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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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L’annuncio a sorpresa, il mese scorso, del passo di lato del ceo, Dolf van den Brink (lascerà la carica a maggio dopo sei anni al vertice) era solo la scossa di avvertimento prima del terremoto: Heineken ridurrà di circa il 7% della sua forza lavoro per fare fronte a un calo della domanda di birra in tutto il settore, innescato dall’aumento dei prezzi e un approccio all’alcol più moderato da parte dei consumatori.
Il produttore olandese, che produce anche (tra le altre) le italiane Birra Moretti, Ichnusa, Dreher, ha dichiarato che taglierà da 5mila a 6mila posti di lavoro - principalmente in Europa e fuori dall’Olanda - su una forza lavoro globale di 87mila dipendenti. Un intervento di recupero costi sul personale era atteso e previsto dal piano di rilancio, ma la scelta va decisamente oltre. «Lo facciamo per rafforzare l’operatività e per essere in grado di investire nella crescita» ha dichiarato il cfo Harold van den Broek. Alcuni tagli si concentreranno in Europa o in mercati non prioritari con minori prospettive di crescita, ha aggiunto, e alcuni deriveranno da iniziative già annunciate riguardanti la rete di fornitura, la sede centrale e le unità operative regionali. Il taglio avverrà nell’arco di due anni, ha precisato la società, senza specificare quali ruoli saranno coinvolti.
Dalla sede italiana si fa sapere che nelle ultime ore «il gruppo Heineken ha condiviso un aggiornamento sull’evoluzione organizzativa in corso» e che «al momento non ci sono informazioni specifiche che indichino che i cambiamenti comunicati a livello europeo influenzeranno l’organizzazione o i dipendenti di Heineken Italia».
L’azienda, intanto, prevede una crescita dell’utile operativo tra il 2% e il 6% quest’anno, a fronte del 4,4% registrato nel 2025. Sebbene le previsioni siano «leggermente più prudenti» rispetto alle aspettative del mercato, preparano l’azienda ai risultati in un anno di transizione, hanno affermato in una nota gli analisti di Jefferies. Gli analisti di Berenberg hanno commentato che i risultati sono stati migliori di quanto temuto» e che le linee guida mostrano l’impegno di Heineken verso la produttività.
Nel 2025 l’azienda ha riportato una flessione dei volumi di birra, sebbene il calo del 2,4% sia stato leggermente migliore rispetto a quanto previsto dagli analisti. Superiore alle aspettative anche l’utile operativo organico, cresciuto del 4,4%. La società segnala che i volumi di Birra Moretti hanno registrato un lieve calo, dovuto a una performance più debole in Italia e in Uk, ma hanno segnato una crescita nel resto d’Europa, in particolare in Svizzera, Irlanda e Francia.