La strage di Capodanno

Crans Montana, in passato due indagini sui Moretti. Leonardo Bove arrivato al Niguarda da Zurigo»

Slitta a lunedì la decisione del tribunale sulla convalida dell’arresto di Jacques Moretti

Aggiornato l’11 gennaio 2026 alle ore 19:50

I proprietari del bar "Le Constellation" di Crans-Montana, dove il giorno di Capodanno si è verificato il tragico incendio, Jacques e Jessica Moretti, provenienti dalla Francia, al centro, arrivano con i loro avvocati Patrick Michod, Yael Hayat e Nicola Meier per essere interrogati dalla procura del Vallese a Sion, Svizzera, venerdì 9 gennaio 2026. (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)

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Nel passato di Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana dove sono morte 40 persone per l’incendio di Capodanno, ci sono due indagini nel Vallese: una penale nel 2020 su fondi Covid e una dell’ispettorato del lavoro nel 2022. Le Matin Dimanche e la SonntagsZeitung riportano che avevano ottenuto 75.500 euro di prestito Covid, il 10% circa del fatturato della loro società e ne avevano poi utilizzati 33mila per acquistare una Maserati, successivamente venduta al padre di Jacques. E’ finita in un non luogo a procedere perché hanno dimostrato che l’auto non era di loro proprietà ma era nei conti di Le Constellation.

Nel 2022 invece è intervenuto l’ispettorato del lavoro dopo segnalazioni da dipendenti francesi di irregolarità come “orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non pagato, riposi non rispettati” ha riferito una persona a conoscenza del dossier.

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Slitta a domani la decisione del tribunale sulla convalida d’arresto di Moretti

Non verrà presa prima di lunedì la decisione del Tribunale vallesano per le Misure coercitive sulla convalida dell’arresto di Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans Montana teatro della strage di Capodanno. Moretti è in custodia cautelare da venerdì perché, secondo la procura, esiste il ’’rischio di fuga’’. Lo scrive il quotidiano Le Temps sul proprio sito web. Il tribunale competente per la custodia cautelare deciderà entro 96 ore dall’arresto se confermare o meno questa misura, come spiegano i media svizzeri.

Leonardo Bove arrivato al Niguarda da Zurigo

È arrivato all’ospedale Niguarda di Milano Leonardo Bove, 16enne ferito nell’incendio di Crans-Montana. Il giovane era finora ricoverato all’ospedale di Zurigo. Ha ustioni su oltre il 50% del corpo e danni causati dall’inalazione di fumi velenosi. Sale così a 12 il numero dei pazienti ricoverati a Niguarda: ciascuno di loro è considerato in condizioni gravi ed è in prognosi riservata.

L’arrivo del 16enne al Niguarda era stato annunciato nel pomeriggio dall’assessore regionale al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso: “Abbiamo avuto l’ok dai medici svizzeri al trasferimento e le condizioni meteo ci offrono una finestra utile per il viaggio”, ha spiegato Bertolaso. L’elicottero di Areu della base di Bergamo, con l’equipe sanitaria a bordo, è partito per Zurigo per rientrare al Niguarda in serata.

Jacques Moretti ammette: «Uscita d’emergenza chiusa a chiave»

Il gestore del bar Constellation di Crans-Montana, Jacques Moretti, avrebbe ammesso di fronte agli inquirenti che la porta di servizio situata al piano terra della struttura, e non la porta di emergenza del seminterrato, era chiusa a chiave dall’interno la notte dell’incendio di Capodanno. Lo scrive la RTS (Radio televisione svizzera) rettificando una precedente versione della notizia.

L’ammissione di Jacques Moretti non riguarda quindi l’uscita di emergenza situata nel seminterrato del Le Constellation - il locale nell’esclusiva stazione sciistica di Crans Montana teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana.

