Svizzera

Crans-Montana, il Comune: «Nessun controllo nel locale dal 2020»

«I controlli periodici non sono stati svolti tra il 2020 e il 2025. L’amministrazione comunale ha avuto conoscenza di questo stato dei fatti consultando i documenti consegnati al pubblico ministero». Così il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Parigi apre un’inchiesta sull’incendio

di Redazione Roma

Crans Montana, il dolore e le lacrime dei parenti delle vittime

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Con i lavori di ristrutturazione che erano previsti nei prossimi mesi, la tragedia del Constellation avrebbe potuto essere ancora più devastante. Il giorno dopo il rimpatrio dei feretri dei cinque giovani italiani, il peso dei 40 morti e dei 116 feriti nell’incendio di Capodanno sembra gravare ancora di più sulle spalle dei gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti. Intanto è emerso un elemto destinato a far discutere: il bar, devastato dalle fiamme a Crans-Montana, in Svizzera, non era più stato sottoposto a controlli dal 2020.

L’indicazione è giunta dal Consiglio comunale della stazione sciistica, il quale ha spiegato di «rammaricarsene profondamente» e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Ha inoltre deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per «effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda», si legge nel testo.

Loading...

Sindaco Crans-Montana: nessun controllo nel locale tra 2020 e 2025

A stretto giro è giunta la conferma dei mancati controlli da parte del sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. «I controlli periodici - ha chiarito durante una conferenza stampa che si è svolta in mattinata - non sono stati svolti tra il 2020 e il 2025. L’amministrazione comunale ha avuto conoscenza di questo stato dei fatti consultando i documenti consegnati al pubblico ministero. L’amministrazione comunale se ne rammarica amaramente». Il sindaco ha precisato che comunque la normativa «non menziona il controllo di qualità dei materiali», come la schiuma fonoassorbente infiammabile da cui si sarebbe propagato l’incendio.

Féraud ha detto di non pensare alle dimissioni. «Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave», ha precisato. Alla domanda se dopo questa ammissione, resta in piedi l’ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento penale, ha risposto: «Si vedrà quale sarà la decisione della giustizia».

La premier Meloni al Niguarda visita i feriti

Prima di recarsi a Parigi, dove è attesa al vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all’ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. Meloni si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. La premier ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrati nell’assistenza ai pazienti.

Per pazienti Crans-Montana la prognosi resta riservata

«Abbiamo 11 pazienti ricoverati. Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata». Così Alberto Zoli, Dg del Niguarda, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana ricoverati nell’ospedale milanese. «Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva - ha aggiunto - Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata».

Mattarella in Svizzera venerdì per cerimonia in ricordo vittime Crans-Montana

Intanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì prossimo, 9 gennaio, sarà con ogni probabilità in Svizzera per partecipare alla cerimonia organizzata dal presidente federale per ricordare le vittime dell’incidente di Crans-Montana. È quanto si apprende in ambienti diplomatici. La Confederazione Svizzera ha invitato i capi di Stato e di governo dei Paesi colpiti dalla tragedia di Crans Montana per il 9 gennaio, in occasione della giornata di lutto che «avrà deliberatamente una dimensione internazionale».

La procuratrice generale Pilloud: focus sul fascicolo ottenuto dal Comune

Nelle ultime ore la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha fatto sapere che il resto dell’indagine si concentrerà anche «sull’analisi del fascicolo ottenuto dal Comune» (in Svizzera, sono gli enti locali responsabili dei controlli antincendio). La dichiarazione è giunta dopo che, nei giorni scorsi, il Comune, guidato dal sindaco Nicolas Féraud, aveva annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento contro i Moretti. Secondo quanto rivelato dalla testata svizzera Rts, il 19 dicembre scorso, meno di due settimane prima del rogo, il gestore aveva fatto richiesta per un ulteriore ampliamento del locale. Tra le modifiche ci sarebbe stata anche la rimozione di un’uscita laterale della terrazza coperta. Questa chiusura, nel caso dell’incendio del primo gennaio, avrebbe impedito a un numero ancora maggiore di persone di fuggire in modo rapido. Al setaccio vengono passati anche i lavori di ristrutturazione svolti nel 2015, dettagliati nel permesso di costruire richiesto per il nuovo ampliamento. La porta interna del bar misura un metro e mezzo, «con un’apertura non conforme» - secondo la tv svizzera - dato che dovrebbe spalancarsi nella direzione di fuga, e non verso l’interno. Lo stesso accade per la porta della veranda. Un’altra questione riguarda l’autorizzazione dei lavori di dieci anni fa. All’epoca sarebbe stata installata la schiuma fonoassorbente da cui è divampato l’incendio di Capodanno. La sua infiammabilità pare fosse già nota, come dimostrato in un video del primo gennaio 2020 diffuso sui media svizzeri: «Fate attenzione alla schiuma! Fate attenzione alla schiuma!», urlava il barman alle giovani che sollevavano bottiglie di alcolici con le ormai note candele pirotecniche.

L’installazione di questo materiale - sempre secondo la tv svizzera - non rientrava nel permesso di costruire richiesto nel 2015 da un residente di Crans Montana che era il proprietario delle mura, e non dai coniugi Moretti. Un’istanza che, per Rts, sarebbe comunque stata presentata tre mesi dopo l’arrivo sul posto di un piccolo escavatore. Oltre alla schiuma fonoassorbente, gli interventi avrebbero riguardato la terrazza, modificata, e la scala del seminterrato, ristretta.

Interrogativi ai quali cerca di dare risposta la procuratrice generale Pilloud. Dopo aver spiegato che non ci sono i termini per portare in carcere i Moretti, entrambi indagati - manca in particolare il pericolo di fuga - oggi sul tema è intervenuto l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. I gestori «in Italia sarebbero arrestati», ma in Svizzera ci «sono procedure diverse», ha spiegato al cimitero di Sion. «Le famiglie delle vittime chiedono giustizia» ha poi aggiunto dopo aver accompagnato verso il C-130 decollato alla volta di Linate i parenti stretti dei cinque morti rimpatriati. In ogni caso «le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione», ha sottolineato una volta incontrati i vertici dell’esecutivo del Canton Vallese. L’inchiesta che però è solo all’inizio: ci vorrà «un’enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie Tv di 45 minuti», ha ricordato Pilloud.

Parigi apre un’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana

A seguito dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, «la procura di Parigi ha avviato un’inchiesta “specchio” (parallela) per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere». Così la procuratrice della Repubblica di Parigi Laure Beccuau. «Le autorità svizzere - ha precisato - restano competenti per indagare sullo svolgimento dei fatti e ricercare eventuali responsabilità». L’obiettivo è di «consentire alle vittime francesi e alle loro famiglie di beneficiare di un interlocutore comune in Francia e di facilitare se necessario i loro scambi con le autorità svizzere».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti