I dati Inail

Crescono le malattie professionali, gli infortuni restano stabili

Nella relazione annuale gli infortuni denunciati sono stati 593mila nel 2024, in leggero aumento rispetto all’anno precedente, dovuto alla crescita delle denunce degli studenti

di Giorgio Pogliotti

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4' di lettura

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Gli infortuni denunciati all’Inail sono stati 593mila nel 2024, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+0,4% rispetto alle 590mila del 2023). Questo incremento è dovuto alla crescita delle denunce degli studenti, che sono salite a 78mila (+10,5% rispetto alle 71mila del 2023), di cui 2.100 per infortuni occorsi nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto), dopo che è stata introdotta dal maggio del 2023 la tutela gratuita da parte dell’Inail anti infortuni nelle scuole. Per quanto riguarda i lavoratori, invece, si registra un calo dell’1%, degli infortuni denunciati, scesi da 519mila a 515mila.

Crescono gli infortuni in itinere

Nella relazione annuale illustrata a Roma dal presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, alla presenza tra gli altri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della ministra del Lavoro Marina Calderone, per i lavoratori, le denunce in occasione di lavoro segnano nel 2024 un calo rispetto all’anno precedente: -1,9% (da 421.533 a 413.517). Rapportando le denunce di infortuni in occasione di lavoro al numero degli occupati Istat, il valore del 2024 si attesta a 1.728 casi di infortunio ogni 100mila addetti, inferiore sia rispetto all’anno precedente (1.788) sia al 2019 (1.987)  

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 Al contrario gli infortuni in itinere - da casa a lavoro o viceversa - sono aumentati: +3,1% (da 97.939 a 101.000). Il 22,8% degli infortuni denunciati nel 2024 (117 mila) si è verificato “fuori dall’azienda” ossia “in occasione di lavoro con mezzo di trasporto” o in itinere: il valore più alto del quinquennio sia in termini assoluti che di incidenza sul totale.

Il più alto numero di decessi sul lavoro in costruzioni, trasporto e magazzinaggio

I casi mortali denunciati sono stati 1.202, uno in più rispetto al 2023. Continuano, dunque, ad essere registrati oltre tre decessi al giorno. Per i lavoratori si registrano quattro decessi in meno, da 1.193 a 1.189, mentre i 13 casi mortali rilevati tra gli studenti sono cinque in più rispetto agli otto dell’anno precedente, di cui uno nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto). Per i casi mortali nel 2024 si registra, rispetto al 2023, un calo delle denunce in occasione di lavoro (-3,5%, da 918 a 886) mentre quelle in itinere aumentano (+10,2%, da 275 a 303). Il 42,3% (503) dei casi si è verificato “fuori dall’azienda”, incidenza inferiore solo a quella registrata nel 2022 (45,7%). Rapportando le denunce di infortuni mortali in occasione di lavoro al numero degli occupati Istat, il valore del 2024 si attesta a 3,70 decessi ogni 100mila addetti, inferiore sia rispetto al 2023 (3,89) sia al 2019 (3,90).

Per i casi mortali, è l’Industria e servizi la gestione che fa registrare il maggior numero di infortuni (86,1%), seguita dall’Agricoltura con il 12,8% e dal conto Stato con l’1,1%. I 32 decessi in meno rispetto al 2023 (-3,5%) riguardano la gestione Industria e servizi (-11), l’Agricoltura (-15) e il conto Stato (-6).

I settori in cui nel 2024 si registra il maggior numero di decessi in occasione di lavoro sono: le Costruzioni (182 casi, 13 in meno rispetto al 2023), il Trasporto e magazzinaggio (132, un caso in più) e il Comparto manifatturiero (118, come nel 2023). Nella Sanità e assistenza sociale, i 20 decessi del 2024 si confrontano con i 18 del 2023 (nel 2020, nella fase più acuta della pandemia, furono quasi 200 le vittime denunciate).

Continuano ad aumentare le malattie professionali

Continua la crescita delle denunce di malattie professionali, che hanno toccato quota 88mila, il dato più elevato dal triennio 1976-1978, in aumento del 21,8% rispetto alle quasi 73mila del 2023. Gli incrementi registrati quasi ininterrottamente dal 2000, per effetto di una maggiore informazione in merito alle coperture assicurative e dell’ampliamento delle patologie riconoscibili, hanno avuto solo un’interruzione nel 2020 quando, a causa della pandemia da Covid-19, le malattie denunciate sono state circa 45mila. Le denunce riguardano le patologie e non i soggetti ammalati, che sono stati circa 58mila, in aumento del 18,7% rispetto ai quasi 49mila del 2023. Per un singolo lavoratore afflitto da diverse malattie, infatti, possono essere protocollate più denunce.

Prevenzione: dal 2010 circa 4,1 miliardi di euro per oltre 43mila progetti

Lo strumento per la prevenzione è il bando Isi, attraverso il quale l’Istituto dal 2010 ha messo a disposizione circa 4,1 miliardi di euro a fondo perduto a favore di oltre 43mila progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I 600 milioni del 2024, sono l’importo più alto stanziato nelle 15 edizioni dell’iniziativa. Gli ambiti di intervento coinvolgono le micro, piccole e medie imprese, favorendo l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, l’acquisto di macchinari innovativi e più sicuri, la valorizzazione dei settori più rappresentativi del Made in Italy e gli interventi di bonifica dell’amianto.

Nel 2024 quasi 30mila aziende hanno beneficiato della riduzione del tasso di premio per prevenzione, per un totale di oltre 197 milioni di euro, a fronte di interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ulteriori rispetto a quelli imposti dalla legge. Un risultato che, secondo il presidente D’Ascenzo «conferma l’efficacia delle sinergie promosse dall’Inail con le parti sociali, le altre istituzioni pubbliche e il mondo produttivo per una sicurezza sempre più integrata, accessibile e sostenibile».

Le quattro direttrici di intervento

Secondo D’Ascenzo,nel corso del 2024 il contributo che l’Inail ha fornito al Paese si è concretizzato in interventi basati su quattro direttrici fondamentali: l’erogazione di finanziamenti a favore delle aziende che investono in sicurezza, la riduzione dei premi assicurativi a beneficio delle imprese che realizzano interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza, in aggiunta a quelli obbligatori per legge, iniziative dirette a innalzare i livelli di informazione, formazione e cultura della prevenzione e lo sviluppo di innovazione tecnologica nel campo della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro da trasferire al mondo produttivo, come l’implementazione di piattaforme di controllo basate sull’intelligenza artificiale o sull’impiego di robot o droni per lo svolgimento di attività lavorative pericolose. Ovvero, ancora, la realizzazione di modelli organizzativi e gestionali i cui processi produttivi tengono conto di una prevenzione verificabile e certificabile.

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