Crisi idrica, il 30% degli europei alle prese con la scarsità d’acqua
Ai primi di giugno è partita la nuova strategia di resilienza idrica della Commissione europea
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
4' di lettura
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L’acqua, risorsa vitale e sempre più scarsa anche nei Paesi dell’Unione Europea, è al centro di una nuova consapevolezza politica. La Commissione europea ha lanciato a inizio giugno una strategia per la resilienza idrica, con l’obiettivo di affrontare un problema ormai strutturale: la crescente scarsità d’acqua. Una risposta necessaria a una crisi che non può più essere considerata episodica, ma che richiede interventi coordinati, investimenti mirati e un cambio di paradigma nella gestione delle risorse idriche.
Secondo i dati elaborati dalla Commissione, il 30% degli europei, in media, soffre le conseguenze della scarsità d’acqua. Si tratta di un numero raddoppiato negli ultimi 10 anni, che tradotto significa: «23 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile sicura e con l’aumento della domanda a livello globale, l’UE non dà più questo bene comune per scontato».
Necessario incrementare investimenti
Proprio per affrontare questa situazione l’Ue ha deciso di incrementare gli investimenti per la gestione sostenibile dell’acqua con un’attenzione particolare alla corretta gestione di risorse. Comportamenti corretti potrebbero far risparmiare «fino a 2,8 miliardi di euro l’anno, creando 9 mila posti di lavoro».
Perché, a monte di questa situazione non c’è solamente il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature e la siccità, ma anche altri fattori che potrebbero essere controllati e governati, come l’utilizzo dell’acqua e lo spreco. In questo quadro il finanziamento della politica di coesione sostiene cinque categorie principali di investimenti legati all’acqua che vanno dalla raccolta e trattamento delle acque reflue, alla gestione e conservazione dell’acqua, continuando con la fornitura di acqua potabile, la realizzazione e utilizzo di un’infrastruttura efficiente dal punto di vista energetico, il monitoraggio e gestione delle acque piovane migliorate e la gestione del rischio di inondazioni e siccità
«La quota maggiore va alle infrastrutture delle acque reflue, una componente fondamentale per affrontare l’inquinamento e proteggere la salute pubblica - si legge nel documento dell’Ue. La strategia per la resilienza dell’acqua consolida le priorità e gli investimenti della politica di coesione allineandoli agli obiettivi ambientali chiave: gestione sostenibile dell’acqua, adattamento climatico e protezione della biodiversità. Attraverso azioni mirate e misurabili, la strategia avanza queste priorità in tutta l’Ue».


