Professionisti digitali

Creator economy, regole condivise e un patto previdenziale per le nuove professioni

In Italia il settore vale quattro miliardi e impiega 52mila lavoratori

di Camilla Colombo

Female vlogger holding sports shoes in hands happily looking in camera while recording video for blog. Focus on camera with social media influencer reviewing and marketing a sports shoe.

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Un’unica associazione di categoria, Ace-associazione creator economy, nata dalla fusione tra Aicdc e AssoInfluencer. Un patto contributivo fra Inps e content creator per diffondere la cultura del welfare e valorizzare le nuove professionalità. Un elenco Agcom a cui gli influencer rilevanti possono e devono iscriversi, nel segno della trasparenza e di un quadro di regole certe e condivise a tutela di utenti e consumatori. Il primo simposio nazionale della creator economy, svoltosi ieri a Milano, con la partecipazione del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, e del commissario di Agcom, Massimiliano Capitanio, ha messo in luce il valore di un settore che da passione si è fatto industria. In Italia, la creator economy vale quattro miliardi, rappresenta più del 60% dei ricavi pubblicitari complessivi online e ha un impatto occupazionale di 52mila posti di lavoro equivalenti a tempo pieno.

La previdenza

«Il settore della creator economy è diventato uno dei centri vitali del lavoro contemporaneo. Muove linguaggi, informa milioni di persone e cresce con una rapidità che nessuna istituzione può ignorare. Trecento milioni di professionisti nel mondo, destinati a superare i 550 milioni entro il 2027 e in Italia una larga parte dei brand affida loro la comunicazione», ha commentato Fava ricordando che Inps ha iniziato a riconoscerne il profilo previdenziale e fiscale con un primo inquadramento. «Occorre proseguire con rigore, ascolto e tutele adeguate, perché un settore così vivo merita una cornice chiara e all’altezza del suo ruolo».

Loading...

Un appello per creare un patto tra generazioni e istituzioni, e per ascoltare le richieste del settore e collaborare insieme per veicolare le campagne Inps, è arrivato dal direttore generale vicario, Antonio Pone: «È un percorso che ha avuto inizio nel 2025, con la circolare 44: un primo momento di orientamento per queste nuove professioni. La collaborazione si è consolidata grazie alle interazioni con Ace, che ci hanno permesso di mettere a punto un insieme di Faq, domande ricorrenti poste dagli operatori del settore, agenti, brand, agenzie e influencer, riguardo all’applicazione della circolare. Le abbiamo raggruppate per fornire risposte che rappresentino una corretta lettura della circolare». L’output pubblico “Faq codice di condotta 2026” sarà infatti reso disponibile da Ace entro marzo come strumento operativo per il settore.

La regolamentazione

Accanto agli aspetti previdenziali e fiscali, si conferma la regolamentazione: la delibera Agcom 197/25 ha dato il via al web form per l’iscrizione all’elenco degli influencer rilevanti (c’è tempo fino a giovedì 5 febbraio), cioè quei soggetti che diffondono contenuti al pubblico a fronte del pagamento di un corrispettivo in denaro o in prodotti, servizi, benefici e che raggiungono un determinato numero di iscritti o di visualizzazioni su almeno una delle piattaforme utilizzate. «Le linee guida e il codice di condotta influencer sono il risultato di un lavoro condiviso con il settore. Non è censura, ma tutela degli utenti, in particolar modo dei minori e dei consumatori, attraverso regole chiare su trasparenza e correttezza dei contenuti. È anche un riconoscimento della professione di influencer, che valorizza chi opera in modo responsabile e rafforza la fiducia nell’ecosistema digitale», ha concluso Capitanio.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti