’uso delle basi americane in Italia, le spese per la Difesa ancora a livello ritenuto non adeguato, la mancata partecipazione al Purl, il programma che prevede l’acquisto di armi Usa destinate all’Ucraina da parte dei Paesi europei.

In occasione del colloquio con Hegseth indicazioni diverse

Al ministero della Difesa - come nel resto del governo - c’è tuttavia sorpresa per i toni del presidente-tycoon. Anche perchè quelli usati solo lunedì 15 giugno dal segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, nel corso dell’incontro al Pentagono con il ministro Guido Crosetto, erano stati del tutto diversi. Un faccia a faccia che sembrava aver rasserenato il clima tra i due Paesi. Da Hegseth erano arrivati elogi all’Italia che ospita attualmente circa 30.000 americani tra militari, personale civile e i loro familiari. «Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano», sono state le parole del segretario, che aveva anche sottolineato «il crescente ruolo di leadership dell’Italia nella difesa europea è dovuto in gran parte all’impegno del primo ministro» Meloni.

Il nodo basi e il precedente di Sigonella

Pochi giorni dopo, tutto spazzato via dall’accetta di Trump. Che ha attaccato in particolare sull’uso delle basi non concesse durante la guerra all’Iran. Il riferimento è a quanto emerso a fine marzo, con la mancata autorizzazione all’atterraggio a Sigonella di un bombardiere americano che successivamente si sarebbe diretto verso l’Iran. La materia è regolata da trattati che i due Paesi sono impegnati a rispettare, è la posizione dell’Italia. Trattandosi di un volo non logistico, ma di un velivolo da combattimento che raggiungeva un teatro di guerra, concedere l’atterraggio sul suolo italiano avrebbe significato contribuire attivamente al conflitto in Iran. Da qui il veto, che evidentemente non è stato ancora digerito da Trump. Così come l’impegno finanziario che Roma dedica alla Difesa.

Il rischio di un disimpegno Usa dalle basi italiane

Ci sono poi tante collaborazioni tra i due Paesi sul fronte degli armamenti. Come quello con Lockeed per il caccia di quinta generazione F-35. Per quello di sesta generazione, il G-Cap, però, l’Italia ha scelto come partner Giappone e Uk. Altro punto di discussione potrebbe essere l’annunciata revisione della presenza militare Usa in Italia. Dopo il colloquio con Hegseth, Crosetto aveva spiegato di non aver percepito la volontà di un disimpegno degli Stati Uniti dalle basi italiane. Con Trump, però, ogni giorno il quadro può cambiare.

Tajani: dichiarazioni di Trump incomprensibili, relazioni Italia-Usa solide

«Malgrado le incomprensibili dichiarazioni del presidente Trump, le relazioni tra Italia e Stati Uniti sono solide e resteranno solide perché sono relazioni storiche», ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in visita alla Comunità in dialogo di Padre Matteo (Trivigliano). «Siamo stati amici degli Stati Uniti, abbiamo collaborato con tutti i presidenti. Vogliamo - ha aggiunto - ora far sì che tutti i dossier possano procedere e possano rafforzare le relazioni tra Roma e Washington».

Salvini: con Trump parentesi chiusa, ora si torni a lavorare insieme

Sulla questione è intervenuto anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini. «Chi attacca in maniera così inutile la presidente del governo italiano attacca tutto il governo italiano e attacca tutti gli italiani. Detto questo per me è partita chiusa e quindi si lavora insieme», ha affermato a un gazebo della Lega a Milano. «Mi auguro che si chiuda in fretta questa parentesi di incomprensione e si torni a lavorare insieme. C’è sempre una via d’uscita» ha aggiunto Salvini.

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