Energia

Aumento del 32% nei prezzi dell’energia elettrica in Italia dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran

Nella settimana da lunedì 2 a domenica 8 marzo, infatti, ovvero a due giorni dell’operazione condotta da Usa e Israele contro l’Iran, il Gme ha registrato un prezzo medio dell’energia elettrica (PUN Index GME) pari a 141,28 euro al MWh, in forte rialzo (32,4%) rispetto ai 106,67 euro registrati nella settimana precedente

di Redazione Roma

Nella settimana da lunedì 2 a domenica 8 marzo il Gme ha registrato un prezzo medio dell’energia elettrica pari a 141,28 euro al MWh, in forte rialzo rispetto ai 106,67 euro registrati nella settimana precedente

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La fiammata dei prezzi degli idrocarburi, gas incluso, dovuta alla crisi in Medio Oriente si ripercuote anche su quelli dell’elettricità, che registrano a loro volta un aumento. Nella settimana da lunedì 2 a domenica 8 marzo, infatti, ovvero a due giorni dell’operazione condotta da Usa e Israele contro l’Iran, il Gme (Gestore dei mercati energetici) ha registrato un prezzo medio dell’energia elettrica (PUN Index GME) pari a 141,28 euro al MWh, in forte rialzo (32,4%) rispetto ai 106,67 euro registrati nella settimana precedente, mentre i volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella borsa del GME sono risultati pari a 4,7 milioni di MWh, con la liquidità all’85,1%. Lo si legge in una nota del Gme. I prezzi medi si sono attestati tra 139,38 euro al MWh della Sardegna e 145,04 euro al MWh della Sicilia.

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Indice Igi: prezzo balza a 56,05 euro/MWh da 51,03 euro/MWh

Una conferma della tendenza in atto giunge dal valore dell’indice Igi (Italian Gas Index), che per il 10 marzo è pari a 56,05 euro/MWh, in rialzo rispetto al 9 marzo attestatosi a 51,03 euro/MWh. L’indice, calcolato giornalmente dal Gme, fornisce uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del gas in Italia e si propone come un riferimento dagli operatori, per operazioni di hedging e/o per contratti di fornitura.

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Von der Leyen: l’Ue dipende «completamente» da importazioni fossili «costose e volatili»

A porre l’accento sulla questione delle ricadute dei prezzi degli idrocarburi su quelli dell’elettricità è stata nelle ultime ore la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. «I prezzi dell’elettricità in Europa sono strutturalmente troppo elevati - ha sottolineato -. Questo è estremamente importante, perché l’elettricità a prezzi accessibili non è essenziale solo per il costo della vita dei nostri cittadini, ma è anche determinante per la competitività delle industrie». Nel suo intervento al vertice mondiale sull’energia nucleare a Parigi, Von der Leyen ha sottolineato che l’Unione europea dipende «completamente» da importazioni fossili «costose e volatili» e «l’attuale crisi in Medio Oriente ci ricorda in modo crudo le vulnerabilità che ciò comporta». 

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