Beverage

Heineken brinda ad Amsterdam con primo trimestre migliore delle attese

"Nonostante la volatilità dei consumi e le tendenze geopolitiche, stiamo registrando risultati in linea con le aspettative", ha spiegato l'amministratore delegato Dolf van den Brink

2' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Corre il titolo di Heineken ad Amsterdam, mettendo a segno un rialzo superiore a tre punti, mentre l’AEX viaggia in leggero calo. A spingere gli acquisti sul produttore di birra olandese sono le performance del primo trimestre che hanno battuto le aspettative del mercato. Nel dettaglio, il gruppo brassicolo olandese ha chiuso il primo trimestre del 2025 con ricavi pari a 7,784 miliardi di euro, in calo del 4,9% su base annua. Lo ha annunciato l'azienda precisando che, nel periodo in esame, principalmente "a causa di fattori legati al calendario, il volume di birra biologica è diminuito del 2,1%", un calo quindi più contenuto di quanto previsto dagli analisti, con le spedizioni rinviate a causa della Pasqua tardiva.

"Nonostante la volatilità dei consumi e le tendenze geopolitiche, stiamo registrando risultati in linea con le aspettative", spiega nel comunicato l'amministratore delegato Dolf van den Brink che conferma le "previsioni per l'intero anno di una crescita organica dell'utile operativo dal 4% all'8%". La performance di Heineken è stata trainata in egual misura dal volume delle vendite e dal prezzo, affermano gli analisti di Rbc Capital Markets in una nota. Il produttore di birra olandese ha ottenuto risultati migliori in Africa e Medio Oriente, compensando parzialmente la diminuzione dei volumi nelle Americhe (dove sono diminuiti a una sola cifra) e in Europa.

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La performance più significativa è stata quella del Vietnam, che insieme all'India e all'Etiopia ha registrato una "promettente crescita dei volumi" grazie alle forti vendite durante il festival del Tet che hanno garantito una ripresa dopo i cali. Il produttore ha dichiarato che i volumi di birra hanno superato il mercato in Nigeria, con una crescita in Egitto e Algeria “nell'ordine delle decine”. Va ricordato che Heineken è tra i marchi alle prese con le tariffe doganali negli Stati Uniti e l'azienda ha dichiarato di prevedere una continua volatilità macroeconomica che potrebbe avere un impatto sui consumatori, pur sottolineando che oltre il 95% del suo volume complessivo è prodotto localmente.

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