Secondo le informazioni incrociate dai cronisti di Rts (Radio televisione svizzera), Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di aver constatato, la notte della tragedia, che la porta di emergenza al pianterreno era chiusa dall’interno. Sempre secondo Rts, il titolare del locale, arrivato sul posto dopo l’incendio, ha affermato di aver sbloccato personalmente la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta.

Moretti, da ieri in custodia cautelare a causa del pericolo di fuga, ha inoltre dichiarato di non sapere perché quella uscita fosse stata bloccata. Spetterà ora all’inchiesta penale, condotta da quattro procuratrici, stabilire se dice la verità.

Nel caso in cui il pm dovesse ritenere che Jacques e la moglie Jessica Moretti - finita ai domiciliari con braccialetto elettronico - abbiano una parte di responsabilità nel fatto che la porta fosse chiusa, questo potrebbe riqualificare i reati contestati nei loro confronti.

Genova, il 20 gennaio l’autopsia sul corpo di Emanuele

La pm Silvia Saracino, che ha aperto un fascicolo su delega dei colleghi di Roma per la morte di Emanuele Galeppini, il ragazzo genovese di 16 anni, campione di golf, morto nella strage di Crans-Montana la notte di Capodanno, darà incarico al professore universitario Francesco Ventura di eseguire l’autopsia. L’incarico verrà formalizzato il 19 gennaio e lo stesso giorno sarà eseguita una tac sul corpo del ragazzo per accertare la presenza di lesioni da schiacciamento. Il 20 gennaio verrà eseguito l’esame vero e proprio.

L’esame medico legale servirà a capire le cause della morte del giovane e cioè se questa sia dovuta alle ustioni oppure alle esalazioni del fumo o altro. Da quanto emerge dalle carte in mano ai pm romani, che hanno aperto al momento una inchiesta a carico di ignoti, tre ragazzi sono stati trovati fuori dal locale Le Constellation, mentre gli altri 37 all’interno, la maggior parte sulle scale o lì vicino. Forse, Galeppini potrebbe essere uno dei tre trovato in strada. Il corpo a un primo esame non presentava ustioni ma qualche escoriazione ed ecchimosi, segno che forse potrebbe essere stato travolto da qualcuno nella fuga. Per questo l’ipotesi è che possa essere morto per le esalazioni del fumo o per altre cause ma non per le ustioni. Non è escluso che la Procura di Roma possa nel frattempo iscrivere nel registro degli indagati i nomi dei coniugi titolari del locale per potere consentire al loro consulente di partecipare alle autopsie (che verranno eseguite, oltre che a Genova, anche a Roma, Milano e Bologna).

Strage di Crans-Montana: ancora lutto, ma è il momento delle indagini

Attualmente, gli imputati devono rispondere di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Ma se le procuratrici dovessero ritenere che i sospettati sapessero che la porta era chiusa, che questo fosse estremamente pericoloso e che abbiano accettato di correre questo rischio, le pm potrebbero allora configurare l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

In tal caso, Jacques e Jessica Moretti rischierebbero fino a venti anni di reclusione. Rts è venuta inoltre a conoscenza di un altro elemento fondamentale del dossier, che riguarda la schiuma del soffitto. Interrogato dagli inquirenti, Jacques Moretti ha dichiarato di aver sostituito lui stesso la schiuma all’epoca. Ha spiegato di aver rimosso la vecchia schiuma acustica e di averla sostituita con una schiuma acquistata nel negozio di bricolage Hornbach. La schiuma acustica è un materiale infiammabile che potrebbe aver favorito la rapidissima propagazione delle fiamme e lo sviluppo di fumi tossici che hanno reso l’aria irrespirabile in pochi minuti.

Come già rivelato da Rts, i dipendenti del bar erano consapevoli dei rischi legati a questa schiuma. Durante il Capodanno 2019-2020, come testimoniato da alcuni video circolati sui social network, un cameriere aveva infatti messo in guardia alcuni clienti dal rischio di incendiare le protezioni fonoassorbenti del soffitto.

Anche questo elemento potrebbe indurre le pm incaricate dell’inchiesta a contestare agli imputati l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

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