Regioni

Crisi in Friuli-Venezia Giulia: assessori rimettono deleghe. Fedriga: «Politica non deve essere lotta di potere»

Diversi assessori rinunciano deleghe in Friuli-Venezia Giulia, tensioni maggioranza. Presidente chiamato a decidere. Ministro Ciriani criticato

Aggiornato il 18 maggio 2025, ore 20:30

Massimiliano Fedriga

3' di lettura

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È crisi nella Regione Friuli Venezia Giulia dopo che gli assessori leghisti e poi di Forza Italia e Lista Fedriga hanno rimesso le deleghe. Casus belli un’intervista del ministro Luca Ciriani ma sullo sfondo c’è lo scontro sul terzo mandato. Una crisi aperta ma per il momento congelata: Fedriga infatti ha annunciato che non prenderà decisioni fino a martedì 20 maggio quando, in occasione dell’evento della Conferenza delle Regioni incontrerà a Venezia il primo ministro Giorgia Meloni.

Nella maggioranza dissidi sul terzo mandato

L’intervista di Ciriani è solo l’ultima stoccata di una schermaglia sempre più intensa all’interno della maggioranza regionale alimentata dai dissidi per il terzo mandato. Oggi, dunque, dei dieci assessori che compongono la Giunta regionale, rimangono titolari delle deleghe solo i tre di Fratelli d’Italia: Scoccimarro, Amirante e Anzil.

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Il segretario regionale della Lega, Marco Dreosto, non usa mezzi termini: le parole di Ciriani hanno «di fatto aperto un’irresponsabile crisi di maggioranza». Anche Fedriga ha lanciato una staffilata: nessuna decisione «fino a martedì, ma non potranno non esserci conseguenze».

Terzo mandato, il Governo valuta di impugnare la legge trentina

Intanto, nello scenario tattico nazionale che si profila intorno al terzo mandato e alle singole iniziative di alcune regioni, il Governo starebbe valutando di proporre (ultimo giorno utile per sollevare la questione alla Corte Costituzionale) in Consiglio dei ministri l’impugnazione della legge trentina sui mandati, la norma cioè che consentirebbe la candidatura di Maurizio Fugatti per la terza volta alla provincia autonoma di Trento. Il governo aveva già impugnato e ottenuto lo stop della Consulta sulla legge della Campania per il terzo mandato di De Luca.

Un intervento però limitato alle “Regioni ordinarie” mentre nei casi della norma trentina e eventuale del Fvg, si parla di regioni a statuto speciale. Fedriga potrebbe tentare di far approvare una legge che consenta un terzo mandato spegnendo le ambizioni di FdI. Che, dal canto suo, ritiene che il limite debba essere applicato in tutte le Regioni. Una considerazione che lascia fredda la Lega che, sulla scorta della bocciatura di De Luca vede effetto domino anche su Luca Zaia in Veneto.

Peraltro l’approvazione, ad aprile, nel Consiglio trentino, della legge voluta dalla Lega, che aumenta da due a tre i mandati massimi consecutivi per il presidente della Provincia autonoma, aveva provocato tensioni in Fratelli d’Italia con tre consiglieri in dissenso. Inoltre a Fedriga, se dovesse ora cadere il governo regionale, andrebbe in soccorso la legge del Friuli che autorizzerebbe una nuova candidatura. Per la Regione si è votato il 2 e 3 aprile 2023 per un mandato di 5 anni (fino al 2028) e secondo la legge regionale 17 del 2007 (poi aggiornata) nel caso in cui il presidente dovesse trovarsi in minoranza e quindi si sciogliesse il Consiglio prima di due anni, sei mesi e un giorno, lo stesso capo dell’esecutivo potrebbe ricandidarsi. E in questo caso, non si tratterebbe di un terzo mandato. Un percorso che potrebbe portare Fedriga - che riscuote un forte consenso personale - a un nuovo mandato che non figurerebbe come terzo incarico.

Fedriga, la crisi? Politica non deve essere lotta di potere

«Voglio prendere un impegno, dimostrare che la politica può essere qualcosa di diverso. Non deve essere una lotta di potere, ma una risposta da dare ai cittadini, e io voglio interpretare questa crisi in questo modo. Dopo non so come andrà a finire, però voglio dimostrare che la politica può essere qualcosa di diverso e farò del mio meglio per dimostrarlo». Lo ha dichiarato a Venezia Fedriga, a margine della seconda giornata del Festival delle Regioni, a proposito della crisi innescata dall’annuncio delle restituzione delle deleghe degli assessori leghisti e di Forza Italia alla regione Friuli Venezia Giulia.

«Rifuggo da lotte di potere, deciderò a giorni»

«In questo dibattito rifuggo da lotte di potere, voglio amministrare per la comunità che mi ha chiamato a farlo, con un buon consenso e con i risultati che abbiamo ottenuto. Adesso mi sono preso un po’ di tempo per riflettere, ma non voglio entrare in queste dinamiche, in quella politica dei giochi di potere da cui mi sono sempre allontanato. Deciderò nei prossimi giorni», ha detto il presidente della Regione, al termine della prima giornata del Festival delle Regioni, a proposito della decisione degli assessori regionali dalla Lega, dalla lista Fedriga e di Forza Italia di rimettere nelle mani del governatore le proprie deleghe.

Savino, «Fi rimette deleghe, fiducia in Fedriga»

«Ribadisco con convinzione – ha affermato il Segretario Regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia e Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino, al termine della riunione di maggioranza in Friuli Venezia Giulia – la piena fiducia nell’operato del Presidente Massimiliano Fedriga e dell’Assessore Riccardo Riccardi, figure che rappresentano una guida autorevole e responsabile per l’amministrazione regionale, e con cui Forza Italia ha sempre condiviso una visione di governo improntata alla concretezza, al rispetto istituzionale e alla coesione politica».

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